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La rappresentanza

Mar 29 Ott 2019 | di Carlo Cervasi | Il notaio risponde

Normalmente i contratti vengono conclusi di persona dall’interessato, tuttavia talvolta è possibile che una parte non voglia, ad esempio perché in conflitto con l’altra, o non possa, ad esempio perché incapace di intendere e volere o lontana, concludere direttamente il contratto o, più in generale, l’atto notarile.

La rappresentanza può discendere dalla legge o dalla volontà del rappresentato: esempi del primo tipo si hanno nel caso di rappresentanza dei minori o degli incapaci in genere, esempi del secondo tipo si hanno in caso di procura conferita ad un terzo.

Ove non sia la legge a disporre la rappresentanza in favore di un soggetto, come detto, soccorre la cosiddetta procura, che è un atto unilaterale con il quale una persona consente ad un’altra di concludere un contratto o, più in generale, di stipulare un atto al suo posto ed in suo nome e quindi, in definitiva di rappresentarlo.
Ciò significa che nell’atto vi saranno due parti, una formale, ossia colui che interviene nell’atto e una sostanziale, ossia la persona sulla quale ricadranno gli effetti, attivi e passivi, del contratto stipulato. Così, se Tizio interviene a mezzo del procuratore Caio nell’atto di compravendita con Sempronio, l’atto verrà concluso da Caio (parte formale) ma gli effetti, ossia l’acquisto della proprietà e l’obbligo di pagare il prezzo, ricadranno su Tizio (parte sostanziale).
Il meccanismo della rappresentanza è utilizzabile in quasi tutti i contratti e gli atti, ma ve ne sono alcuni, detti personalissimi, che non possono essere conclusi per procura: tra questi il testamento ed il matrimonio. In particolare, il matrimonio in rarissimi casi - ossia per i militari in tempo di guerra e quando uno degli sposi risiede all’estero e concorrono gravi motivi - può essere contratto per procura. Si ritiene tuttavia che si tratti di un fenomeno in parte diverso, ossia della cosiddetta ambasceria, perché il rappresentante non manifesta una propria volontà: il cosiddetto procuratore alle nozze può solo riferire la volontà del mandante di sposarsi con una determinata persona, non può né sceglierla, né decidere se acconsentire o meno al matrimonio.
Per la procura è richiesta la stessa forma prescritta dalla legge per il contratto che il rappresentante deve concludere. Così, se si conferisce procura a vendere un immobile, la procura dovrà essere necessariamente conferita per iscritto e, poiché la vendita andrà conclusa con atto pubblico o scrittura privata autenticata per la pubblicità nei registri immobiliari, queste ultime forme andranno rispettate anche per la procura.
La procura inoltre, potrà riguardare un singolo atto (ad es. procura a vendere un determinato immobile) o una pluralità di atti, e potrà avere ad oggetto solo l’amministrazione ordinaria o anche quella straordinaria. In linea generale, comunque, il contenuto della procura può essere il più vario e viene determinato di volta in volta dal mandante.
La procura, infine, si estingue per revoca, morte o sopravvenuta incapacità del rappresentato.
 

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