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Truffe Online

Cambiano e diminuiscono le truffe, ma i buoni consigli restano gli stessi. I più colpiti? Gli anziani, ma anche i giovani. Ad aiutarli ci pensano le Forze dell’Ordine e le Associazioni di consumatori

Gio 20 Giu 2019 | di Angela Iantosca | Soldi
Foto di 24

l report della Polizia Postale relativo al 2018 sulle truffe online riferisce di 3355 persone denunciate, 39 arrestate, 22.687 spazi virtuali sequestrati, circa 160.000 segnalazioni di truffe o tentate truffe. Cosa fare? Denunciare subito! Per avere un’idea di come comportarsi e com’è il quadro a livello nazionale abbiamo sentito gli esperti e le Forze dell’Ordine, parlando con loro anche dei progetti di prevenzione che si organizzano per aiutare soprattutto i più anziani, le prime vittime delle truffe in generale e di quelle online. Che possono cambiare, aggiornarsi, modificarsi nella tipologia, ma poco nella sostanza. La cosa importante è non credere alle offerte mirabolanti e condividere ciò che ci accade, senza vergonga. Spesso il passaparola può essere utile a incastrare il truffatore ed a evitare il perpetrarsi della truffa.                                                                              

 


Polizia Postale


Mai fornire i propri dati. E denunciare sempre per poter recuperare il denaro sottratto

di Emanuele Tirelli

osta elettronica, siti web, telefonate, schede telefoniche, da soli o in combinazione. Le truffe sono numerose, ingegnose, e spesso si basano su tecniche di ingegneria sociale, che consiste nello studio del comportamento della vittima per carpirne la fiducia e sfruttare le sue possibili distrazioni. 
Il report della Polizia Postale relativo al 2018 sulle truffe online riferisce di 3355 persone denunciate, 39 arrestate, 22.687 spazi virtuali sequestrati, circa 160.000 segnalazioni di truffe o tentate truffe.
Con qualche piccolo accorgimento è possibile prevenirle. In altre circostanze non ci si può sottrarre, ma denunciare immediatamente è sempre la soluzione migliore, come dice Massimiliano Mormone, commissario capo e responsabile delle sezioni Hacking e Reati contro il patrimonio della Polizia Postale di Napoli, che parla di quelle più frequenti. «La denuncia repentina ci aiuta a risalire alle somme sottratte, prima che siano spostate da un conto all’altro e se ne perdano le tracce».

Fishing: cosa è?
Nella casella di posta elettronica arriva una comunicazione che riporta il logo e i riferimenti di un istituto bancario. All’utente viene richiesto di inserire i propri dati per questioni di aggiornamento o scadenza e il link di riferimento collega a un sito Internet realizzato appositamente per lo scopo fraudolento. «In questo caso il truffato fornisce le proprie credenziali d’accesso - dice Mormone -, ma può avvenire anche con una telefonata, unitamente alla richiesta del codice di verifica inviato per sms. A quel punto, ci si ritrova con grandi ammanchi sul proprio conto o addirittura con il conto svuotato. Spesso arriva in combinazione attraverso il Sim Swap. Grazie al dipendente o al titolare di un negozio di telefonia, naturalmente compiacenti, e dopo l’appropriazione dei dati d’accesso al conto, viene effettuata la portabilità del numero telefonico dalla scheda dell’utente ignaro a quella di un’altra persona. Così, avere il codice di verifica tramite sms diventa ancora più semplice. Non si può evitare il Sim Swap, ma non bisogna mai fornire dati personali e d’accesso tramite mail o telefonate: sempre di persona, direttamente allo sportello».
 
Falsificazione
Alcuni truffatori accedono alle informazioni presenti su Internet e liberamente consultabili, come gli elenchi degli studenti universitari dove sono riportati nome, cognome, residenza, data di nascita… Spesso vengono reperite anche attraverso finti annunci di lavoro, per i quali, oltre al curriculum, si richiedono una scansione della carta d’identità e una fotografia in primo piano. In questo modo vengono realizzati anche documenti falsi, spesso con la foto di un complice, che poi va ad aprire un conto corrente, attiva una carta prepagata o un’utenza telefonica da usare per attività illecite. Non bisogna, quindi, mai inviare i propri documenti a persone sconosciute o dall’affidabilità non comprovata.

Man in the middle
È il tipo di truffa che vede l’intrusione di una terza persona in una comunicazione tra altre due, ditte o privati. Si accede alla posta elettronica del soggetto acquirente, si cancella la mail inviata realmente dal venditore e se ne manda subito un’altra nella quale viene cambiato solo il codice iban da usare per il bonifico. «Può accadere pure con una seconda mail correttiva. E può succedere all’interno della stessa società, per disporre un bonifico a terzi. Questo sistema si basa sulla possibilità di inviare una mail da un indirizzo, facendone apparire uno differente. Verificare richiede pochi secondi, ma anche in questo caso si fa affidamento sulla distrazione e sulle centinaia di comunicazioni ricevute ogni giorno. Il consiglio, in ogni caso, è quello di non inviare mai denaro a nessuno, se non previa telefonata di conferma, e di non affidarsi mai esclusivamente alla posta elettronica».                                   

Massimiliano Mormone
Laureato in Giurisprudenza all’Università “Federico II” di Napoli, dal 2013 al 2015 ha prestato servizio alla Questura di Milano - Ufficio Immigrazione e ha lavorato alla Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere dal 2015 al 2018. Da febbraio 2018 è a Napoli, nel Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Campania, dove è il responsabile della I e della III sezione, relative ad hacking, cyberterrorismo e reati contro il patrimonio online.

 


Le truffe cambiano, i buoni consigli restano gli stessi


I Carabinieri in prima linea contro i raggiri con una campagna di sensibilizzazione nazionale

di Emanuele Tirelli

«C’è una campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale, per informare sulle diverse tipologie di truffe e su come comportarsi», dice il Capitano Lucia Audino, comandante della compagnia dei Carabinieri di Viggiano, in provincia di Potenza.

Chi sono le persone più colpite?
«Mediamente i giovani e gli anziani, con modalità differenti. Per i primi, le truffe avvengono su internet, dove oramai è possibile comprare qualunque cosa. E il truffatore può presentarsi sia nelle vesti di venditore che di acquirente. Un finto venditore di un bene, invierà documenti falsi e spesso farà ritirare l’oggetto da una terza persona che consegnerà un assegno, ovviamente falso. Il truffatore acquirente chiederà un bonifico e non consegnerà mai la merce. Il consiglio è quello di incontrare sempre qualcuno di persona prima di perfezionare lo scambio, di non effettuare i bonifici a soggetti sconosciuti, di prendere informazioni su quella determinata persona e di far coincidere la consegna con il pagamento, magari andando insieme dal tabaccaio per una ricarica sulla Postepay. I giovani sono mediamente più attenti, ma comunque colpiti, e la maggior parte delle truffe riguarda gli anziani».

In che modo?
«Oggi internet permettere di reperire molte informazioni sul contesto familiare di qualcuno: se ha figli e nipoti, come si chiamano, dove vivono, cosa fanno… Altre notizie vengono recuperate, invece, fingendosi operatori di call center e, tra le varie domande, chiedendo pure chi vive in casa, se troverà qualcuno telefonando a una certa ora, e così via. La potenziale vittima riceve allora una telefonata da parte di chi si spaccia per un nipote, che domanda la cortesia di ritirare un pacco al posto suo, pagando una certa cifra alla consegna. Oppure, la vittima viene contattata da finti Carabinieri o da finti avvocati, che riferiscono di un figlio o di un nipote in stato di arresto, che per essere rilasciato ha bisogno di una data somma da corrispondere anche in oro e da consegnare a un incaricato che passerà da casa entro pochi minuti. O, ancora, c’è chi si fa aprire la porta per avviare una pratica per l’aumento della pensione, chiedendo l’immediato pagamento delle spese. Fuori degli uffici postali, nei giorni del ritiro delle pensioni, c’è poi chi domanda di cambiare le proprie banconote con tagli diversi, ma le banconote sono false».

E per gli anziani che usano internet?
«Parliamo più che altro di persone adulte di 65-70 anni, non di ultraottantenni. Ricordiamo di diversificare le password, di non usare i nomi dei figli o dell’animale domestico, o la sequenza 1234; di avere un buon programma antivirus e di effettuare gli acquisti online con carte prepagate, da ricaricare all’occorrenza con la cifra necessaria. Ma sono consigli che valgono per tutti, indipendentemente dall’età».

Le truffe cambiano negli anni o restano più o meno le stesse?
«Quando ci si rende conto che le persone non abboccano più a certe sollecitazioni, si cambia».

Ci sono allora dei consigli sempre validi?
«Sicuramente quelli di non dare informazioni personali e familiari, di non aprire agli sconosciuti e di non avere molti soldi in casa. Ci si può far accompagnare alla posta o in banca da un familiare o da una persona di fiducia per essere rassicurati sulla possibilità di prelevare del denaro all’occorrenza, senza problemi e senza tenerne troppo in casa. Bisogna inoltre ricordare che le forze dell’ordine, ma anche le amministrazioni locali e le società di beni e servizi, non chiedono soldi direttamente a casa: eventuali pagamenti avvengono attraverso canali ufficiali e tracciabili. Se poi qualcuno ha un dubbio sulla reale identità di una persona o sulla veridicità di una comunicazione, deve telefonare immediatamente a un parente, al Comune o alla società di servizi, o in alternativa rivolgersi con serenità ai Carabinieri tramite il 112».

Anche la conoscenza di persona fa la differenza?
«Soprattutto nei piccoli centri, facciamo in modo che i volti dei Carabinieri risultino familiari per tutti, così sarà più semplice smascherare chi deciderà di spacciarsi per uno di loro. Ed è sempre consigliabile avere buoni rapporti di vicinato, perché ci si dà un occhio a vicenda. Se poi una persona anziana, o che sapete in difficoltà, viene avvicinata da qualcuno che vi sembra un estraneo, sinceratevi con garbo che i due si conoscano davvero e che sia tutto a posto».          
 
CAPITANO LUCIA AUDINO
Originaria della provincia di Caltanissetta, il Capitano Lucia Audino è stata Comandante di Plotone e docente presso la scuola dei Carabinieri di Reggio Calabria. Dal 2013 al 2017 ha avuto l’incarico al Comando del Nucleo Operativo Radiomobile di Patti, nel messinese, e da due anni è comandante della Compagnia dei Carabinieri di Viggiano, in provincia di Potenza.

 


Spesso non si denuncia per la vergogna


Anap in prima linea per essere “Più sicuri insieme”

di Emanuele Tirelli

Informare, sensibilizzare, sostenere gli anziani per aiutarli a difendersi dalle truffe. Per il quarto anno consecutive, Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato) continua la sua azione su tutto il territorio nazionale con “Più Sicuri Insieme”, promossa con il sostegno di tutte le forze dell’ordine. I dati del Ministero dell’Interno indicano un miglioramento confortante (5000 truffe in meno nei primi mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, di cui qualche centinaia ai danni di persone anziane), ma questo non è un buon motivo per diminuire l’attenzione, soprattutto in un Paese come l’Italia che ha la quota più alta di over 65 in Europa e che nel 2050 vedrà il numero salire a 1/3 degli abitanti. Ed è anche per questo che il Fondo Unico di Giustizia ha stanziato 2 milioni di euro per tutti i capoluoghi di Regione, proprio per irrobustire l’attività di prevenzione, repressione ed educazione.

Il depliant
«È il quarto anno consecutivo e abbiamo realizzato qualcosa di nuovo, stampato in doppio formato e con un impatto visivo maggiore», dice Giampaolo Palazzi, presidente di Anap. «Le truffe cambiano nelle modalità, ma le strategie dei disonesti fanno sempre leva sugli stessi punti deboli ed è su quelli che cerchiamo di intervenire, perché informare gli anziani significa renderli più sicuri. Le nostre centinaia di migliaia di depliant sono diffuse in tutta Italia. Vogliamo mettere in evidenza alcuni comportamenti da evitare, come pronunciare il Pin del bancomat mentre si effettua un prelievo, ritirare ogni mese tutta le pensione, lasciarsi avvicinare da persone sconosciute e molto eleganti che si fingono amiche o in ottimi rapporti con qualcuno dei nostri familiari». 

Vergogna e incertezza 
della pena
«Due elementi molto importanti – continua Palazzi – sono la vergogna e l’incertezza della pena. Spesso le persone non denunciano perché si sentono in colpa, perché si sentono in errore per aver subìto la truffa, ma noi cerchiamo di smorzare questa paura. Anche l’idea che un truffatore possa essere arrestato, condannato e poi non scontare quanto gli spetta è un fattore determinante che rischia di ostacolare l’incremento delle denunce. Su questo argomento, noi appoggiamo invece la proposta dell’inasprimento della pena, proprio per chi si macchia di questo reato nei confronti degli anziani, perché oltre al danno materiale li fa sentire soli e spesso inadeguati a proseguire la vita accanto ai propri familiari».                                                                  

Numero verde e botteghe sentinella
L’800551506 è un servizio gratuito, attivo e accessibile a tutti, soci e non di Anap. Ci sono due operatori che rispondono per dare sostegno, risolvere dubbi e indicare la strada da seguire. Da un anno esistono anche le Botteghe Sentinelle della Legalità: alcuni esercizi commerciali sparsi su tutto il territorio nazionale hanno scelto di sposare questo progetto ed espongono un logo identificativo, che consente a chiunque lo desideri di entrare immediatamente in contatto con Anap, che a sua volta può facilitare il collegamento con le forze dell’ordine.

 


Unione Nazionale Consumatori


Non credete alle offerte mirabolanti. Nessuno vi regala niente

di Emanuele Tirelli

Seimila e 500 segnalazioni gestite durante il 2018, alle quali si aggiungono le richieste di assistenza arrivate direttamente nelle 134 sedi su tutto il territorio nazionale. L’Unione Nazionale Consumatori è la prima associazione di consumatori fondata in Italia, nel 1955 da Vincenzo Diana, e il 10% dei contatti che riceve è per far fronte alle truffe. Il resto riguarda disservizi e malfunzionamenti. 

In aumento
«Ai nostri sportelli fioccano in particolare le truffe via internet, anche per il boom delle vendite on line», dice il presidente di UNC, Massimiliano Dona. «L’e-commerce è l'unica forma distributiva a non essere in crisi, che registra rialzi a due cifre nelle vendite. E non sfugge nemmeno la casa-vacanze, prenotata appunto sul web. Ma non fidatevi e verificate sempre. Non credete alle offerte mirabolanti. Ogni cosa ha un costo e nessuno vi regala niente».

I cambiamenti
«Non si tratta necessariamente di truffe nuove. Spesso sono quelle vecchie che trovano nuova linfa grazie a internet, uno strumento potentissimo che dà grandi opportunità al consumatore, e pure al truffatore, facilitato nel contattare la vittima e nel veicolare l’artificio e il raggiro. Parliamo del malcapitato che acquista un prodotto che poi non arriva o arriva ben diverso dalla bella foto postata sul sito, oppure del turista che per le vacanze prende in affitto una villa vista mare che poi non esiste, e così via».

Cosa fare
«Intanto la cosa migliore è rivolgersi subito ai nostri sportelli – continua Dona - attraverso il sito www.consumatori.it, per una consulenza legale. È importante, infatti, capire se ci troviamo di fronte al reato di truffa vero e proprio, e quindi è meglio presentare anche una regolare denuncia alle forze dell’ordine; a una pratica commerciale scorretta, per la quale possiamo presentare una segnalazione all’Antitrust; a un inadempimento contrattuale o a qualcos’altro ancora. A seconda dei casi decidiamo una diversa strategia per tutelare meglio il consumatore e per far valere i suoi diritti».
 
I consigli
È importante farsi inviare una foto di quello che si vuole acquistare. La foto potrebbe essere falsa, ma potrete sempre verificare che l’immagine inviata non sia stata scaricata semplicemente da internet. E bisogna controllare la reputazione del venditore, non solo sul sito dove è stato caricato l’annuncio (ce ne sono molti che riportano i feedback dei clienti), ma anche sulle pagine social del venditore, dove gli utenti segnalano affidabilità, disservizi e criticità. Anche i pagamenti hanno bisogno di attenzione: è preferibile scegliere quelli tracciabili, con carta di credito o con prepagate e Paypal, ed evitare invece i bonifici e le ricariche sulle carte prepagate.                           

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Ogni anno a Roma Accanto a 2.000 anziani


Un progetto porta la Polizia a contatto con i più grandi di età, per fare insieme prevenzione

di Angela Iantosca

A Roma e provincia ogni anno la Polizia di Stato incontra 1500-2000 anziani nei centri anziani e nelle parrocchie. «Mandiamo loro gli stessi referenti del progetto “Scuole sicure” - spiega l’assistente capo Ciro Nutello referente del progetto -. Ciò che notiamo è che c'è poca informazione. Nei diversi territori manca quello che era il vecchio aiuto: sì c’è la comunicazione dei media, ma non c'è più il vicino di casa che condivide la sua esperienza. Ci capita spesso durante gli incontri che, quando un anziano racconta ciò che gli è successo, poi altri si sentono incoraggiati a raccontare esperienze analoghe. Ma senza questo supporto non sono spinti naturalmente a farlo». 
 
Quali sono le truffe che vengono realizzate?
«Di solito arriva una persona e ti dice che tuo figlio ha avuto un incidente, che è in Commissariato e che ha l’assicurazione scaduta e che bisogna pagargliela. Il truffatore fa parlare l'anziano con il figlio: ovviamente si tratta di un'altra persona, ma l'anziano, in quel momento disorientato a causa dell'accaduto, crede di riconoscere il figlio. Quindi va in banca e preleva. Di solito il truffatore aggancia l'anziano davanti casa o davanti al supermercato o davanti la banca». 
 
E per quanto riguarda quelle online?
«Stanno aumentando, perché anche gli anziani stanno comprando molto tramite il computer, ma non sono abituati e quindi non hanno i filtri per il fishing. Quindi è importante che facciano corsi per imparare ad usare il computer».
 
Nel periodo estivo c'è un incremento delle truffe?
«Sì, aumentano. Li adescano anche invitandoli all'acquisto di collezioni di orologi, ovviamente falsi. Alla Montagnola, zona di mercato, vengono spesso agganciati sia di persona, sia con le telefonate di finte aziende. Un'altra cosa è la storia dei finti addetti del gas che entrano nelle case. Questa cosa non si può fare più se non per avviso. Quindi, non fateli entrare!».
 
Ci sono persone più colpite di altre?
«Non è vero che la truffa è maggiore nei ceti dove la cultura è più bassa… Mi è capitato di truffe anche a persone qualificate, perché quando entra in gioco la paura c'è poco da fare».
 
Come comportarsi in caso di truffa?
«Bisogna chiamare il 112. Quello che diciamo sempre è che non puoi sapere se quella cosa che è capitata a te non sia stata già segnalata in zona e poco prima… Comunque nel caso di truffa online potete andare sul sito della Polizia di Stato e se avete dei nipoti, chiedete a loro!».             

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