acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Tutto merito di mio marito

Valeria Raciti: dalla vittoria a Masterchef fino alla Prova del Cuoco

Gio 26 Set 2019 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 8

 Valeria Raciti non è uno chef, meglio chiamarla cuoca, anche perché il suo presente e il suo futuro sono in cucina, ma fino a ieri era una semplice segretaria amministrativa cresciuta in provincia di Catania. Poi un brutto periodo nella vita di Valeria spinge il marito a iscrivere la moglie alle selezioni di Masterchef e lei, dopo aver conquistato uno dei 20 grembiuli e la finale, è salita sul gradino più alto del podio catturando tutti con il suo sorriso. “Amore. Curiosità. Istinto. La mia cucina felice”: è il titolo del suo libro, pubblicato da Baldini+Castoldi. Sua nonna è stata la sua musa: quando assaggiava qualcosa preparato da lei pensava che non potesse esisterne una versione migliore. Il suo desiderio oggi è che, un giorno, la gente possa provare le stesse sensazioni, mangiando i suoi piatti.
 
Chi è Valeria Raciti?
«Una ragazza di 32 anni cresciuta in provincia di Catania che nella vita ha fatto tutt’altro fuorché occuparsi di cucina per professione. Sono passata dall’essere una segretaria a essere una chef, assecondando quella che è sempre stata una passione. Da piccola sognavo un futuro da medico, da avvocato o da insegnante. La mia giovinezza l’ho vissuta in maniera semplice, lavorando e aiutando in casa. Ecco perché questo stravolgimento nella mia vita è stato così inatteso. Ho riscritto il mio futuro». 
 
L’amore per la cucina da dove arriva? 
«Da mia nonna materna. Da piccola mia madre lavorava sempre così passavo molto tempo a casa sua, che praticamente viveva in cucina. Era l’ambiente dove si parlava, dove facevo i compiti e naturalmente dove si cucinava. Le ricette mi si sono impresse, forse involontariamente in maniera fisiologica. Quei profumi, quei suoni e la mia golosità hanno fatto presto crescere in me la passione. A sei anni mi ritrovavo a impastare farina, zucchero e uova senza proporzioni esatte, non solo per il gusto del divertimento, ma anche per provare ad aiutare mamma. Tornavo comunque a casa con la cena già preparata… dalla nonna. Proprio quel gesto d’amore, che crescendo ho imparato a riconoscere, ha acceso in me il desiderio di cucinare per gli altri».
 
Come era la cucina della nonna?
«Tradizionalissima. Non si buttava nulla, aveva l’orto e un pollaio, così in casa non mancavano mai uova e verdure fresche. Oggi diremmo che era una cucina a km zero. Eravamo noi ad adattarci ai ritmi della natura e non il contrario. Si raccoglieva quel che le stagioni davano. Se c’era sovrabbondanza di un ortaggio veniva riproposto tutte le settimane, più volte al giorno, in tutte le combinazioni e preparazioni possibili. Ci voleva creatività per variare ricette, avendo pochi ingredienti a disposizione, e in questo nonna era una maestra. In famiglia siamo tutti autodidatti, si imparava stando a fornelli tutti i giorni».  
 
Qual è l’insegnamento più grande che le ha lasciato e quale piatto le dedicherebbe? 
«Mi ha insegnato ad essere me stessa, mi diceva che era l’unica alternativa valida che avevo e per il resto mi diceva: “Guarda, si fa così”. Cercavo di apprendere quanto più possibile dai suoi movimenti. Non potevo essere come lei, visto che non mi spiegava come fare le cose a modo suo. Quindi ho dovuto interpretare e, con il tempo, fare mio quel che vedevo. Il piatto a cui penso quando la immagino è la pasta alla norma piccante. Ne aveva sempre una base pronta in frigorifero in caso di visite inattese. Accontentava e soddisfaceva tutti».
Ha conquistato il palato dei giudici di MasterChef 8 con il tortino di alici a beccafico con insalata di cavolo trunzo e cipolla di Giarratana.
 
Come nasce questo piatto?
«Nasce da un insieme di cose. Dal rispetto e dall’amore per la mia terra, che ho voluto mettere in un piatto e servire ai giudici. Nasce dalla volontà di sintetizzare i prodotti gastronomici siciliani e farli conoscere “anche” al grande pubblico in tv. Avevo una grandissima occasione e con orgoglio ho vestito i panni della promotrice della mia regione. Quel piatto nasce anche dal ricordo di mia nonna e di come lavorava il pesce. Ho utilizzato le alici al posto delle sarde (usate nella preparazione a beccafico), come amava fare lei». 
 
Da segretaria amministrativa alla vittoria di Masterchef. Com’è cambiata la sua vita? 
«È cambiata totalmente. Ho sempre amato quello che facevo, ma ho sempre sentito che qualcosa mi andava stretto. La mia personalità aveva bisogno di esprimersi attraverso un lavoro più fantasioso. Poi la vita mi ha messo di fronte alla perdita di tre persone molto importanti: mio padre, mia suocera e mia nonna. Ero diventata anaffettiva, facevo fatica a piangere, a ridere. Così mio marito per scuotermi mi iscrisse a Masterchef, nonostante la mia iniziale reticenza. Fu sicuramente terapeutico. Quest’anno sarò in giro a fare show cooking, per poi dedicarmi a progetti a lungo termine nella mia terra. Vorrei aprire un locale tutto mio, ma prima sento l’esigenza di studiare. Mi manca la giusta formazione, investirò in questo». 

Le emozioni come si tengono a bada in tv?  
«Se c’è un modo, io non lo conosco. All’inizio riuscivo a tenere a bada l’ansia, convincendomi che fosse assolutamente plausibile che qualcuno più bravo di me potesse eliminarmi. Sapevo che non avrei perso nulla e che mal che vada sarei tornata a casa dopo una bellissima esperienza. Col tempo però lo stato d’animo è cambiato e più progrediva il programma, più diventava importante restare. Ero in un periodo personale molto difficile e finalmente ero riuscita a ritagliarmi del tempo che mi aveva fatto di nuovo concentrare su me stessa e aveva dato corpo alla mia passione. Passavano le puntate e prendevo sempre più consapevolezza delle mie capacità: a quel punto tornare a casa iniziava a pesare. Arrivata in finale poi tutto cambia di nuovo e rimangono solo le emozioni positive. Quello di Masterchef è stato per me un percorso terapeutico, oltre che formativo». 
 
Suo marito lo ha ringraziato?
«Mio marito lavora nel campo dell’edilizia. Mi segue e mi supporta nonostante il suo lavoro sia impegnativo più del mio. Cerca di darmi la priorità su tutto e per questo mi sento una donna incredibilmente fortunata». 
 
Il suo giudice preferito? E quello con il quale ha legato meno?
«Non si può parlare di legami all’interno del programma e poi c’è molta rigidità sulla distanza da tenere con i giudici. Per empatia però Cannavacciuolo è quello che stimo da sempre. Lui, come Locatelli, ha negli occhi qualcosa di molto comunicativo, fin dal primo sguardo. Con Bastianich sentivo meno affinità, come anche con Barbieri, per una questione di lontananza in fatto di cultura culinaria. Con Barbieri però ho adorato preparare i tortellini: un maestro da cui ho imparato molto».
 
 “AMORE. CURIOSITÀ. ISTINTO. La mia cucina felice”: cosa c’è dentro il suo libro?
«Io. In tutto, in ogni sfumatura. L’ho scritto pensando di cucinare a 4 mani con il lettore. Volevo essere il più chiara, semplice, precisa e diretta possibile. È un libro per tutti, che descrive le mie ricette, il mio territorio, i miei segreti e i trucchetti che ho imparato.Un libro generoso, che non racconta male le preparazioni apposta per confonderti e scoraggiarti. La generosità nel dispensare tutti i consigli che conosco ripagherà il lettore della fiducia accordata durante l’acquisto».
 
Cosa c’è nel suo futuro? 
«Vorrei saperlo anche io, tante cose anche a livello familiare: non abbiamo ancora dei figli e potremmo partire da lì magari. Cerco di guardare al futuro con serenità, puntando sempre a nuovi progetti. Mi sono ripromessa di tornare a studiare, non bisognerebbe mai smettere di formarsi. E poi punto ad avere un’attività mia. Tra le novità di questo nuovo inizio “La prova del cuoco”, dove curo una rubrica sulle conserve».                 


 
La mia cucina felice
Valeria Raciti è nata nel 1989 e la sua città d’origine è Aci Sant’Antonio (Catania). Ha conquistato un posto a Masterchef 8 grazie alla sua determinazione. Stesse qualità che l’hanno portata poi alla vittoria. Nella vita di tutti i giorni fa la segretaria amministrativa. Ha pubblicato per Baldini+Castoldi “Amore curiosità istinto. La mia cucina felice”.

Condividi su:
Galleria Immagini