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Il contadino si fa digitale

Attraverso una piattaforma possibile adottare un albero e seguire il percorso della frutta, dalla terra fino alla propria abitazione

Gio 29 Ago 2019 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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Contadini digitali. Sembra un ossimoro, e invece anche i piccoli agricoltori si adattano per restare al passo con i tempi. E per non farsi schiacciare dalle logiche della grande distribuzione. è nato così Biorfarm, un progetto dall’anima calabrese con la base operativa a Milano, dove due ragazzi hanno creato la prima comunità agricola virtuale italiana. L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: far condividere il medesimo sogno ai piccoli produttori e ai consumatori finali. Per i primi, c’è il vantaggio di avere margini di guadagno più equi, accorciando la filiera e raggiungendo direttamente i clienti; per i secondi, di ricevere a casa un prodotto buono e sicuro conoscendo non solo la sua origine geografica, ma anche la storia di chi lo ha coltivato. «Mio padre – spiega uno dei fondatori - ha un’azienda agricola a Rossano Calabro; vendeva le clementine venti centesimi al chilo e se le ritrovava sugli scaffali dei supermercati a tre euro: ogni anno 20mila piccoli agricoltori abbandonano i campi per questo motivo».

ALBERI ADOTTATI E FRUTTA FRESCA
Biorfarm non si limita a vendere frutta biologica, ma punta a dare un valore a tutto il lavoro che c’è dietro un prodotto, creando una relazione emozionale fra agricoltori e utenti. Attraverso la piattaforma si può adottare un albero, dargli un nome, scegliere la sua collocazione nel campo, monitorare la sua coltivazione e ricevere la merce fresca nel giro di 24 o al massimo 48 ore: ci si trasforma insomma in agricoltori digitali nell’ambito di una filiera cortissima, in stretta connessione con il contadino e direttamente dalla campagna alla tavola. In caso di problemi – come una grandinata che danneggi un raccolto – si può richiedere il rimborso del pacchetto sottoscritto, oppure posticipare di qualche giorno la spedizione. Dalle arance calabresi alle mandorle siciliane, fino alle mele della Val di Non, il numero dei prodotti a portata di click è in continuo aumento; i fondatori della startup garantiscono sul rigoroso processo di selezione degli agricoltori che possono entrare a far parte della squadra, basato sulle tecniche utilizzate e sulla qualità dei loro prodotti. Nei primi mesi di attività, Biorfarm ha registrato un considerevole aumento degli utenti e ha portato i coltivatori a incrementare di 5 volte il margine di guadagno medio. Niente male, per un’azienda agricola digitale con lo sguardo rivolto al futuro, ma con i piedi saldamente ancorati nella terra.                   

 

 

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