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Girare il mondo grazie ad Instagram

Dario e Denise, da alcuni anni viaggiano tutto l’anno, realizzando il proprio sogno di coniugare la passione per i viaggi e per il loro lavoro

Gio 25 Lug 2019 | di Angela Iantosca | Attualità
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Dario e Denise sono una coppia di imprenditori digitali e da due anni girano il mondo. Dario ha un’azienda con oltre 30 collaboratori, volta alla formazione di imprenditori digitali, mentre Denise ha una scuola online di Yoga, con oltre 600 studenti. Due attività complesse, è vero, ma gestibili grazie ad un laptop, ad una grande organizzazione, a delle persone su cui contare e ad una passione fuori dal comune.

Facciamo un passo indietro: cosa facevate prima di girare il mondo?
«Non c’è stato un vero e proprio punto di svolta, ma è stato un cambiamento graduale e consapevole. Denise insegnava Yoga a Roma, io invece, con un lavoro da imprenditore digitale, avevo già la possibilità di viaggiare».

Come è venuta l'idea di mollare tutto e partire?
«Entrambi avevamo la passione per il viaggio. Un primo amore per Barcellona ci ha spinto a trasferirci lì. Poi, spinti dal desiderio, abbiamo continuato a viaggiare per il resto dei mesi».

Questa possibilità vi è stata offerta da Instagram. 
«Ho sempre lavorato nel digitale. La mia azienda, Marketers, si occupa anche di gestire campagne di influence marketing per conto di brand e influencer. La domanda è stata piuttosto scontata: “Perché non farlo anche noi?”».

Come è nato il progetto?
«Denise era conduttrice di “InAction”, una rubrica su Mediaset dedicata agli action sport. Io avevo invece acquisito la passione per la fotografia da mio padre. C’erano tutti i presupposti per cominciare un progetto mediatico e farlo crescere assieme. L’obiettivo era semplice: nutrire entrambi i nostri profili Instagram e far crescere il mio account YouTube dedicato ai video di viaggio. Nel giro di un anno i followers sono aumentati di decine di migliaia. Oggi riusciamo a soggiornare gratuitamente in hotel in cambio di visibilità mediatica e a chiudere collaborazioni con brand importanti».

Come si gestisce un'attività da lontano?
«Ovviamente ciò che più ci ha permesso di riuscire in un progetto del genere è stato un lavoro da nomade digitale. Nella mia azienda, siamo in trenta collaboratori e lavoriamo tutti da remoto. Questo significa che non ci sono uffici, i dipendenti operano da casa e basta un computer ed una connessione ad internet per poter portare avanti i progetti. Proprio nel 2018 abbiamo invece lanciato con Denise una scuola di Yoga completamente online. Le persone si abbonano per una piccola quota mensile e Denise carica nuove lezioni ogni settimana. Inoltre offre supporto ai suoi studenti con dirette Facebook e una community privata. È quindi evidente come, prima di imbarcarci in questa avventura, entrambi ci siamo costruiti un contesto lavorativo che potesse supportare il nostro desiderio di viaggiare a lungo».

Quali qualità bisogna avere per fare questa scelta?
«Comprendere l’ecosistema digitale, le sue regole e le sue opportunità è di grande importanza. Oggi potremmo permetterci di viaggiare solamente grazie a ciò che guadagniamo grazie ad Instagram e le collaborazioni con un brand, ma prima di intraprendere questa avventura questo non sarebbe stato possibile. Sono in tanti a non vedere le opportunità che offre il digitale, soprattutto in termini di scelte e qualità di vita. Un esempio? All’interno di Marketers non controlliamo il numero di ore che lavorano i nostri dipendenti. Sarebbe impensabile. Non ci importa se lavorano di notte, se lavorano dall’Italia o dalle Hawaii e se lo fanno solamente quattro ore al giorno. Ciò che ci importa veramente è che vi sia qualità nel lavoro svolto e rispetto nei confronti degli obiettivi aziendali che vengono posti di mese in mese».

Molti si lamentano, ma in quanti avrebbero il coraggio e la forza?
«Questa è una domanda di grande importanza. Come dice Einstein “non c’è niente di più stupido che fare e rifare le solite cose aspettandosi risultati diversi”. Eppure la maggior parte delle persone continua a lamentarsi aspettando che, prima o poi, la loro vita possa cambiare. Per ottenere un risultato come il nostro bisogna uscire dalla propria comfort zone e decidere di rivoluzionare la propria vita. Se non si hanno le competenze o gli strumenti per lavorare in ambito digitale è necessario studiare, comprendere le dinamiche di questo mercato. Di lavori che permettano di viaggiare e lavorare tramite web ormai ce ne sono molti: copywriter, Facebook advertiser, analytics manager, web developer, graphic designer sono solo alcuni dei diversi esempi che potrei fare. La maggior parte di questi lavori sono sconosciuti ai più perché appartengono ad un mercato la cui domanda lavorativa non trova ancora risposta nei classici percorsi universitari. Volendo fare un esempio semplice, qualche tempo fa ho conosciuto una ragazza inglese che, mentre viaggiava per il mondo, lavorava come insegnante di ripetizione in teleconferenza su Skype. Semplice, ma sicuramente illuminante».

Cosa fate?
«Mentre viaggiamo il 70% del mio lavoro è ancora dedicato alla gestione delle dinamiche della mia azienda. Anche Denise lavora principalmente allo sviluppo e al miglioramento della sua scuola online (al momento è impegnata sulla creazione di un'app dedicata – ndr). Il 30% del lavoro rimanente è invece svolto per conto di brand che desiderano collaborare con noi.  Ecco quindi che ci troviamo a promuovere prodotti e servizi di aziende in cui crediamo veramente. Il tipo di collaborazione preferita è quella con gli enti del turismo, che ci invitano a promuovere i loro paesi tramite foto e video». 

Come si svolge la vostra giornata?
«Non esiste una giornata tipo. Alcuni giorni al mese li spendiamo nella nostra casa di Barcellona dedicandoci al lavoro e alla routine. Per il resto la nostra vita e la sua organizzazione giornaliera sono piuttosto variabili».

Su quante persone potete contare?
«In Marketers attualmente ci sono più di 30 collaboratori che ogni giorno lavorano ai progetti dell’azienda. Yoga Academy e Denise invece possono contare su 5 persone che lavorano sul progetto. Senza un team di persone capaci sarebbe impensabile poter viaggiare e poter gestire allo stesso tempo lo sviluppo di molteplici progetti».

Lo rifareste? 
«Senza alcun dubbio. Per chi non l’avesse mai fatto, viaggiare, partire e lavorare costantemente può essere fonte di stress. Allo stesso tempo penso però che sia anche una vita straordinariamente appagante, priva di noia e piena di entusiasmo».

Cosa c'è di fronte a voi? 
«Il futuro richiederà decisioni importanti. Il nostro non è uno stile di vita che possa essere perseguito per l’intera esistenza. Ad un certo punto vorremmo fermarci e trovare il posto che faccia per noi».

Quale strategia comunicativa? Come usare bene i social?
«Credo che il valore della comunicazione stia nella qualità dei contenuti che siamo in grado di produrre. Se osserviamo attentamente la maggior parte degli influencer o content creator al mondo possiamo accorgerci di come ci siano alcuni elementi di contenuto ricorrenti. Cosa significa? Che ci sono tre tipologie di contenuto che possiamo creare per coinvolgere e attrarre un pubblico attorno ai nostri progetti: contenuti d’intrattenimento. Ne sono un esempio i video di tutti quegli youtuber o personaggi del web che ci strappano un sorriso; contenuti d’ispirazione. Foto e video di viaggio, capaci di rapire le emozioni e gli occhi di chi le guarda sono portavoce di questa categoria.; contenuti d’informazione. Guide, tutorial e articoli di how-to rappresentano informazioni utili alla vita del nostro pubblico che ricambierà con riconoscenza e fiducia nei nostri confronti. Ogni volta che produciamo un contenuto, che sia un articolo o una story su Instagram, dovremmo chiederci se contiene al suo interno almeno una di queste tipologie di contenuto. Comunicando in questo modo possiamo essere quasi certi di poter raccogliere un pubblico attorno ai nostro progetti, prodotti o idee nel lungo periodo».
 
Come non diventare vittime dei social?
«Lavorare con internet potrebbe sembrare una sfortuna in questo senso, invece sono piuttosto convinto che possa aiutare le persone ad avere consapevolezza dello strumento che si ha di fronte. La necessità di dover spendere ore ogni giorno al computer e su internet per lavoro alimenta il desiderio di fare un uso sensato e limitato della tecnologia».

Alcuni trucchi del mestiere? 
«Mettere alcuni remainder che ci ricordino di staccare dal computer, installare app come “moment” che ci avvertano quando spendiamo troppo tempo al telefono e sfruttare software come “freedom” che blocchino i social media a specifici orari».
 

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