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Nel cuore della terra ligure

In visita al complesso carsico delle grotte di Toirano

Mer 30 Ott 2019 | di Nadia Afragola | Bella Italia
Foto di 8

L’Italia che non ti aspetti, la Liguria che non pensavi esistesse, le profondità della terra che non credevi di poter visitare, attraversare, respirare, vivere… prima di riemergere e scoprire quanta bellezza non è stata ancora svelata. 

Siamo stati in Liguria, a Toirano, in provincia di Savona, in un comune di 2.600 anime, a circa 3 km dal mare. La posizione geografica, e le condizioni naturali di questo piccolo paese hanno consentito all’uomo di insediarsi già dalla lontana preistoria. A renderlo unico la continuità storica di tracce umane, dall’età della pietra, a quella romana, fino ad arrivare a quella bizantina e quindi al medioevo. Circondato da mura, difeso da fossati, dal fiume, dalla cinta delle case-torri da ogni lato, il paese ancora oggi conserva due delle cinque porte di accesso, mentre delle torri medievali è rimasta quella che è diventata il campanile. 


NEL CUORE DELLA TERRA 
Ciò che però tutto il mondo conosce di Toirano sono le Grotte, per problemi di sicurezza, visitabili obbligatoriamente guidati dal personale specializzato. Ci arrivi risalendo la Val Varetella, costeggiando un massiccio calcareo di dolomiti grigie, solcato da una serie di valloni in cui si aprono oltre 150 caverne naturali. 
Le grotte di Toirano, nell’entroterra di Borghetto Santo Spirito, rappresentano un patrimonio culturale straordinario, oltre ad essere una delle maggiori attrattive che l’entroterra della Riviera Ligure di Ponente offra al turismo internazionale. 

LA GROTTA DELLA STREGA
Le Grotte della Bàsura (strega in italiano) scoperte nel 1950, si aprono sul fianco sinistro del Vallone del Vero, rese celebri dalle impronte di uomini del Paleolitico superiore (età circa 12.000 anni) e dai reperti paleontologici costituiti da ossa di circa 30.000 anni. Attraverso un percorso di 1.300 metri, e uno sviluppo di 450 metri, siamo sprofondati fino a 50 metri sotto terra, fino ad arrivare nel cimitero per orsi delle caverne più grandi d’Europa, non prima però di essere passati nella Sala del Laghetto, abitato da piccoli crostacei troglobi del genere Niphargus. Siamo nel reticolo carsico più basso, tutto intorno le tipiche stalattiti e stalagmiti, laghetti, anfratti e le spettacolari concrezioni “mammellonari”, un unicum nel panorama delle grotte turistiche europee. Davanti a noi impronte di zampe, graffi di artigli e resti di animali che usavano le Grotte di Toirano per andare in letargo. Uno spettacolo della natura, vissuto nel ventre della terra, che fino al 1950 permetteva l’accesso solo al primo ambiente. Poi un gruppo di giovani grottieri di Toirano ha rotto la colata stalagmitica che ostruiva il fondo della grotta. L’abbattimento di questa coltre stalagmitica di 2.50 metri ha permesso l’accesso ad una zona interna di 400 metri. Siamo nel 1960. Un museo naturale ricco tanto di formazioni rocciose, quanto di tracce lasciate sia dall’uomo che dagli orsi. Qui sono conservate le impronte dell’Homo Sapiens durante il Pleistocene superiore e dell’Ursus Spelaeus, l’orso delle caverne oramai estinto. L’orso utilizzò la grotta per lungo tempo, tra i 50.000 e i 24.000 anni fa ed è stato possibile stabilire, dopo attenti studi sui fossili conservati, che furono in tutto 139 gli orsi che vi passarono e qui rimasero. Oltre al passaggio dell’orso delle caverne si scoprì in un secondo momento che anche l’Orso Bruno ebbe modo di trovare riparo nelle grotte di Toirano.   

LA GROTTA DI SANTA LUCIA
Proseguendo nella visita si arriva alla Grotta di Santa Lucia Inferiore, che si sviluppa per 500 metri, scoperta come dicevamo solo in un secondo momento, e caratterizzata dai fiori di calcite e da cristalli di aragoniti che ricoprono le pareti delle ampie sale. Spettacolare la Sala del Pantheon dove è conservata la concrezione più grande di tutto il percorso, parliamo di una colonna che raggiunge gli otto metri di altezza. L’ultima parte della Grotta di Santa Lucia è stata utilizzata come rifugio dalle famiglie di Toirano durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e oggi ospita laboratori didattici di archeologia sperimentale. Le due grotte comunicanti grazie ad un traforo artificiale (lungo 115 metri) sono lunghe circa 1.500 metri e visitabili in circa 70 minuti. Ci sarebbero anche la Grotta di Santa Lucia Superiore, che ospita nella parte anteriore un santuario del XV secolo e la Grotta del Colombo, con una galleria di 50 metri, chiusa al pubblico ma visitabile su richiesta.  

Il complesso carsico è una delle maggiori attrazioni turistiche della Liguria anche in virtù delle scoperte fatte e delle tante testimonianze dell’uomo preistorico. I resti parlano chiaro, tutto (o quasi) è stato interpretato: le impronte di piedi, mani e ginocchia nella “Sala dei Misteri”, le palline di argilla attaccate alla parete, contro la quale furono scagliate, per tener fede si presume ad un rituale religioso, le tracce di carbone sulle pareti, prodotte dalle torce che venivano battute contro la roccia per ravvivare la fiamma. E per questo occorre ringraziare tutti i ricercatori arrivati da ogni angolo del mondo per studiare un simile patrimonio naturalistico ed archeologico.



 


LA SETTIMANA DEL PIANETA TERRA

Dal 13 al 20 ottobre si è tenuta in tutta Italia la Settimana del Pianeta Terra, il Festival nazionale di divulgazione scientifica delle Geoscienze. L’Italia intera è stata il palcoscenico di oltre 100 Geoventi, organizzati da Università, scuole, enti di ricerca e locali, associazioni culturali e scientifiche, parchi e musei. La Settimana del Pianeta Terra è nata nel 2012 per volere del paleontologo Rodolfo Coccioni, direttore dell’Osservatorio Scientifico Pianeta Terra e del geologo Silvio Seno, entrambi impegnati da tempo sul piano della divulgazione scientifica e della sensibilizzazione sul tema della protezione delle risorse naturali (acqua, paesaggio, suolo). 



 


TOIRANO UNA DELLE 22

Le Grotte di Toirano sono una delle 22 grotte turistiche italiane a far parte della AGTI (Associazione Grotte Turistiche Italiane). Non è facile essere accettati all’interno dell’Associazione. È necessario possedere diversi requisiti, dal comfort, all’agibilità dei sentieri, che devono essere percorribili in sicurezza da chiunque. È richiesto anche un impianto elettrico che sia efficiente e affidabile, come anche delle corrette e puntuali informazioni fornite dalle guide, le dovute precauzioni per la tutela ambientale e periodi di apertura e orari ben definiti che garantiscano la possibilità di effettuare le visite nei tempi previsti. Se vi sembrano semplici condizioni, sappiate che non è così facile soddisfare tutti questi diktat sotto terra. Ogni anno sono comunque oltre un milione le persone che visitano il mondo sotterraneo delle grotte associate. 



 

 

IL MUSEO PREISTORICO DELLA VAL VARATELLA “NINO LAMBOGLIA”

Prende vita negli spazi adiacenti alla biglietteria e raccoglie tutti i ritrovamenti archeologici e paleontologici effettuati nelle grotte della vallata, compreso un eccezionale scheletro, intero, di una giovane lince. Questo e altri reperti hanno avuto la fortuna di essere recuperati nel 1999 dal Nucleo Carabinieri tutela del Patrimonio Culturale, dopo essere stati illegalmente sottratti da clandestini. 

 

 

 


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