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Prodotto a marchio: piace veramente?

Qualsiasi insegna di supermercato sa bene che il prodotto che firma col proprio marchio deve avere molto di più di un prezzo competitivo

Gio 29 Ago 2019 | di Riccardo Quintili | Attualità
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C’era una volta la convenienza… Intendiamoci, quando si parla dei prodotti venduti con il marchio del supermercato, la convenienza c’è ancora, ci mancherebbe altro. Ma il tempo in cui le private label (come vengono chiamati i prodotti con la marca del distributore) erano solo alternative a basso prezzo alle grandi marche è superato.

Oggi qualunque insegna di supermercato sa bene che il prodotto che firma deve avere molto di più di un prezzo competitivo rispetto a quello delle marche conosciute. Almeno se vuole vendere.

Operazione che sembra riuscire perfettamente alla Gdo se si considera che il 2018 si è chiuso con 10,3 miliardi di euro di fatturato, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. La quota più alta di vendite dal 2013. 

Prezzo e sicurezza
È una ricerca Nomisma per l’Osservatorio Marca 2019 (il principale appuntamento del settore) a tracciare il profilo di quello che i consumatori pensano di questi prodotti. Se, come era ovvio, per il 55% dei consumatori acquistare un prodotto a marchio significa soprattutto mettere nel carrello “convenienza a parità di qualità” dei prodotti leader, ora si aggiungono motivazioni e stimoli nuovi. Come quello sottolineato da un cliente su tre che si dice convinto di poter contare su “prodotti di filiere tracciate, certificate e controllate” e il 32% di chi si affida a questi prodotti lo fa perché gli riconosce garanzie di salubrità e perfino attenzione per l’ambiente.
Insomma, oltre all’occhio allo scontrino, c’è quello ai valori ritenuti importanti, soprattutto nell’alimentare. Basta guardare la lista che i consumatori dicono di prediligere a marchio: carne e salumi sono la prima scelta per il 34% degli intervistati; latte, yogurt, formaggi e uova per il 30%; prodotti confezionati seguono con il 28%. Nei supermercati a trainare le vendite, non c’è dubbio, è soprattutto l’alimentare, molto più dei prodotti quali detersivi, prodotti per l’igiene per la casa o per la cura della persona. 

Mettiamoli alla prova
Fin qui quello che si aspetta il consumatore. Ma quanto di tutto questo è mantenuto facendo la spesa alimentare in supermercati e discount italiani?
Il Salvagente ha deciso di tracciare nel numero di agosto la prima classifica italiana della qualità dei prodotti a marchio dei supermercati. La sintesi di quattro anni di test di laboratorio condotti dal maggio 2015, ossia dal primo numero del mensile leader dei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori, fino a oggi. Per realizzarla sono stati calcolati i giudizi che ognuna delle catene citate ha ricevuto nelle analisi condotte. Olio, pasta, passate di pomodoro, prodotti per la prima colazione, carne, salumi, formaggi, dolci e decine di altri cibi: centinaia di esami hanno fornito il materiale di questa classifica. 

Due tabelle tanti test
Ne sono uscite due tabelle diverse, una relativa alle tre catene di discount di cui c’erano risultati sufficienti per tracciare un profilo qualitativo e una ai prodotti a marchio delle catene di supermercati. 
In tutt’e due non si fa cenno dei prezzi nelle tabelle del mensile. “Esattamente come accade nei test che ogni mese vi presentiamo, il Salvagente per scelta non ha mai laureato un giudizio o una classifica qualità-prezzo. Quello che questo giornale cerca da quasi 30 anni di illustrare ai suoi lettori non è il ‘miglior acquisto’, ma il livello di qualità di un prodotto, quello che non si vede immediatamente. Lasciando al consumatore ogni valutazione su quanto vuole e può spendere per mettere nel carrello ciò che considera il suo, personalissimo, prodotto al prezzo migliore rispetto alle attese che ha”, spieghiamo nel numero.
Ovviamente tanto la migliore insegna (indubbiamente Coop, almeno dalle nostre analisi sui prodotti a marchio dei supermercati) che la peggiore (Carrefour) non hanno un livello qualitativo sempre uguale per tutte le referenze alimentari. Un ragionamento che vale ancora di più quando si parla di discount, dove accanto a prodotti di qualità sufficiente e perfino uguale ai migliori prodotti più blasonati, ci sono categorie di alimenti decisamente deludenti.
Quella che trovate nel numero, come del resto accade a tutte le classifiche, è una media, per quanto ponderata, una foto di quanto potete aspettarvi da un carrello fatto di prodotti a marchio. Un aiuto, insomma, per capire se l’immagine che avete del luogo in cui fate la spesa e dei suoi prodotti è corretta.                                                            

In collaborazione
L’articolo è a cura della Redazione de “Il Salvagente”, mensile in edicola e anche on line, leader nei test di laboratorio contro le truffe ai consumatori. Info: www.ilsalvagente.it
 

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