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L’arte del legnoa cielo aperto

Mezzano di Primiero: in Trentino uno dei Borghi più Belli d’Italia

Gio 25 Lug 2019 | di Testi e foto di Massimiliano Rella | Bella Italia
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C’è un angolo di Trentino dove la “solita” bellezza dei paesaggi, il gusto della tavola e la vacanza attiva – bici, trekking, passeggiate – sono completate dal piacere tutto estetico dell’arte a cielo aperto, espressione e creatività en plein air che rinasce dal legno, materia prima assai abbondante quassù nel Nord Italia. 

Mezzano di Primiero è il tipico paese alpino circondato da vette maestose, boschi d’abete e pascoli verdi, tanto grazioso e tanto curato da meritarsi il titolo di Borgo tra i più Belli d’Italia, un circuito d’incantevoli paesi sparsi lungo lo Stivale. 

Situato nella valle di Primiero, a 650 metri, Mezzano ha un aspetto tradizionale e ordinato: semplici case di pietra e legno, fiori e piante ad abbellire finestre e balconi, ma anche una singolare raccolta d’opere contemporanee disseminate tra le stradine e la campagna. La collezione s’ispira a un’antica incombenza paesana, la raccolta della legna nei boschi per cucinare e riscaldarsi in inverno; ma quelli che in un’altra località sono anonime cataste di ciocchi e tronchetti di legno, qui diventano materia sensibile per originali e colorate creazioni. L’anello di congiunzione tra l’artista e il bosco è rappresentato proprio dal ciocco di legno, da sempre ordinatamente accatastato sotto le case e i ballatoi. 
Partendo quindi dalle cataste tradizionali, localmente chiamate canzèi, in pochi anni sono state realizzate oltre 30 installazioni di artisti italiani e studenti degli istituti d’arte locali, chiamati a partecipare a un grande progetto collettivo promosso dal Comune di Mezzano di Primiero (Tn).
Come tanti piccoli “Lego”, i ciocchi e i tronchetti di larice e abete, lunghi 30-35 cm, compongono come i tasselli di un mosaico opere e installazioni a cielo aperto, incastonate nei muri o penzolanti dai tetti; che sono il motivo extra per visitare Mezzano, paese di 1.700 abitanti incorniciato dalle maestose Pale di San Martino di Castrozza. 
Tra le opere più recenti dell’itinerario “Cataste & Canzei” troviamo tre installazioni degli studenti del liceo artistico G. Soraperra, di Pozza di Fassa: un “Occhio” che osserva il paese, una “Catasta Contorta” che si avvita su se stessa e una “Catena” con un ultimo anello aperto, simbolo di libertà. Le opere arricchiscono una collezione itinerante che già vantava pezzi di raffinata fattura. Per citarne altri: “L’Aluvion” del pugliese Marco Baj, una parete di 80 mq di ciocchi e tronchetti in ricordo della tragica alluvione del 1966; la meticolosissima “Montagna In-canto” dell’associazione La Stua, che incapsula e nasconde una grigia cabina elettrica dentro un’allegra e composita narrazione del legno, tra colori, suggestioni di montagna e note musicali. E ancora: “La Notte in Sogno” di Erica Schweizer, che su una nicchia di ciocchi accatastati riproduce le figure colorate di una canzone d’amore popolare.

L’arte del legno 
Dato il successo dell’iniziativa nel vicinissimo paese di Imèr è stato sviluppato un altro originale progetto, che però non valorizza il ciocco di legno nella sua veste di “atomo” creativo, ma un elemento di arredo urbano diffuso in tutto il mondo: la panchina. Nasce così il progetto comunale del circuito SentArte, composto da 16 panchine realizzate da artisti-artigiani locali. Ognuna diversa dall’altra, sono collocate in vari punti del paese. La più ambita, la Panchina dell’Amore, è opera di Mirella Bettega ed è ricca di decori floreali attorno un grazioso cuore centrale. Non sono niente male anche I quarti de luna, di Pieralbino Loss, con giochi d’intagli che richiamano le fasi lunari; e il El orghen, di Jimi Trotter e Andreino Zugliani, una panchina che ricorda lo strumento musicale, e altre.
Tanto per non farci mancar nulla nella campagna pianeggiante tra Primiero e Imèr è nato su iniziativa privata anche il percorso “Stre(e)t Barch” con le opere a cielo aperto degli artisti locali Nicola Degiampietro e Gianluigi Zeni, realizzate sulle facciate di capannoni agricoli, localmente chiamati barchi, composti da assi verticali di legno. Sulle pareti “graffiate” con una smerigliatrice, in modo che riemerga il colore originario del legno, sono quindi state realizzate varie figure: ad esempio, un giovane rannicchiato e intrappolato nel barco o il volto dal ghigno sinistro di Jack Nickolson qui protagonista del thriller Shining; ma anche tre pesci abnormi a testa in sù, simili a quelli che nuotano nei torrenti freschi e limpidi della valle di Primiero.
Dall’arte all’artigianato il passo è brevissimo. Oltre alla bottega con negozio della famiglia Zeni, maestri intagliatori del legno, un’altra attrazione di Primiero è la tessitura a mano di Artelér, negozio e laboratorio della famiglia Trotter, che confeziona scialli, giacche, abiti e articoli per la casa in filati naturali tessuti su antico telaio di legno.



 


Natura, Bici e Sapori

Non solo arte - dicevamo all’inizio -, ma paesaggi, boschi, spettacolari altipiani e una cucina saporita e di montagna ci attendono in questo angolo di Trentino, non distante dal confine veneto della provincia di Belluno. Sullo sfondo di Mezzano e della valle di Primiero si elevano le imponenti cime delle Pale di San Martino, il più esteso gruppo montuoso delle Dolomiti, nonché patrimonio Unesco, un tesoro naturale che rientra in gran parte nel Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Sull’altopiano di Pale di S. Martino, a 2.600 metri, gli appassionati di trekking trovano percorsi a diversi livelli di difficoltà e cinque rifugi alpini attrezzati e ospitali in uno scenario pietroso, a dir poco lunare. Chi preferisce passeggiare nel verde riscendendo a valle trova ovunque boschi sterminati e, in particolare, nel cuore della Val Noana il Sentiero degli Abeti Giganti, un’immensa macchia di alberi centenari che superano i 50 metri d’altezza. Per gli amanti della bici l’area offre un’estesa rete di sentieri e sterrate per la mountain bike in uno scenario incontaminato. Il più facile percorso della ciclabile del Primiero (12 km) collega tutti i centri abitati della conca, da Imèr a Siror, passando per boschi e prati e nel paese di Fiera di Primiero. Un altro itinerario, più adatto a ciclisti dai polpacci allenati, parte da Imer e Mezzano, entra in Val Noana verso l’omonimo lago e arriva fino a malga di Val di Stua. Da autentici appassionati è il Gran tour delle Pale di San Martino, un impegnativo percorso di 84 km, andata e ritorno su Imèr, toccando i 2.100 metri di altezza.  Se poi a fine giornata spunta l’appetito ci attendono ottimi formaggi, birre artigianali, saporite ricette di malga. Ad esempio, dagli allevamenti locali proviene il latte fresco per gli ottimi Nostrano di Primiero, Primiero fresco (60 giorni) e Primiero stagionato (180), tutti formaggi a latte crudo. Oppure Fontal, una fontina locale, caciotte dolci delle Dolomiti e Tosèla, un formaggio fresco usato anche in cucina. D’estate, quando i “caseifici” sugli alpeggi sono in funzione, troviamo anche il burro di malga Botìro, un presidio Slow Food dalle note di erba d’alta montagna. Assaggeremo poi gustosi salumi come la mortandela della Val di Non, il lardo alle erbe e ai fiori della Val Primiero e la carne fumada, un girello di manzo in concia di spezie e frutti, altro presidio Slow Food ottenuto dopo un periodo di stagionatura.



 


INFO UTILI

APT S. Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi Via Passo Rolle 165, S. Martino di Castrozza (Tn) tel 0439.768867 www.sanmartino.com 
Comune di Mezzano Via Roma 87, Mezzano (Tn) tel 0439.67019 www.comune.mezzano.tn.it 

 

 

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