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Takagi&Ketra: ed č subito“Jambo”

L’estate č arrivata e porta la firma di Takagi & Ketra Featuring Omi e Giusy Ferreri

Gio 20 Giu 2019 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
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La state sentendo in radio e sta diventando la colonna sonora della vostra estate. Dietro ci sono sempre loro, Takagi (pseudonimo di Alessandro Merli) & Ketra (alias Fabio Clemente) insieme all’immancabile Giusy Ferreri. Stiamo parlando di “Jambo”, la hit che porta la firma di chi già lo scorso anno dominò le classifiche con il “Baile de Favela”, firmata dai due produttori multiplatino che quest’anno puntano tutto sull’Afro Beat a 130 bpm. Con loro due featuring d’eccezione: il cantante giamaicano Omi, che con la sua “Cheerleader” ha conquistato tutto il mondo, e appunto Giusy Ferreri, l’indiscussa queen delle estati italiane, che dopo “Amore e Capoeira” consolida la collaborazione col duo. 
Nella lingua Swahili “Jambo” significa “ciao”, un saluto rivolto rigorosamente con il sorriso di chi non ha bisogno di niente per essere felice. Noi siamo stati al lancio della hit, il ritrovo in un posto speciale, il VOI Tanka Resort di Villasimius, nel cuore della Sardegna. 
 
Come si rende una canzone una hit di successo?
«Non si possono fare canzoni di successo prendendo un pezzettino di questo, un pezzettino di quello… - mi spiega Takagi - oppure adesso uso quella parola perché so che funziona. Dal momento che inizi a fare questi ragionamenti sei già fuori strada. Fare canzoni a noi viene naturale e non lo facciamo mai con il desiderio di voler creare una hit. Quando abbiamo iniziato a produrre, parlo della collaborazione con Rocco Hunt nel 2014, lo abbiamo fatto partendo sempre da ciò che piaceva a noi, con la speranza che poi sarebbe piaciuto anche agli altri». 
«Se funziona - continua Ketra -, se la canzone arriva ad un mare di gente, allora poi sentitevi liberi di dire che il nostro gusto è popolare».
 
Cosa ha portato nella vostra vita tutto questo successo?
«Ci fa sentire delle persone fortunate, ci sentiamo in qualche modo baciati da quell’aurea di positività che di solito spetta a chi fa le cose con un certo grado di incoscienza», risponde Takagi. 
«Le nostre - spiega Ketra - sono canzoni dettate da quell’incoscienza che chissà per quale motivo alla gente piace e continua a piacere da più di 5 anni, al punto da permetterci di portare a casa 77 dischi di platino, traguardo che probabilmente nella musica italiana non è mai stato raggiunto prima dallo stesso produttore. Siamo contenti ed esterrefatti di tutto questo successo, al quale però proviamo a non pensare, infatti il giorno dopo l’uscita di una canzone che abbiamo prodotto, andiamo semplicemente in studio e ricominciamo da capo, come se fosse la prima canzone presentata al mondo».
 
Come sta la musica italiana?
«Siamo felici per il momento che sta vivendo la musica italiana, felici per Mahmood che è nostro amico e che ci ha fatto fare una bellissima figura agli Eurovision - dichiara Takagi -. Con lui, inoltre, abbiamo scritto un pezzo per Mengoni, prima di Sanremo, prima che sui social iniziasse ad avere il seguito che ha oggi. È stato facile credere nel suo talento, ecco perché fa parte del nostro team di Universal Music Publishing Group (UMPG). Il suo talento prima ancora che vocale dovete rintracciarlo nella scrittura. Lui è la prova che se vali ce la puoi fare, da un giorno all’altro, come accade in America. La musica italiana in questo momento sta benissimo grazie a degli elementi come Mahmood, Charlie Charles e tanti altri produttori amici che hanno contribuito a svecchiare quello che era il panorama della musica italiana. Complici anche tutte le nuove piattaforme digitali, come Spotify che permettono di ascoltare ogni genere di musica appena pubblicata, in ogni angolo del mondo. Crediamo in qualche modo di aver contribuito anche noi ad andare in tale direzione».
 
“Jambo” è Afro Beat a 130 bpm. Bene, di cosa parliamo? 
«A 130 bpm il ritmo vola e si suda - dichiara Ketra -. L’Afro Beat è tanta roba e racchiude la musica dance che arriva dal Sud Africa. Parliamo di uno dei sound più belli al mondo e di una danza bellissima a fare da cornice. Stiamo provando a far conoscere tutto questo agli italiani. Ci date una mano?». 
 
Cosa c’è dentro questa canzone? 
«Abbiamo cercato di mettere dentro una bella canzone d’amore, che però non fosse tutta “leccata” come sono solite essere quelle italiane, ma che fosse anzi l’esatto contrario. Non c’è musica, ma tanta ritmica e pochissima armonia, cosa inusuale per gli italiani, ecco perché avevamo bisogno per completare il tutto di avere una voce top, super, potente, la voce, the voice e grazie a Dio ce l’abbiamo: Giusy Ferreri».
 
Escludendo Giusy Ferreri come deve essere una voce per l’estate?
«Deve esser Giusy Ferreri, l’estate è Giusy Ferreri. Non c’è una voce per l’estate, c’è chi ha insito nel proprio strumento musicale una potenza che ti permette di far diventare magiche parole che scritte non sembrano magiche e Giusy è una di quelle persone. Quando canta lei anche le pagine gialle sono una hit», dice Takagi.
 
Avete svecchiato il suono del pop italiano. Quanto ci avete lavorato? 
«In realtà per farlo non ci abbiamo impiegato niente e come ci siamo riusciti non lo sappiamo neanche noi, lavorando probabilmente… “è istinto” dice Giusy. Lui (Takagi - ndr) viene dal rap, io (Ketra - ndr) dal reggae, abbiamo unito due sound che si assomigliano a livello culturale, ma sono molto differenti come sonorità e bpm. Abbiamo creato un ibrido che non c’era ancora in Italia, qualcosa che sembra reggae, ma ha la batteria hip hop».
 
L’Africa, perché è finita nel vostro mirino?
«È stata una scelta casuale, frutto del nostro continuo viaggiare tra le playlist di tutto il mondo. Siamo incappati in alcuni dj che facevano canzoni con quattro barattoli, una chitarrina e due suonini. Ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di provare a scrivere una canzone italiana e usare poi dei barattoli e delle chitarrine per vedere se “stava in piedi” da sola. L’abbiamo fatta poi sentire a Giusy, le è piaciuta e tutto è sembrato essere al posto giusto... E poi dell’Africa restano nella testa i giri in Jeep in piena notte, andando piano per non dar troppo fastidio agli elefanti, alle zebre, le giraffe. Mica sono come noi che abbiamo a che fare al massimo con i gattini!».
 
È vero che la coreografa Sherrie Silve che ha lavorato al vostro video, l’avete contattata su Instagram?
«Certo. Gli ho scritto io (Ketra - ndr), anche se Takagi diceva che non mi avrebbe mai risposto. Gli ho detto di fidarsi e due ore dopo mi ha risposto. Mi ha detto di girarle la canzone. Dopo aver ascoltato il brano ha deciso di fare non solo la coreografa del video, ma di ballarci anche dentro, cosa che non fa sempre. Adesso però per dare un senso al tutto, studiate anche voi i passi del ballo».                                        

 


IL VIDEO 

La coreografia del video vede la straordinaria direzione artistica e partecipazione di Sherrie Silver, vincitrice del prestigioso MTV VMA AWARD per la miglior coreografia con il video “This Is America” di Childish Gambino e che vanta di importanti collaborazioni con Rihanna, Nicky Jam, Lady Gaga, Rita Ora e molti altri. Sherrie Silver, nata in Ruanda nel 1994, è una coreografa, ballerina, attrice e istruttrice di afrodance che usa la danza per aiutare le persone che hanno più bisogno. Un anno fa ha aperto una casa famiglia in Ruanda per sostenere i bambini e le loro famiglie.

 


Due chiacchiere con Giusy Ferreri

Cosa ha pensato quando li ha conosciuti? 
«Da subito c’è stata una grande sintonia. Ho conosciuto Takagi nel 2008 e poi, anni dopo, Ketra. L’armonia che si è creata è fondamentale per l’ottima riuscita del nostro lavoro».
Cosa le piace di loro a livello artistico?
«La loro creatività, sono moderni, approfondiscono e si appassionano a generi musicali diversi, siamo passati dai ritmi brasiliani dello scorso anno a quelli africani di quest’anno. Mi piace prestargli la mia voce, anche perché giocare con la mia vocalità su stili diversi mi ha sempre molto affascinato e con loro credo che tutto abbia acquisito un valore aggiunto. Nella semplicità dei loro versi e delle melodie mi sento valorizzata. E poi prima di tutto questo ci lega una bellissima amicizia». 

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