acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Cara multa quanto mi costi...

Alle multe si aggiungono i costi di notifica che, da giugno, sono ulteriormente aumentati

Gio 29 Ago 2019 | di Armando Marino | Soldi
Foto di 2

Quante prediche ci tocca ascoltare sulla scarsa propensione alla legalità dei cittadini. Poi guardi cosa combinano le istituzioni e capisci che la colpa è quanto meno da condividere. Prendiamo in esame il caso delle spese di notifiche e accertamento degli atti giudiziari e in particolare delle multe. Da quando è stato introdotto lo sconto del 30% per chi paga le multe nei primi cinque giorni, i Comuni hanno cominciato a caricare le sanzioni di spese di notifica e accertamento particolarmente pesanti. Un modo per recuperare lo sconto imposto dalla legge, visto che sulle spese di notifica la riduzione per il pagamento rapido non si applica.
La situazione è appena peggiorata. Nella finanziaria di quest’anno è stato reintrodotto l’obbligo di inviare una seconda raccomandata per avvisare il multato che la sanzione era stata notificata a una persona diversa, che si trovava al momento in casa. Un buon motivo per far aumentare ancora i costi di notifica e infatti dall’inizio di giugno le Poste hanno alzato del 40% la propria tariffa (che è relativa alle sole spese di notifica, poi ci sono quelle di accertamento, qualunque cosa voglia dire). In pratica, le spese di notifica passano da 6,80 a 9,50 euro. Si arriva così al paradosso che per alcune multe di minore importo, ad esempio il divieto di sosta con sanzione minima, si pagheranno 29 euro di sanzione con lo sconto entro i 5 giorni e, nei Comuni più esosi, anche 18-20 euro di spese di notifica.
Quello delle multe è sempre stato un territorio in cui le istituzioni si sono mosse con un metodo da furbetti. Obiettivo: riempire le casse. Basta ricordare nel tempo quanti scandali ci sono stati tra cartelle pazze, autovelox illegali, telecamere ai semafori truffaldine. Altra pratica meravigliosa: quando la multa prevede il taglio dei punti, non basta pagare la multa e subire la decurtazione. è previsto anche che si debba spedire una raccomandata in cui si dichiara “Sì, ero io al volante”. Se non si spedisce la raccomandata arriva un’altra multa di quasi 300 euro. Sfugge completamente il fatto che se io ho pagato la multa a mio nome, dovrebbe bastare ad ammettere che ero io al volante, no? E invece, approfittando della distrazione degli automobilisti, si fa cassa con questo ulteriore e superfluo adempimento.
Una possibile difesa per evitare i trucchi delle notifiche che spesso gonfiano le multe, è di aprire una Pec, una casella di posta elettronica. Alcuni Comuni applicano lo stesso le spese postali di notifica, ma è ovviamente un furto e si possono chiedere indietro i soldi.
Naturalmente, se si ha la Pec, è fondamentale controllarla spesso, altrimenti i vantaggi e i risparmi si trasformeranno in un’ennesima fregatura.
Sia chiaro che nessuno sta difendendo i comportamenti illeciti in strada. Ma perché oltre alla sanzione pecuniaria prevista dalla legge dobbiamo scontare anche tutte queste furbate burocratiche? Oltretutto, da anni lo Stato ha imposto un costo per presentare ricorso al giudice di pace. Cosa significa? Che se hai ragione e la multa è illegittima, ma l’importo non è poi tanto alto, ti conviene pagare. Evviva la legalità. 

 


Condividi su: