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Il boom del monopattino

La velocitÓ massima consentita Ŕ di 25 kmh, Nelle aree pedonali Ŕ di non oltre i 6 kmh

Gio 29 Ago 2019 | di Giuseppe Marino | Tecnologia
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A Milano è già tutto uno sfrecciare su marciapiedi e strade, incluso l’ostico pavé, la pavimentazione a larghi mattoni che è un bel vedere, rispetto all’asfalto, ma è un incubo per chi usa le due ruote. Che si tratti di una bolla momentanea o di un fenomeno destinato a prendere piede è ancora da vedere, ma al momento i monopattini elettrici stanno vivendo un vero boom. E infatti sono facili da trovare non solo on line, ma anche nelle grandi catene di elettronica e anche in quelle di articoli sportivi.
Il motivo è semplice: con la chiusura dei centri urbani alle auto, i ben noti limiti del trasporto pubblico urbano e i costi elevati che lo Stato impone a chi gira in motorino, il monopattino elettrico si propone come un’alternativa allettante per chi deve muoversi in città. Il funzionamento è semplice: si ricarica la batteria, si salta su, si accelera e si va. 
Per fermarsi ci sono i freni, ma bisogna avere una certa dose di equilibrio ed evitare manovre spericolate. Anche perché i modelli più potenti possono andare a velocità decisamente sostenute, per un veicolo così piccolo e leggero.

LE REGOLE
Dopo una lunga anarchia, a giugno sono arrivate le regole del ministero dei Trasporti, entrate in vigore a titolo sperimentale, termine che pone un’ulteriore minaccia al futuro del monopattino. La principale comodità offerta da questi veicoli è che possono essere piegati e riposti in casa oppure trasportati come pacchi a bordo dei mezzi pubblici senza grandissimi sforzi. Se si è in piano possono essere agilmente spinti anche quando sono ripiegati. Discorso diverso se c’è da fare una scala: in questo caso il peso diventa un elemento decisivo. Le regole appena introdotte prevedono l’uso anche all’interno di aree pedonali, il che rappresenta un po’ un rischio se non vengono usati correttamente. Il regolamento prevede infatti un limite di potenza del motore a 500 watt (il che non impedisce di raggiungere la velocità massima consentita di 25 kmh). Nelle aree pedonali però, si può andare al massimo a 6 kmh. Fissare le regole era opportuno, ma come sempre in Italia il problema è se qualcuno le farà rispettare o meno. La norma tra l’altro lascia ai Comuni la libertà di aderire o no. E qualche assessore ai trasporti ha, giustamente, già cominciato a lamentarsi per una previsione decisamente assurda inserita dal ministero: i Comuni dovrebbero indicare con apposita segnaletica le strade in cui sarà consentito girare in monopattino. è evidente che la spesa in segnaletica sarebbe elevatissima, soprattutto se si considera che si tratta di una semplice sperimentazione. Sarebbe bastato parificare i monopattini alle bici e tutto sarebbe stato semplice. Ma la capacità di chi ci amministra di complicare le cose non ha limiti. 

IL MODELLO
La scelta del modello deve tenere conto del rispetto delle regole sulla potenza massima. Poi bisognerà guardare al peso, al comfort di guida, all’autonomia della batteria e alla velocità di ricarica e alla robustezza. I monopattini richiederebbero strade ben levigate il che, nella maggior parte delle città italiane, è un’utopia. A Roma, per dire, girare in monopattino è un’attività riservata agli amanti dell’avventura! Tra i modelli in circolazione ce n’è anche uno della Segway, l’azienda che ha inventato quella specie di biga a due ruote che non ha mai davvero sfondato nelle abitudini degli italiani (anche per il costo), ma ha inventato un sistema di guida in equilibrio che è diventata un’innovazione fondamentale per il mondo della robotica. Attualmente il marchio è finito in mani cinesi e sta continua a produrre veicoli particolari, come il monopattino elettrico o lo skateboard elettrico a costi di molto inferiori al vecchio Segway, ma non trascurabili. Il Ninebot ES2 della Segway è sicuramente un buon monopattino, ma per portarselo a casa servono circa 500 euro. L’autonomia è di 25 km e aggiungere una batteria supplementare richiede l’esborso di altri 180 euro. Per il resto, il Ninebot è molto maneggevole, robusto e privo di fili e parti sporgenti. Un’alternativa è lo Xiaomi M365, che ha peso, autonomia e velocità massima analoghi al Ninebot, ma costa decisamente meno: tra i 3 e i 400 euro.
Un suggerimento: prima di pensare a un esborso così importante, fate un test. A Milano è attivo un sistema di sharing come quello delle auto e delle biciclette. Se non vi sentite sicuri, è inutile mettere mano al portafogli.

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