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Tokyo e il Sanja matsuri Festival

Tokyo, la città tecnologica per eccellenza, sogno degli appassionati di moda, di videogiochi, di fumetti manga e di architettura, è anche il luogo di una tradizione fortissima

Gio 29 Ago 2019 | di Testo e foto di Simona Ottolenghi | Mondo
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Tokyo... la città tecnologica per eccellenza!
Il sogno degli appassionati di moda, di videogiochi, di fumetti manga, o di architettura contemporanea. Eppure non è solo questo, passeggiare per le vie della città è un continuo viaggio attraverso il tempo, tra quartieri dall’atmosfera ancora tradizionale con strade strette, case basse e lanterne rosse, o fantastici cimiteri con grandi lastre di legno come lapidi che ricordano la vecchia Edo e zone ultramoderne con grattacieli, insegne con luci coloratissime ed accecanti e negozi con veri e propri robot antropomorfi, che accolgono gli increduli clienti. In questo contesto il senso della tradizione è̀ ancora fortissimo tra gli abitanti della città, tant’è̀ che ogni anno sono almeno tre i grandi festival che si svolgono nelle strade dei quartieri più antichi. Uno di questi è il Sanja Matsuri, importante evento Shintoista che ha luogo tutti gli anni nel corso del terzo weekend di maggio.
In realtà nel 2016, il primo anno in cui vi ho partecipato, il Festival è stato anticipato di una settimana, ed è stata una vera fortuna trovarmi lì, immersa quasi per caso nelle atmosfere della vecchia Edo, così si chiamava Tokyo fino al 1868.
Poche settimane prima della mia partenza, andando come mio solito alla ricerca di eventi particolari cui poter partecipare durante il mio viaggio, ho letto di questo festival, che eccezionalmente per quell’anno si sarebbe svolto proprio nei giorni del mio soggiorno.
Ho trovato poche notizie su programma, orari, organizzazione. Il sito ufficiale era scritto prevalentemente in giapponese e di certo non poteva essermi di aiuto. L’unica notizia certa erano le date e la zona in cui si sarebbe svolto: lo storico quartiere di Asakusa, uno dei più antichi di Tokyo, nella zona nord-est della città.

NEL CUORE DI ASAKUSA
Al centro del quartiere spicca uno dei Templi più importanti nonché il più vecchio: il Sensoji Temple, attorno al quale si svolge il Festival. Pensate davvero che Tokyo sia la città più organizzata del mondo?
Beh, lo credevo anche io, ma in questo caso non ho potuto fare altro che ricredermi!
Arrivata ad Asakusa il giorno di inizio del Festival ci ho messo circa due ore per avere delle informazioni, imprecise e contraddittorie, su orari e programma.
All’ufficio del turismo, che si trova quasi di fronte al Sensoji Temple, mi dicono che si è svolto tutto la mattina molto presto e che forse qualche gruppo sfilerà ancora, ma nulla di sicuro...
Per fortuna, girando speranzosa tra le stradine del quartiere, riesco a sapere qualche cosa di più.
Un gruppo di uomini vestiti in abiti tradizionali sta sistemando un carro con sopra un cosiddetto Mikoshi, un altare in miniatura che rappresenta, secondo la tradizione, il santuario di Asakusa.

LA LEGGENDA DEI PESCATORI
La leggenda ci riporta al 17 maggio del 628 quando tre fratelli pescatori trovarono nel fiume Sumida una sacra statuetta di Kannon, la dea della compassione.
Alla notizia di questa scoperta, un ricco signore della città converte i tre uomini al Buddismo e custodisce la statuetta in un piccolo tempio, il Sensoji, costruito, così come lo vediamo oggi, nel 1649, e consacrato ai tre uomini. L’intero evento del Sanja Matsuri è il ricordo di questa leggenda ed è dedicato ai tre pescatori trasformati in kami, divinità del culto Shintoista.
Gruppi dei vari distretti del quartiere di Asakusa sfilano per tutto il weekend in abiti tradizionali, trasportando con fatica i pesantissimi Mikoshi decorati con lacca nera e foglie d’oro.
Alcuni mi dicono che intorno alle 17 inizieranno le processioni, altri mi dicono alle 16, altri ancora mi rimandano direttamente a dopo il tramonto. Paziento girando e perdendomi nelle strade, finchè non inizia ad esserci movimento... sento una musica forte, grida e rulli di tamburi, la gente inizia ad animare le strade del quartiere.
Una lunga via che porta direttamente al tempio è piena di stand di cibo e artigianato, circa due milioni di persone partecipano all’evento.
L’atmosfera è di festa, mi perdo nelle strade, incontro e fotografo i vari gruppi in costume, i volti segnati dallo sforzo che fanno per camminare con quel peso sulle spalle, sono incuriosita dai loro abiti e soprattutto dagli strani sandali che indossano e che immagino siano tutt’altro che comodi.
Ho letto che questa è una delle pochissime occasioni in cui è concesso agli Yakuza di sfilare liberamente tra la gente.
Gli Yakuza sono un’antichissima organizzazione criminale considerata la Mafia giapponese, che risale al XV secolo, ai tempi delle caste feudali.
Il loro tratto distintivo sono i tatuaggi fittissimi su tutto il corpo, che vengono mostrati con orgoglio quando si esibiscono con la tradizionale sottoveste del sumo, il fundoshi.
L’occasione di incontrarli è ghiotta, ma è purtroppo impossibile acquisire valide informazioni per trovarli.
La loro esibizione non è sul programma e non appena nomino il nome dell’organizzazione mi spalancano gli occhi con un misto di terrore ed orrore.
Nessuno sa niente, nessuno sembra nemmeno capire cosa sto chiedendo.
In compenso, all’interno degli eventi del festival scovo una rappresentazione tradizionale di Geishe... e Geishi! Non so in realtà se si chiamano veramente Geishi, ma li ribattezziamo così per comodità. Il biglietto dello spettacolo prevede anche il pranzo. Ad ognuno viene consegnato un cestino in vero stile giapponese, una fantastica scatolina rivestita di carta di riso e suddivisa al suo interno in piccoli e ordinati scomparsi, in ognuno dei quali ci sono i diversi ingredienti del pranzo: l’immancabile riso bianco, delle verdure, polpettine indefinite, un dolcetto ed ovviamente le bacchette di legno.
Alle rappresentazioni di danza delle Geishe si alternano dei brevi sketch di intrattenimento di uomini: parlano poco, perlopiù mimano scenette comiche ed autoironiche di vita quotidiana. Il loro ruolo all’interno dello spettacolo è alquanto buffo, ai limiti del ridicolo, almeno agli occhi miei e di chi è con me.
Al calare del giorno, tutti i vari gruppi che hanno sfilato durante il giorno si incontrano davanti al Sensoji continuando a sfilare attorno al Tempio. La folla raggiunge il suo culmine, c’è tantissima gente, lanterne bianche e rosse illuminano tutta l’area tra banchetti di cibo e dolci, musica, selfie, vecchi e bambini, pochi turisti... ed anche un maiale portato al guinzaglio! 
Quando viaggio cerco sempre di immergermi nella realtà dei posti che visito, cercando di viverli quanto più possibile dall’interno.
Per questo sono sempre alla ricerca di eventi e festival che parlino della gente, della storia della cultura del posto e che mi raccontino qualcosa in più delle semplici guide turistiche.
L’aggiungere alla visita a Tokyo la partecipazione a questo festival mi ha permesso di inserirmi in un contesto che diversamente non avrei conosciuto. è stata un’esperienza bellissima che ho ripetuto per due anni di seguito, un’immersione nella vecchia Edo, tra la gente del posto, spettacoli e tradizioni di una città, o di un paese, il Giappone, che ha avuto uno sviluppo velocissimo, ma in cui è ancora vivissimo un forte senso della Storia e della propria cultura.                             

IN VISTA DELLE OLIMPIADI
Le Olimpiadi 2020 si svolgeranno dal 24 luglio al 9 agosto. Le Paralimpiadi seguiranno un paio di settimane più tardi, dal 25 agosto al 6 settembre. 

Ecco alcune delle nuove strutture in costruzione per l‘evento.
• National Stadium: per la cerimonia inaugurale e di chiusura, e per le gare di atletica. 
• Aquatics Centre: ospiterà le gare di diverse discipline acquatiche.
• Ariake Arena stadium: ospiterà le partite di pallavolo e di pallacanestro su sedia a rotelle.
• Olympics Gymnastics Center: ospiterà le gare di ginnastica.
• Villaggio Olimpico: ospiterà gli atleti di tutte le nazioni/delegazioni che parteciperanno alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. 
• Kasai Canoe Slalom Centre: questa struttura ospiterà le gare di canoa. 
• Sea Forest Waterway: sarà la sede di diverse gare di sport acquatici e sarà situato non lontano da Odaiba, l’isola artificiale nella baia di Tokyo.
Una volta concluse le Olimpiadi/Paralimpiadi, gli edifici verranno riconvertiti in centri per le comunità locali.

LA PIÙ GRANDE DEL MAR INTERNO
Con i suoi 393 kmq, l’isola di Awaji-shima è la più grande del Mare Interno. Di forma triangolare e con qualche rilievo, è in gran parte destinata all’agricoltura. Due grandi ponti sospesi la collegano alle isole di Honshu e Shikoku. Uno è il ponte Onaruto, che passa sopra lo Stretto di Naruto tra Naruto e la parte meridionale dell’isola, nella provincia di Tokushima. L’altro è il ponte Akashi-kaikyo che domina lo Stretto di Akashi e che collega il nord dell’isola alla città di Kobe. Si tratta del più lungo ponte sospeso del mondo, con una luce di 1991 metri. Ai suoi piedi si trova il Bridge Exhibition Center, dove si possono trovare informazioni sulla progettazione e costruzione del ponte e curiosità su altri ponti simili in giro per il mondo. Al di sotto del ponte si trova la Maiko Marine Promenade, un sistema di piattaforme situate a circa 50 metri d’altezza sul livello dell’acqua; da qui si gode di una meravigliosa vista sullo Stretto di Akashi e sulla Baia di Osaka.
Grazie alle sue richiestissime attrazioni, Awaji Island è il posto dove fermarsi quando si va a Kobe (la capitale della prefettura di Hyogo, sull’isola di Hōnshu, una delle 10 città più grandi del Giappone) per visitare la Spiaggia Oohama Beach, le Sorgenti Termali Sumoto, il Birrificio Miyakobijin. Nel 2002 vi è stato inaugurato il parco nazionale Kokuei Akashi-kaikyō kōen che ospita oltre 300 varietà di fiori, tra cui 600.000 tulipani e muscari.                                 

 


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