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Brad Pitt: La mia vita dopo Angelina

Brad Pitt ha ormai smesso di essere “il signor Jolie” e, complice l’amico Tarantino, riprende in mano le redini di una carriera che sembrava allo sbando

Gio 25 Lug 2019 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 11

Nessuno come lui. Chiacchierato, anzi chiacchieratissimo, Brad Pitt torna al centro dell’attenzione. Basta che visiti un agriturismo, faccia capolino ad una mostra o si fermi ad una stazione di servizio per comprare uno spazzolino da denti e scoppia il pandemonio. Non sono molti i divi oggi a generare la paralisi di quartieri interi e a far ripartire l’orologio biologico persino alle nonne. È vero, ci sono i falsi dèi di YouTube, Facebook e Instagram, ma nessun altro scatena lo tsunami ormonale ed emozionale dell’ex cowboy di “Thelma & Louise”. Forse solo l’amico George Clooney ha ottenuto lo stesso delirio al Festival di Cannes che l’ex “signor Jolie” ha scatenato sul tappeto rosso del film “C’era una volta…a Hollywood” di Quentin Tarantino, dal 19 settembre in sala. Ironia della sorte, nella pellicola fa solo la controfigura di un attore famoso, interpretato da Leonardo Di Caprio. Mentre la star di “Titanic” è però impegnato a salvare le balene e le foreste accanto a super modelle ventenni, Brad sfodera il fascino impenitente del bad guy.

Molti fan si aspettano ancora che torni con la fidanzatina d’America Jennifer Aniston, ma lui ha raccontato che il loro matrimonio era diventato noioso, ecco perché ci ha pensato Angelina Jolie a mettere del pepe nella sua vita. Fin troppo, ad essere onesti, e dopo sei figli e varie missioni umanitarie, Brad Pitt ne ha abbastanza e vuole finalizzare il divorzio a tutti i costi. 

Che sia o meno in preda ad una crisi di mezza età (l’aveva smentita un paio d’anni fa a GQ America dicendo che per lui equivale a “rifiutarsi di crescere e comprare Lamborghini”, cosa che non fa), è chiaro che abbia tutta l’intenzione di tornare protagonista della scena hollywoodiana, tanto che il 26 settembre se ne va nello spazio per il film “Ad astra” ad esplorare Nettuno nei panni di un ingegnere nello spettro autistico. Complice la messa in vendita della casa a Beverly Hills comprata con l’ex star di “Friends” (quasi 50 milioni di dollari), l’attore 55enne è pronto a voltare pagina.Ha iniziato a creare arte con un amico e a fare tour culturali, tanto che di recente è stato ospite della Biennale di Venezia.
A dispetto dei sorrisi compagnoni sul red carpet, però, resta di poche, anzi pochissime parole. Nessun accenno alle precedenti dipendenze, agli affari di cuore, ai problemi sull’affidamento dei figli o a qualsiasi vago riferimento che sconfini dal lavoro.
Ormai le celebrity si concedono poco e con riluttanza. Vorrebbero essere lasciate in pace dai fan, dai fotografi e dalla stampa eppure godere dei privilegi e dei lussi che lo star system elargisce. Gli onori senza gli oneri, in pratica. 

Cosa può raccontare “C’era una volta… a Hollywood” sul mondo dei vip?
«In realtà il film parla di molti aspetti umani e soprattutto di accettazione, di come affrontare le sfide e i problemi che la vita ci mette sul cammino. Puoi avere un crollo, sentire il desiderio di mollare, ma poi ti rialzi e ne vieni a capo».

Il film è ambientato nel 1969, un’epoca di grandissimi cambiamenti. Le sarebbe piaciuto essere giovane all’ora?
«Credo che sia stato un punto di svolta, un momento di lotta per il cambiamento, ma non indirizzata ad un singolo individuo, ma ad un sistema che ha sacrificato molti innocenti».

E i figli dei fiori?
«Questi movimenti pacifisti, votati all’amore libero e alla condivisione, volevano in realtà celare il terrore della morte. All’epoca hanno visto l’orrore di cui l’uomo è capace e hanno cercato un modo per venirne a capo. È un’era della perdita dell’innocenza e credo che la pellicola colga questo passaggio in maniera splendida».

Con un cast all star il set dev’essere stato esilarante.
«Leo è un tipo divertente e simpatico, in pratica mi sono ritrovato a lavorare con il meglio del meglio ed è stato elettrizzante. Quando hai come compagno di scena un professionista come lui sai di essere al sicuro, non c’è nulla che tu non possa affrontare, hai le spalle coperte».

Un po’ di gelosia perché lui interpreta il divo e lei solo la controfigura?
«Macché, non mi è mai passata per la mente l’idea di scambiarci i ruoli, sono felicissimo così».




IL RITORNO DEL DIVO

William Bradley Pitt, classe ’63, è uno dei maggiori divi di Hollywood. A settembre ha due film in uscita, “C’era una volta…a Hollywood”, il 16, presentato in anteprima al Festival di Cannes, e il 23 “Ad Astra”. Nel primo interpreta la controfigura di Leonardo Di Caprio e nel secondo un astronauta. Dopo l’esordio in “Thelma & Louise” di Ridley Scott, ha ottenuto una carriera folgorante che ha incluso “Intervista col vampiro” e “Seven”. Tra i ruoli iconici spiccano “Fight Club” e la trilogia di “Ocean’s” accanto agli amici Matt Damon e George Clooney. Ha alternato film epici, ma intimi come ‘The Tree of Life’ a storie intense come “Vi presento Joe Black”. Dagli zombie di “World War Z” alle spie di “Mr. & Mr. Smith” (set dove ha conosciuto Angelina Jolie), ha collezionato ruoli molto diversi tra loro, da “The Departed” di Martin Scorsese a “La grande scommessa”. Impegnato in ogni genere di causa umanitaria, dall’aiuto per i sopravvissuti all’Uragano Katrina fino alla crisi in Darfur, accanto all’ex moglie ha devoluto milioni in beneficienza, facendosi in parte perdonare dall’opinione pubblica per il tradimento nei confronti di Jennifer Aniston. Ha tre figli adottivi (Maddox, Zahara e Pax) e tre naturali (Shiloh e i gemelli Knox e Vivienne, le cui prime foto sono state vendute per 4,1 e 14 milioni di dollari, poi devoluti a cause benefiche). 

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