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Jennifer Lopez: a un passo dall’Oscar

Se è vero che serve una statuetta per essere prese sul serio, il 2020 potrebbe essere l’anno di JLo, che punta all’Oscar con “Le ragazze di Wall Street”. Intanto, a 50 anni, fa ancora girare la testa

Mar 29 Ott 2019 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Elizabeth Hurley fa la regina inglese in tv (“Royals”), Michelle Pfeiffer diventa supercattiva delle favole (“Maleficent 2”) e Sandra Bullock riceve alcuni dei cachet al femminile più alti dello showbusiness (“Gravity”). Insomma c’è vita dopo i 50 anni anche per le dive di Hollywood, che fino a qualche anno fa venivano “rottamate e pensionate” già a trenta. Se mai ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma basti pensare alla visione green di Jennifer Lopez in passerella per Versace alla Milano Fashion Week. Lo stesso vestito (jungle dress) che due decenni prima ha di fatto inventato la ricerca su Google Immagini, torna in scena con molto meno tessuto e molta più grinta con un carisma senza precedenti. E con buona pace degli scheletrini adolescenti che hanno popolato le sfilate dell’ultima stagione. 

JLo ha dimostrato che è il carattere a fare l’abito e non viceversa. Tanto che anche su grande schermo torna svestita ma agguerritissima, nei (pochi) panni di una stripper per “Le ragazze di Wall Street – Hustlers”, al cinema il 7 novembre e in anteprima mondiale al Festival di Toronto. Chi non avesse idea di come funzionano gli eventi di questo genere, deve sapere una semplice verità: spesso vengono premiati e osannati film che nessuno mai vedrà in sala. Per la durata estenuante della pellicola e per i virtuosismi spesso egoriferiti del regista, certo, ma soprattutto per una ragione molto più elementare: nessuno li compra. Finiscono nel dimenticatoio ma restano comunque pilastri dei festival, capolavori senza pubblico, drammoni infiniti sulle sciagure umane. In pratica più sono pesanti e insostenibili e più vengono applauditi dai critici. Jennifer Lopez ha compiuto un mezzo miracolo: ha portato alla manifestazione – una delle tre più importanti al mondo assieme a Cannes e Venezia – una commedia brillante, ironica, sagace e al femminile, pur senza bandiere femministe, e ha fatto impazzire tutti. Si è gridato all’Oscar e lei si è messa a piangere in diretta TV. Con buona pace dell’equipe di truccatori... Va detto che JLo non ha mai un capello fuoriposto, una sbavatura di trucco e neppure l’ombra di un’occhiaia: è una macchina perfetta per far soldi, un soldatino impeccabile e tenace. Eppure la sola ipotesi del riconoscimento più alto ha crepato la corazza studiata ad arte e ne ha mostrato una splendida umanità.

Ha passato l’estate dei suoi 50 anni in tour con la sua famiglia, sfatando un mito che la mezza età vada camuffata. Non è mai stanca?
«Ci ho pensato bene e mi sono chiesta: “Perché non farlo?”. Per me dar potere alle donne vuol dire proprio metterle sotto i riflettori a livello diverso». 

Come le spogliarelliste di “Le ragazze di Wall Street”?
«Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa: le stripper non sono escort. Ci sono troppi pregiudizi nei loro confronti che spero vengano sfatati nel film. Non vanno a casa con i clienti e non si prostituiscono, sono ballerine di pole dance e noi dovremmo sospendere sempre questi giudizi».

E nel film giocano un brutto scherzo ai ricchi clienti broker…
«In pratica si riprendono il potere che è stato loro sottratto e si fanno strada in un mondo maschile. Certo, la mia Ramona ad un certo punto deraglia e si lascia accecare dall’avidità invece di cercare una via per sopravvivere, ma compie un viaggio emotivo incredibile, con tutte le sue fragilità».
 
Per una ballerina come lei esibirsi nella poledance dev’essere stata una passeggiata.
«E invece no e i lividi su tutto il corpo lo confermano. Ero tutta un dolore, dalla schiena alle gambe. È stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto nella mia carriera e in vita mia. Mi sono allenata duramente per essere credibile e disinvolta come lei, una tosta che non indietreggia mai».

Una gang al femminile si vede raramente. 
«E non solo davanti ma anche dietro la macchina da presa. Eravamo tutte donne e abbiamo messo in scena un universo underground pericoloso ma sexy».

Il suo fidanzato Alex avrà apprezzato?
«Lui ha assistito anche ai dolorosi retroscena e a tutti i progressi dei vari allenamenti per le acrobazie».

Cosa risponde a chi la invita a rallentare i ritmi e a starsene un po’ a casa con i figli?
«I sensi di colpa da madre ce li ho già. Invece di fare questo film me ne potevo rimanere a casa, ma sentivo che valeva la pena raccontare questa storia, anche se all’inizio avevo rinunciato».

In che senso?
«La prima volta ho davvero detto no per passare l’estate con i mei ragazzi. Non mi sono mai presa una vera pausa e sentivo che era il momento giusto, ma la produzione ha aspettato e ne è valsa la pena». 

Perché?
«Le vicende di queste ragazze hanno un respiro universale, parla di disperazione, di sbarcare il lunario, di opportunità e sopravvivenza».

E se vincesse l’Oscar?
«Ho lavorato sodo per vent’anni e quando ho letto le prime critiche positive ero a letto totalmente stordita e incredula. Vedere i risultati di tanti sforzi è bello e basta». 

 



LA GOLDEN GIRL

Jennifer Lynn Lopez, neo-cinquantenne di origini portoricane nata a New York, ha una lunga lista di voci nel suo curriculum, su cui spiccano quelle di cantante e attrice, affiancate da quella di imprenditrice, ballerina e produttrice. Forbes l’ha incoronata artista latina più ricca al mondo e nel 2012 celebrità più potente al mondo. Con 102 milioni di follower su Instagram, JLo trasforma tutto quello che tocca in ora. Basti pensare alla passerella dell’ultima Milano Fashion Week dove ha incantato tutti per Versace indossando una versione riveduta – e accorciata – del famoso jungle dress con cui 20 anni fa ha fatto cadere a molti la mascella sul red carpet dei Grammy. E lo fa tuttora, come dimostrano i consensi al Festival di Toronto, alla premiere mondiale di “Le ragazze di Wall Street – Hustlers” (in sala dal 7/11), da lei prodotto. Ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame e una collezione di primati per i suoi 10 album. In tv è diventata poliziotta per “Shades of blue”, mentre al cinema ha spesso dato il volto all’eroina romantica, da “Shall we dance?” a “Prima o poi mi sposo”. Mamma di due gemelli di 11 anni, si prepara al quarto matrimonio con Alexander Rodriguez, ex sportivo. 


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