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La mia famiglia mangia green

Preparare piatti sani per i figli è semplice e divertente. Ce lo spiega Silvia Goggi nel suo ultimo libro

Gio 29 Ago 2019 | di Testo di Angela Iantosca Foto di Claudio Rampinini | Attualità
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I cibi che mettiamo nel piatto (o nello zaino) dei nostri bambini per tre, quattro, cinque volte al giorno sono ciò che più fa la differenza per la loro salute, di oggi e di domani. Silvia Goggi ci mostra quanto sia facile e divertente preparare piatti sani e nutrienti per i propri figli, adatti alla loro età, ai loro gusti... ma anche al tempo a disposizione. 

Come si diventa nutrizionisti dei propri figli?
«Così come per diventare genitori non esiste alcun corso specifico, ugualmente non ne esiste uno per imparare a nutrirli correttamente. Non è così difficile, tuttavia: come spiego nel mio libro “La mia famiglia mangia green” (edizioni Sonda) si tratta di conoscere almeno a grandi linee di quali nutrienti hanno bisogno i più piccoli e come fornirglieli nella migliore forma possibile».

Cosa dare loro da mangiare?
«Devono avere sufficiente energia a partire da carboidrati (quelli complessi come pane, pasta, cereali e patate), proteine per crescere, e grassi buoni (olio, frutta secca e semi oleosi) per andare in bilancio calorico positivo».

Come convincerli a mangiare la verdura?
«Il modo migliore per convincerli è… non chiederglielo nemmeno. Mettetela in tavola e servitevene una generosa porzione. Date segno di apprezzarla tantissimo, parlando tra voi adulti. Contate fino a 3 e vedrete che i bambini chiederanno almeno di assaggiarla. Questo è uno dei trucchi, nel mio libro ne spiego diversi».

Perché il "cibo spazzatura" no?
«Perché apporta calorie vuote. Il bambino avvertirà senso di sazietà senza aver però introdotto vitamine, minerali e sostanze utili per la sua salute e la sua crescita. Il rischio è quello di essere ipernutriti, ma malnutriti».

Sono importanti i “no”?
«Bisognerebbe dire meno no possibili. Mi spiego: non ha senso tenere in casa biscotti, dolciumi, succhi di frutta e poi pretendere che un bambino non li chieda. Soprattutto se siamo noi a mangiarli davanti ai suoi occhi… ne sarà attirato inevitabilmente! In casa dovrebbero essere presenti solo alimenti sani, così quella volta o due a settimana che si esce o si va tutti insieme a una festa di compleanno non ci sarà nessun problema a dire sì». 

La famiglia è sempre il luogo adatto per suggerire ai giovanissimi percorsi virtuosi?
«Se i genitori hanno delle solide basi di educazione alimentare, allora sì. In caso contrario, invece, dovrebbe intervenire per esempio la scuola. Le norme per la stesura di menu scolastici, invece, sono ancora poco aggiornati e permettono errori alimentari, quali l’eccesso di proteine animali e la scarsità di alternative vegetali».

Quanto l'essere mamma, oltre che medico, l'ha aiutata in questo lavoro?
«Avevo studiato alimentazione in modo approfondito durante la specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, ma solo da quando ho figli mi sento di comprendere appieno le difficoltà che hanno le mamme nel conciliare casa, lavoro e cucina. Per questo ho pianificato nel mio libro diversi menu settimanali, già bilanciati e sani, con ricette velocissime e… a prova di mamma!». 

Quanto è importante mangiare tutto?
«I bambini hanno un sensore di fame/sazietà perfettamente funzionante. Obbligarli a mangiare tutto può essere contro producente. Mettete loro meno cibo nel piatto. Se hanno ancora fame ne chiederanno ancora!».

Le diete suggerite d'estate quanti danni producono?
«Dipende dal tipo di dieta, ma è in ogni caso il concetto di dieta da seguire prima dell’estate che è sbagliato. Un eccesso calorico accumulato in mesi o anni non si potrà mai risolvere in pochi giorni o poche settimane, all’ultimo. E lo scopo di una dieta non dovrebbe essere quello meramente estetico, ma imparare norme di sana alimentazione da portarsi dietro per sempre. Così da non dovere fare mai più una dieta nella vita. Non suona meglio?».

Come nutrirsi in modo corretto d'estate?
«Esattamente come d’inverno, sempre con prodotti di stagione, preferendo però frutta e verdura cruda e bevendo più liquidi (acqua o tisane e infusi freddi non zuccherati, al massimo). Ogni pasto dovrà prevedere una fonte di carboidrati complessi, molte verdure e un alimento ricco di proteine, preferibilmente vegetali come i legumi».

Si può sostituire un pasto con un gelato?
«Non è una grande idea. Si rischia di avere ancora più fame dopo poco tempo e di rivolgersi nuovamente ad alimenti non proprio sani. Qualunque alimento zuccherato, comunque, non può essere consumato più di 2 volte alla settimana».                           

L’ESPERTA
Silvia Goggi è medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, coautrice delle linee guida internazionali per la pianificazione di diete a base vegetale. È membro della Società scientifica di nutrizione vegetariana, ospite in trasmissioni radiotelevisive, ha scritto “La mia famiglia mangia green” (Sonda Edizioni)
 

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