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L’informazione libera che le persone cercano

Il Caffè di Roma diventa il settimanale della Capitale dopo una lunga esperienza in altre città

Mar 29 Ott 2019 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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Acqua & Sapone è il mensile più letto in varie regioni d'Italia, ma come editori pubblichiamo anche un giornale settimanale gratuito che si chiama il Caffè e che si finanzia con la pubblicità. Dopo la fase di lancio, anche a Roma è iniziata la distribuzione a cadenza settimanale. Lo pubblichiamo già in 30 città e il grande successo che stiamo ottenendo è dovuto al fatto che le persone leggono il giornale molto volentieri, per le notizie locali e per le nostre inchieste  indipendenti sul serio. Noi non abbiamo da difendere nessun potere o lobby, ma rispondiamo alla richiesta delle persone di un’informazione completamente fuori dalle logiche di potere o di partito. Siamo al 18esimo anno di attività di giornalismo e siamo sempre in crescita, come le formichine, totalmente in controtendenza a quello che sta succedendo nel mondo della stampa. Questo proprio perché le persone, gli italiani chiedono informazione veramente indipendente e noi stiamo rispondendo a questa richiesta. 

Abbiamo più di 40 collaboratori esterni e 30 fissi. Siamo una bella realtà e l’età media della redazione è molto bassa. Il giornale Il Caffè si differenzia dai giornali gratuiti che sono in giro perché è proprio un vero giornale, come quelli che si comprano in edicola, anzi direi addirittura di più, perché noi siamo appunto senza alcuna lobby da difendere, non siamo espressione di nessun partito e nessuna corrente politica, proprio perché siamo puro business: vivendo con la pubblicità, più lettori abbiamo, più pubblicità vendiamo, quindi non abbiamo nessun interesse a schierarci. Questo però, al di là delle mie parole, è testimoniato dal fatto che abbiamo ricevuto oltre 100 querele e denunce da parte di tutti partiti di movimenti politici, tutti tutti tutti. 

Tutto sempre archiviato, perché noi facciamo vero giornalismo, scriviamo cose che sono documentate. Non possiamo neanche permetterci di pagare risarcimenti, non ci sbilanciamo più di tanto, scriviamo quello che è documentabile. D’altronde leggendo i documenti si possono dire molte più cose di quello che fanno i giornali che sono in circolazione, anche a Roma e in tutta Italia. Perciò abbiamo il gradimento del 97% delle persone dai sondaggi. Pertanto noi continuiamo su questa strada perché è quella che ci permette di crescere, di dare posti di lavoro e di essere al servizio delle persone. Il nostro punto di forza proprio al livello culturale è essere a servizio delle persone, utilizzare il giornale non come un potere o al servizio dei poteri, ma come un servizio per le persone che ci lavorano, ma soprattutto per le persone che ci leggono e per gli inserzionisti pubblicitari, che sono imprenditori sani, veri, che fanno prodotti e li devono vendere e noi li aiutiamo a vendere attraverso questa pubblicità. Sia io che il mio socio siamo due tecnici del marketing, però siamo innanzitutto persone, cioè noi ci riteniamo al servizio della vita e della cultura, dello sviluppo, del futuro: abbiamo due figlie piccole, pensiamo a loro e ai giovani, ci preoccupiamo di loro e non ci troviamo in questo mondo, anche a Roma, in tutto questo degrado che c’è, in questa corruzione. Noi non ci stiamo. Siamo fortemente preoccupati per questo tipo di cultura e stiamo lavorando con le persone che come noi sono desiderose di un futuro, di una speranza di vita diversa, che non abbia questi orizzonti così ristretti. 
Infatti - questo è anche il segreto del nostro successo -, le persone ci leggono anche perché c’è uno spessore culturale dietro, un progetto molto più grande, che va ben oltre la cronaca locale e le inchieste giornalistiche.

Abbiamo progetti anche per svilupparci in tutta Italia, sempre come le formichine, perché noi rinunciamo a finanziamenti strani e non vogliamo far entrare nessuno in società con noi, siamo 2 ma abbiamo rinunciato a molto soldi, ci hanno fatto molte proposte. Vogliamo rimanere indipendenti sul serio.

Siamo indipendenti al 100%, perciò rinunciamo anche a quel tipo di pubblicità che è molto frequente, specialmente presso certi tipi di istituzioni importanti, che sono in realtà delle mazzette mascherate da pubblicità, cioè fanno  pubblicità perché poi vogliono influire sulla linea editoriale. Chi è dell’ambiente del giornalismo purtroppo sa che queste dinamiche sono molto forti, molto radicate. Questo a noi non interessa: vogliamo lavorare con gli imprenditori che hanno interessi a fare la pubblicità, altrimenti non ci troviamo, perché io ho giornalisti molto seri. In Italia penso che la maggior parte dei giornalisti sia molto seria e molto valida, ma gli editori no; allora noi come editori non ci siamo mai permessi, e siamo al 18esimo anno di attività, di costringere o fare qualsiasi pressione su qualsiasi giornalista per scrivere qualcosa che non era conforme alla realtà, oppure una forzatura. Noi partiamo dal rispetto della persona e facciamo un lavoro che probabilmente sembra quasi difficile da credere per chi è dell’ambiente. Ho visto che hanno anche qualche difficoltà a credere a questo che sto dicendo, ma per noi è la normalità.  

Da sempre abbiamo rinunciato a tanti tipi di pubblicità, per esempio maghi e cartomanti: sono venuti anche in redazione, ci hanno pregato di fare la pubblicità, pagando anche anticipato, perché i soldi ce li hanno, ma noi non vogliamo avere a che fare con queste persone. Perché secondo noi le persone vanno rispettate e non ci sembra affatto rispettoso invitare al gioco d’azzardo e alle slot machine che come i cartomanti e  i maghi si approfittano delle debolezze delle persone. Noi non ci stiamo e anzi denunciamo continuamente questo sfruttamento delle debolezze delle persone. 

Abbiamo fatto molte inchieste giornalistiche dove abbiamo smascherato questa truffa che lo Stato fa nei confronti dei poveri in Italia, perché alla fine tutto è stato mascherato dal fatto che “almeno incassiamo tasse”, invece non è vero, perché aumenta il gioco d’azzardo, le slot machine fanno incassare pochissimo perché c’è molta evasione fiscale. Non accettiamo neanche la pubblicità delle prostitute di cui sono pieni molti giornali. Anzi siamo pronti a fare battaglia contro le richieste di legalizzazione della prostituzione sempre con la scusa di fare entrare tasse, così il fisco ne beneficia, ecc: non è vero, sono tutte stupidaggini. Abbiamo fatto già inchieste giornalistiche in questo senso nei paesi dove questo è già in vigore, tipo la Germania, Austria, Svizzera, che hanno smascherato questo inganno: non è vero che le donne sono più libere, non è vero che il fisco incassa molto di più, non è vero che si sottrae alla delinquenza. Semplicemente chi sfrutta la prostituzione oggi in Italia in maniera delinquenziale, domani se passa questa legge, lo farà legalmente e così sarà più difficilmente punibile, però di fatto continuerà a sfruttare queste donne che non sono libere. C’è una banalizzazione di tutto, noi non ci stiamo e siamo anche contenti di avere il sostegno di tutti i nostri lettori che sono tantissimi e che la pensano come noi.
 

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