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Stavo per abortire, ci ho ripensato

In sala operatoria, l’infermiera mi fa: “Non potrai più tornare indietro”. Scappo via e vado da quell’Associazione. Ora c’è Samuel

Mar 29 Ott 2019 | di Patrizia Lupo | Bambini

Ancora piccolina con altri fratelli, ho raggiunto i miei genitori venuti in Italia per lavoro. Vivevamo in un seminterrato,  umido e fonte per noi di continui malanni. Sono cresciuta con la determinazione di voler migliorare la mia vita, per farlo ho iniziato a studiare e a lavorare. 

Il giorno della  laurea ero felice perché avevo raggiunto il mio traguardo. Da due anni frequentavo un ragazzo, ci volevamo bene, avevamo tanti progetti ancora da realizzare, per affermarci ognuno nella propria strada. La scoperta della gravidanza la vivo come uno schiaffo in faccia. «Non voglio un figlio, non adesso!», tutto dentro di me si ribella, perché lo vedo come un impedimento. Siamo soli davanti a questo problema perché le famiglie non ci sostengono. Pensiamo che l’aborto sia l’unica soluzione ai nostri problemi, la decisione però è sofferta. Quanti dubbi in quei giorni! Ne parlo con una signora di cui ho stima, anche se so come la pensa. Lei mi dice di non abortire, di avere fiducia che le cose si sistemeranno e mi parla di un’Associazione che conosce, il Segretariato Sociale per la Vita  che aiuta anche economicamente donne in attesa e in difficoltà come me. L’ascolto ma non sono convinta. Parliamo con il mio ragazzo per ore senza trovare una soluzione. Così il giorno dell’intervento sono in sala operatoria. Chissà, forse l’incertezza traspariva dal mio viso perché l’infermiera mi domanda: «Sei sicura? Dopo non potrai più tornare indietro». 

È un attimo, scappo via. 
Il mio ragazzo è fuori che aspetta, ma ce ne andiamo preoccupati più di prima. Quando abbiamo fatto l’ecografia, però, abbiamo realizzato di aver fatto la scelta giusta, quella che ci ha cambiato la vita. E dopo? Abbiamo chiesto aiuto all’Associazione: ci ha accompagnato e sostenuto con il Progetto Gemma, un aiuto economico per 18 mesi con cui affrontare le spese del bambino. Le nostre famiglie? Hanno dovuto accettare, anche se di malavoglia, la nostra decisione di avere il bambino. Noi? 
Ci siamo sperimentati in un nuovo percorso di vita: niente è stato facile e ci è costato anche tanti sacrifici. Poi però è nato Samuele, la nostra ricompensa. E mi sono scoperta mamma: la cosa più bella e più dolce della mia vita. P.S. mi dimenticavo i nonni: tutti felici!        

Per un aiuto sano
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 
 

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