acquaesapone Editoriale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Produrre la buca per tappare la buca?

15 anni di degrado morale, economico e culturale hanno prodotto un mix esplosivo

Gio 29 Ago 2019 | di Alberico Cecchini | Editoriale
Foto di 4

Esattamente 15 anni fa usciva il primo numero della rivista Acqua & Sapone. 

Era il settembre del 2004 e l'Italia era tutto un altro Paese. Non si può più dire “si stava meglio quando si stava peggio”, perché ad inizio 2000 “si stava meglio e basta”. 


Il fondatore del Censis, Giuseppe De Rita, non ne fa una questione solo di Pil: «Questa storia del Pil che cresce o non cresce mi ha un po' stufato. Ho l'impressione che ci avvitiamo intorno a questi numeretti sempre più tristi e non riusciamo a capire il Paese dove sta... Tuttavia penso che non sia la questione centrale di questo Paese… Agli italiani manca una chimica vitale, quel fuoco che in passato ha fatto rinascere il Paese dalle macerie della guerra e poi ha innescato il boom economico... Oggi è questo fuoco che manca, la spinta dal basso a camminare e crescere, la fiamma imprenditoriale e la fiamma dell'innovazione tecnologica». 

Perché manca questa fiamma? Non credo che dipenda dalla crisi economica. È vero che quasi il 90% delle famiglie italiane è un po' più povera di prima, ma non basta a spiegare questa perdita di vitalità. La causa vera è che stiamo perdendo la cultura della vita e del valore della persona. È tutto apparenza, finzione, superficialità. E i social network in Italia stanno esasperando questa vena vanitosa più che in altri Paesi. 

Noi italiani siamo individualisti, chiacchieroni, pettegoli, vanitosi e litigiosi. Prima era il bar, oggi è Facebook l'ambiente ottimale per infiammare queste debolezze caratteriali.  

Ma un fattore molto potente di crisi sociale è il senso crescente d'ingiustizia e d'impunibilità. Noi italiani ci sentiamo 'fregati' dalla politica e dai cosiddetti poteri forti. E ne abbiamo tutte le ragioni. Il risentimento crescente, poi ci porta questo 'rancore' sociale, sempre alla ricerca del capro espiatorio e pronti al linciaggio. Per ora solo social, ma temo che presto questa incubazione possa sfociare in violenze reali.  
È cresciuta la paura. Dal 2012 si parla di un rancore crescente della società italiana. Un sentimento che sarebbe causato dalla paura del futuro e dall’eccessivo individualismo. Paura della povertà, di non potersi curare, della solitudine, degli immigrati. Paure cavalcate da politici e mezzi d'informazione per finalità elettorali. Paure ingiustificate, se guardiamo i dati nel loro complesso, infatti i reati sono sostanzialmente diminuiti. 

D’altronde l’incapacità di gestire i fenomeni d'immigrazione è diventata intollerabile. Grazie a questa falla dei governi precedenti, Matteo Salvini è diventato l'uomo più potente d'Italia. 

Però m'inquieta una domanda sibillina che mi pare ovvia, ma che non sento fare a nessuno: secondo voi questo indubbio fuoriclasse della propaganda, che interesse avrebbe a risolvere davvero il problema dell'immigrazione, se è proprio questo che gli dà il consenso?
 

Condividi su:
Galleria Immagini