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La salute: un diritto per tutti

Al Cardarelli di Napoli, dal 2000, sono stati trattati 5000 pazienti cerebrolesi e non collaborativi nel reparto di Odontoiatria

Gio 26 Set 2019 | di Emanuele Tirelli | Salute
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Sono 5mila i pazienti trattati dal 2000 a oggi nel reparto di Odontoiatria diretto da Umberto Esposito all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Ma i numeri, in questo caso, fanno riferimento alle persone cerebrolese e/o non collaborative, alle quali è dedicato un servizio che sta per festeggiare vent’anni di attività. Ci sono spazi e sala operatoria dedicati, quattro posti letto divisi in due stanze con bagni per disabili e personale formato espressamente negli anni per tutte le esigenze specifiche.

A chi è rivolto
Si tratta di pazienti che non possono sottoporsi alle comuni terapie odontoiatriche per insufficienza mentale di gradi differenti. Le patologie di base sono varie (autismo, ritardi psicomotori da malformazioni disgenetiche, tumori, schizofrenia) e spesso collegate ad altre (cardiopatie, vasculopatie, diabete, epilessie…) che rendono ancora più complesso l’intervento medico, impossibile in un ambulatorio o in uno studio dentistico. Per fare tutto questo, fin dall’inizio, Esposito ha attivato una collaborazione necessaria con l’Unità Operativa di anestesiologia, oggi diretta da Raffaele Di Minno, dove un gruppo di specialisti da lui coordinati lavora a stretto contatto con gli odontoiatri.

Come si accede
La prenotazione va fatta al servizio Cup del Cardarelli, con un’impegnativa per visita odontoiatrica, e fa riferimento a una lista dedicata per i disabili gestita dalla dottoressa Paola Salerno, responsabile di questa linea di attività. Dopo la prima visita, viene stabilito il grado di collaborazione del paziente e se va trattato in regime ambulatoriale o in day-hospital, con una ipnosi farmaco-indotta che segue un protocollo creato insieme all’unità di anestesiologia: il paziente diventa collaborante ed è possibile procedere con terapie conservative che salvaguardano i denti e la masticazione.

La necessità di una rete
«Siamo un centro di riferimento per la Società Italiana di Odontoiatria per l’Handicap in Campania – dice Esposito - e siamo coordinatori regionali, anche perché non ci sono altre strutture organizzate come la nostra. La mia idea per ridurre le liste d’attesa e per venire incontro a tutti i pazienti che hanno bisogno della nostra assistenza è quella di creare una rete territoriale, che abbia il Cardarelli come punto di riferimento per le patologie più complesse, e dei filtri territoriali capaci di selezionare e inviare ai vari centri attrezzati con strumenti e personale formato appositamente. Continuando così, invece, le liste d’attesa aumenteranno ancora di più, rischiando di non dare tutto lo spazio necessario ai pazienti con le patologie più complesse che possono essere trattati solo in ospedale».

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