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Benino, il pastorello che dorme...

… ma vede Gesù. Bambino più di tutti, è lui la “star” del presepe!

Gio 21 Nov 2019 | di Francesco Buda | Attualità
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Non lava panni, non porta legna né frutti alla grotta, non suon la zampogna. Non è intento a nessuna attività, come tutti gli altri. Lui dorme soltanto. Beatamente, per terra, vicino alle sue pecorelle. 

È il “segreto” di Benino, vera star del presepe tradizionale napoletano. Dolcezza, incanto, semplicità, umiltà che innalza. Non è un distratto superficialone che non sa vegliare in attesa che nasca il Verbo incarnato, il Salvatore che l'umanità attende. Lui è invece lì presente in un modo speciale. È raccolto in sé, laddove abita l'anima con le più profonde corde della persona. Partecipa così all'arrivo della buona novella nel modo, forse, più intenso: attraverso l'inconscio. Del resto, è in sogno che l'angelo rassicura Giuseppe dormiente sulla singolare gravidanza della sua sposa Maria. E i magi, dopo che avevano avvisato Erode dell'imminente nascita di Gesù e dopo avere trovato il neonato a Betlemme, furono avvertiti in sogno di non ripassare da quel re geloso e violento perché voleva uccidere il piccolo. Benino, invece, vede quel Bambinello innocuo ma tanto temuto dal potente sovrano. Lo vede in sogno. L'ardore del suo cuore non ha clamori. Ma è tutto presente, sotto il cielo stellato, in sintonia con il creato, in attesa del creatore che si fa bambino. È proteso verso il primo e unico “Re” che non vuole sudditi e governa con giustizia nella pace, è così tutto rivolto a lui… che dorme. Lo incontra non con i ragionamenti, ma con il cuore e con tutto se stesso proprio perché in beato abbandono. Il pastorello Benino è abbandonato al Bambinello in arrivo. Nella tradizione napoletana – e quindi italiana - Benino è una vera “autorità” in materia: è presente nella celebre Cantata dei Pastori, opera del teatro di fine '600, appuntamento tuttora immancabile a Napoli con il mitico Peppe Barra in scena. 

Secondo la leggenda, Benino sta sognando lo stesso presepe in cui dorme. O, se si preferisce, dorme nello stesso presepe che sogna. Guai a svegliarlo: svanirebbe il presepe. 
Gli studiosi e gli eruditi mostrano il legame del pastorello dormiente con il grande poeta latino Virgilio, con Dante Alighieri smarritosi nella selva oscura proprio per poter fare il suo viaggio verso Dio, e lo associano ad altre importanti tradizioni letterarie. 
A noi basta collegarlo al nostro cuore: svegli o in braccio al sonno, è lì che vive il Bambino. Distratti e addormentati da tante cose, Benino ci dà la sveglia: il piccolo tutto Amore, Luce, Pace e Verità è in arrivo. Anche quest'anno. Anzi: ogni giorno.
 

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