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L’energia elettrica si produce dal moto ondoso

Al largo di Ravenna e di Pisa due diverse tecnologie per sfruttare le correnti del mare e la luce solare

Gio 20 Giu 2019 | di Domenico Zaccaria | Energia
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E se fossero le onde il più grande serbatoio di energia pulita a nostra disposizione? Eni ha deciso di scommettere su questa nuova tecnologia: ha così preso vita pochi mesi fa, dopo ben 12 anni di sperimentazione con il Politecnico di Torino, il primo impianto ibrido al mondo di generazione di energia elettrica da moto ondoso e da solare. Installato a largo di Ravenna in un piattaforma offshore, l’Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC) è lungo 10 metri, largo 5 e alto 2,9. Non è direttamente collegato al fondale marino, ma ospita il dispositivo di conversione all’interno di un galleggiante: un volano segue il moto ondoso e trasferisce la sua potenza meccanica e un generatore elettrico. Rispetto a simili impianti, presenta tre sostanziali novità: riesce ad adattarsi alle differenti condizioni del mare, garantendo un’elevata continuità nella produzione energetica; non ha componenti meccanici mobili immersi in acqua, il che abbatte i costi di manutenzione; riesce a valorizzare in un unico processo l’energia del mare e quella del Sole.  

ALTA RESILIENZA E ZERO EMISSIONI
Le onde sono una delle più importanti fonti rinnovabili inutilizzate al mondo, con una densità energetica estremamente elevata, alta prevedibilità e bassa variabilità, e rappresentano quindi una fonte di energia molto adatta alla decarbonizzazione; soprattutto se affiancate ad altre fonti rinnovabili come il solare, per dare vita un sistema energetico con zero emissioni e molto resiliente, dall’alta capacità di adattamento all’ambiente circostante. Quello di Eni, peraltro, non rappresenta un caso isolato. Lo scorso settembre a Marina di Pisa è entrato in funzione un impianto chiamato H24, ideato dal matematico Michele Grassi; a differenza di quello di Ravenna, non viene installato in superficie, ma su fondali fra 6 e 12 metri di profondità. In questo modo è meno soggetto ai possibili danni delle mareggiate, e riesce a convertire il movimento delle onde facendo trascinare avanti e indietro un parallelepipedo grande come un container, collegato a un alternatore. In questo caso il progetto ha attirato l’attenzione di Enel Green Power, che ha acquistato il prototipo puntando sulla sua versatilità. I giganti italiani dell’energia, in sostanza, sembrano puntare con sempre maggiore decisione sulle onde del mare: quelli che fino a pochi anni fa sembravano progetti rivoluzionari destinati a rimanere su carta, potrebbero presto imporsi in un mercato in rapidissima ascesa.                                          

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