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Un bagliore al risveglio

In Normandia sulle tracce degli Impressionisti, tra giardini e dipinti en plein air

Gio 26 Set 2019 | di Testi e foto di Massimiliano Rella | Mondo
Foto di 18

All’inizio fu la luce. Un bagliore al risveglio dell’alba, al porto di Le Havre, accese i riflettori sull’Impressionismo, quando il pittore francese Claude Monet - era il 1872 - immortalò due barchette sull’estuario della Senna: le sagome confuse tra la nebbia e il porto sullo sfondo. Il quadro, “Impression, soleil levant”, battezzò il nuovo movimento artistico, esposto due anni dopo nello studio parigino di Nadar, altro maestro che agli albori della fotografia sperimentava l’arte di catturare la vita.
La luce, i giardini, il mare, i porticcioli, i paesaggi marini, le scene quotidiane entrarono a gamba tesa nella storia dell’arte, scompigliando le regole ormai convenzionali dell’accademia: si dipingeva per accostamenti cromatici, con piccole e pungenti pennellate di colore. E tutto accadde in Normandia, regione della Francia settentrionale nota per lo sbarco americano della Seconda Guerra Mondiale, oggi attrattiva destinazione turistica.
Sulle tracce degli Impressionisti siamo andati a visitarla trovando musei da scuola dell’arte, ma anche giardini e centri d’espressione contemporanea, paesi con pittoreschi porticcioli, case a graticcio, lunghe scogliere, giardini fioriti e imponenti cattedrali. Fu proprio in Normandia che a fine ’800 arrivarono a dipingere en plein air pittori da tutta Europa, divenuti poi famosi. Tra i massimi rappresentanti dell’Impressionismo francese, Claude Monet, parigino di nascita, scelse d’abitare nella piccola Giverny, a un’ora dalla capitale, dal 1883 fino al 1926, anno della scomparsa.  Qui possiamo visitare la casa e il giardino d’acqua realizzato dall’artista, con le belle ninfee che ritroviamo nei lunghi pannelli delle Grandes Décorations, pensati per occupare pareti intere. L’autore vi lavorò anni, donandoli infine allo Stato francese per la vittoria del 1918 della Prima Guerra Mondiale. Le opere sono oggi esposte nel Museo parigino dell’Orangerie. Invece a Giverny il Museo degli Impressionisti celebra con ricchezza d’immagini la storia di questo movimento pittorico, che segnò l’inizio dell’arte moderna, attraverso un percorso figurativo che include opere di Eugène Boudin ed Henri Matisse.
Proseguendo il viaggio a nord, a una cinquantina di chilometri raggiungiamo Lyons la Forêt, caratteristico borgo con case a graticcio abbellite da piante e fiori. La piazza centrale è dominata dall’antica struttura di legno del mercato coperto, sormontato da un tetto a spiovente del XVIII secolo.
Nei dintorni, l’arte torna a far parlare allo Château de Vascoeuil, il castello di una famiglia di collezionisti circondato da uno straordinario giardino ricco di installazioni contemporanee, in pratica un museo di sculture open air che ospita capolavori come Les Trois Pas, scultura in metallo di Gerval (1998): tre esili figure nell’atto di camminare una dietro l’altra. Ma anche Madame Citron, di Jacky Coville, in ceramica coloratissima (1990) e Pomme (1975) dallo svedese Hans Hedberg, un’abnorme mela rossa in ceramica adagiata sul prato sotto un albero dalla folta chioma.
Senza dimenticare l’Hommage à Bracelli e L’Homme Oiseau, del famoso artista spagnolo Salvador Dalì, in bronzo (1973).

A CASA DI FLAUBERT
Tornando ai giochi di luce impressionisti proseguiamo per Rouen, a ovest, città natale di Gustave Flaubert, scrittore di “Madame Bovary”, e grazioso centro storico con case a graticcio, le tipiche abitazioni medievali alte e strette caratterizzate da un sistema d’intelaiature di legno, perfettamente conservate. Rouen fu protagonista della nuova corrente pittorica grazie all’opera di Claude Monet, che tra il 1892 e il 1894 realizzò 28 dipinti a olio della Cattedrale di Notre-Dame, in condizioni di luce differenti a seconda del momento della giornata. La Cattedrale, tra le più belle e imponenti architetture gotiche francesi, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale. Furono necessari dodici anni di lavoro per recuperarla e nel ‘56 fu chiamato il maestro Max Ingrand a realizzare le vetrate colorate della navata destra. Si affaccia invece sulla piazza del Vecchio Mercato la chiesa moderna di Saint Jeanne d’Arc, realizzata nel 1979 nel luogo dove Giovanna d’Arco, eroina nazionale, fu bruciata viva nel 1431. Progettata dall’architetto Louis Gerald Arretche il suo tetto riproduce la sagoma di una grande vela grigia; mentre l’interno dalle linee arrotondate è sovrastato da un soffitto di legno che svetta su pareti bianche. Ma per una full immersion nella pittura francese del’800, merita una visita il Museo di Belle Arti, la più grande collezione di opere Impressioniste dopo quella di Parigi, con quadri di Sisley, Monet, Degas, Renoir. Non mancano opere di Marcel Duchamp, famoso dadaista nato nei dintorni di Rouen, di Amedeo Modigliani e di Raymond Duchamp-Villon. All’arte contemporanea è dedicata, invece, la galleria Forum des Artes gestita da un’associazione che riunisce una decina d’artisti locali e diretta dal pittore d’origini spagnole Sanchez Damian. Uno spazio per mostre, eventi culturali e lezioni di pittura: gli artisti della scuola realizzano opere su commissione che vendono a prezzi interessanti. All’arte contemporanea è dedicato anche Le Frac, centro con collezione multidisciplinare di oltre 900 opere tra dipinti, disegni, stampe, sculture, installazioni, fotografie, video e libri, firmate da 350 artisti.

LE HAVRE CHE ISPIRO' MONET
A meno di un’ora di strada ritorniamo alle origini dell’Impressionismo, a Le Havre, città patrimonio Unesco, situata tra l’Atlantico e l’estuario della Senna. Il suo porto, come dicevamo, ispirò il famoso quadro di Monet “Impression, soleil levant”, da cui prese nome il movimento artistico celebrato in grande stile dal Museo Malraux, in un elegante edificio di vetro e acciaio che espone le opere di Renoir, Pissarro, Sisley, Degas, ma anche Raoul Dufy, nato a Le Havre, ed Eugène Boudin, originario di Honfleur, graziosa cittadina sull’altra riva della Senna. Quindi, tappa successiva a Honfleur, raggiungibile in una ventina di minuti passando il Ponte della Normandia sull’estuario della Senna; realizzato sul progetto ingegneristico di Michel Virlogeux (1995) i suoi 2 km di campata sospesa lo rendono tra i più imponenti d’Europa. Arrivati a Hounfleur camminiamo sul pittoresco porticciolo che ispirò le scene di vita quotidiana di Coubert, Sisley, Pisarro e Renoir. Poi ultima sosta a Granville, cittadina tra le belle scogliere al confine con la Bretagna. Qui ci attende il Museo e Giardino di Christian Dior, nella casa dove il famoso stilista trascorse l’infanzia. Tra abiti e accessori disegnati da Dior, facciamo un tuffo nel mondo della moda e dell’arte applicata, un altro gioiello della Normandia.                                          
Le Havre, una città ridisegnata
S­­­ituata a nord della Normandia, sul mare Atlantico, fu distrutta dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita tra il 1946 e il 1964 su progetto dell’architetto Auguste Perret, con la collaborazione di vari professionisti. Le Havre si presenta come un complesso urbanistico innovativo e armonioso, con grandi e ordinati palazzi in strutture modulari (moduli a griglia standard di 6,24 mq che si ripetono nel tessuto urbano per creare un insieme omogeneo e armonioso).
Troviamo un esempio del gusto anni ’50 in place de l'Hôtel de Ville nell’appartamento Temoin, un piccolo “museo” di design arredato con pezzi d’epoca creati da Renè Gabriel e Pierre Paulin. Tra i gioielli più recenti Le Volcan è invece uno spazio culturale con teatro, sala cinematografica e di musica contemporanea, progettato dall’archistar brasiliana Oscar Niemeyer. Ha la forma di un tronco di cono rovesciato tutto bianco, “attraversato” da una grande mano di bronzo. Ultima tappa alle belle piscine comunali di Les Bains des Docks, opera di un’altra archistar, il francese Jean Nouvel.

DA VEDERE
• Appartement Témoin Perret Maison du Patrimoine, 181 rue de Paris, Le Havre, tel +33/(0)2.35223122 www.lehavre.fr/annuaire/appartement-temoin-perret;
• Château de Vascoeuil 8 rue Jules Michelet, Vascoeuil, tel +33/(0)2.35236235 www.chateauvascoeuil.com;
• Forum des Artes 8 rue des Boucheries Saint-Ouen, Rouen, tel +33/(0)2.35153888;
• Le Frac 3 place des Martyrs de la Résistance, Sotteville lès Rouen, tel +33/(0)2.35722751 www.frachautenormandie.org;
• Musée des Beaux Arts esplanade Marcel Duchamp, tel +33/(0)2.35712840 http://mbarouen.fr;
• Musée Impressionnismes Giverny 99 rue Claude Monet, Giverny, tel +33/(0)2.32519465 https://www.mdig.fr;
• Musée Christian Dior Granville Villa Les Rhumbs, Rue d'Estouteville, Granville, tel +33/(0)2.33614821 www.musee-dior-granville.com;
• Musée d'art moderne André Malraux - MuMa Le Havre 2 boulevard Clemenceau, Le Havre, tel +33/02.35196262 http://lehavre.fr

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