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Emilia Clarke: regina di draghi e di cuori

Chioma argentata, armatura da guerriera e draghi come compagni di viaggio: Emilia Clarke ha creato il personaggio pių iconico de “Il trono di spade”. E ora č l’eroina romantica di Natale…

Gio 05 Dic 2019 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
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Ne ha fatta di strada la sconosciuta e minuta Emilia Clarke da quando ha presentato per la prima volta Il trono di spade al Festival della TV di Monte-Carlo. In dieci anni la trasposizione a puntate di un fantasy culto della letteratura ha fatto la storia del piccolo schermo e lei è letteralmente sbocciata. All’epoca l’attrice londinese si mostrava timida e un po’ balbettante alla corte del Principe Alberto II di Monaco: diventava rossa in viso non appena un giornalista le rivolgeva persino la domanda più innocente, oggi invece fa della negazione la sua arma vincente. Sfugge come ogni stella di Hollywood degna di questo nome e si fa corteggiare dai designer più blasonati, come Dolce & Gabbana che le ha affidato la campagna della nuova fragranza. La lista delle richieste per apparire su un magazine o rilasciare un’intervista si allunga di settimana in settimana. E di quella ventenne innocente e alle prime armi non resta più la minima traccia…
 
La recitazione le ha regalato una sicurezza di sé nuova e capace d’intimidire. La raccomanda?
«Assolutamente no: a chi mi dice che pensa di voler fare l’attrice consiglio d’intraprendere qualsiasi altra carriera, perché questa è dura e ti spacca il cuore. Metti tutta l’anima in questa professione e spesso non funziona». 
 
Lei è un modello per una generazione intera. Che effetto fa?
«Lo considero un privilegio, ecco perché faccio attenzione a cosa condivido, assicurandomi di diffondere sempre la gentilezza».
 
Con quale genere di esempio è cresciuta?
«Mamma ha lavorato per tutta la vita nel marketing e mi ha mostrato con l’esempio che, in quanto ragazza e donna, non c’è nulla al mondo che non potrei fare, se lo voglio». 
 
Cosa ne pensa della battaglia femminista a Hollywood?
«C’è ancora molta strada da percorrere per ottenere una reale uguaglianza e per far sì che ogni voce venga ascoltata. Per farlo occorre rieducare la società a partire dai ragazzi e cambiare così l’ambiente che ci circonda rendendolo più sano e sicuro».   
 
Si è mai sentita discriminata?
«Non occorre scomodare esempi eclatanti, si parte da piccole cose. Ad esempio in una riunione di lavoro proponi un’idea e sei donna, quindi ti senti dire “grazie” e si passa oltre. Se a tirare in ballo la stessa questione è un uomo, invece, gli si presta attenzione.  Ad un certo punto mi sono svegliata e ho capito che non ero io il problema, ma per affrontarlo non bisogna diventare più aggressive o alzare la voce, basta fare il proprio dovere al meglio, ma senza lasciarsi sminuire».  
 
Ha mai lottato per essere pagata quanto un uomo?
«Non è stato necessario, ne “Il trono di spade” sono stata retribuita con la stessa cifra del protagonista maschile, Kit Harington, anche se era il mio primo lavoro. Non ho avuto bisogno di verificare le cifre, il mio agente si è premurato di farlo a tempo debito».
 
In “Last Christmas” cambia totalmente registro e passa alla commedia romantica. Le dà fastidio però che quando le si chiede dei suoi personaggi si usi la definizione “donna forte”?
«Me lo domando tutte le volte e onestamente rispondo sempre spiegando cosa si provi ad interpretare una donna, fine della discussione. Quest’aggettivo non ha il minimo senso perché, se non è forte, allora cos’è? Qual è l’alternativa? Che è debole? Come potrebbe una protagonista esserlo? Semmai parliamo di posizione di potere, ma per carità basta con questa storia della “donna forte”, è frustrante perchè ad un uomo non si chiede mai cosa provi ad essere forte». 
 
Una volta si è definita una “pessima femminista”, cosa voleva dire?
«Semplicemente che a volte ti svegli e senti di non aver fatto abbastanza perchè c’è ancora molto da fare e lo dico sapendo di essere in una condizione incredibilmente fortunata perché la gente mi ascolta e si interessa a quello che dico. In fondo però sono una persona sola, un’attrice e non una politica e ne sento tutta la pressione. Vorrei lasciare il segno e non sprecare nessuna occasione, buttandomi anima e corpo con una mente aperta e un cuore generoso, ma ci sono giorni in cui pensi onestamente che non basti».  
 
Le è capitato di confrontarsi con le altre artiste del Time’s up?
«Non di persona, ma dal giorno dopo l’inizio del movimento l’atmosfera nella stanza è cambiata e con la consapevolezza che non sarebbe più tornata come prima».  
 
Con la fama de “Il trono di spade” alle spalle ha girato “Star Wars” senza fare neppure un provino?
«No, l’ho fatto eccome, ma sono stata chiamata per affiancare il protagonista, interpretato da Alden Ehrenreich che sono andata a conoscere a Los Angeles. Dopo di che, come per tutti i provini, ho aspettato la fatidica telefonata con pazienza».  
 
Nel caso di un franchise tanto amato le è stato comunque possibile dire la sua?
«L’ho sempre detta e a volte sono stata ascoltata e i miei suggerimenti sono finiti nelle scene. Mi sarei invece immaginata che non mi avrebbero permesso di toccare questo sacro terreno e invece mi sono sempre sentita coinvolta e apprezzata». 
 
Era già una fan?
«Mio fratello lo era e, siccome io da piccola facevo tutto quello che mi chiedeva, ho guardato tutti i film con lui decine di volte, con lo stesso stupore verso la magnificenza della storia. Quando ho ottenuto la parte, ho fatto una maratona della saga…».
 
Come ha fatto a mantenere il segreto sulla fine de “Il trono di spade”?
«Non è stato difficile e non solo perchè sono rimasta io stessa a lungo all’oscuro di tutto, ma anche perché amici e parenti che amano davvero la serie non hanno mai voluto anticipazioni di trama».
 
I fan attendono con ansia l’arrivo del cofanetto pieno di curiosità e retroscena della serie. Come ha affrontato le ultime scene?
«Ogni giorno di riprese ho scritto un diario perché quando sarò anziana vorrò rileggerlo e ricordare esattamente cosa provavo in quei momenti anche se le frasi più frequenti sono: “Mi fanno male i piedi. Sono stanca. Sta piovendo”.  Non credo che ci siano quelle rivelazioni che all’inizio pensavo di condividere sui miei vent’anni, niente di eclatante, insomma, solo pezzi di me stessa e di quella che per molto tempo è stata casa mia. Le emozioni sono agrodolci, grande emozione ma anche paura dell’ignoto».    

 


“IL TRONO DI SPADE” A CASA TUA
Il 4 dicembre è una data da segnare nel calendario e non solo per i fan perché l’arrivo in versione home video della collezione completa de “Il trono di spade” firmata Warner Bros, rappresenta l’evento della stagione. Lo speciale cofanetto limited edition comprende una reunion speciale con tutto il cast a Belfast, oltre a 15 ore di contenuti inedite. Otto stagioni in 38 dvd o 33 blu-ray non bastano: oltre al documentario “The Last Watch”, i creatori rilasciano 30 minuti con i creatori per segreti e dietro le quinte della serie cult, con un bonus di scene estese ed eliminate.

 


EROINA DI NATALE
Emilia Isobel Euphemia Rose Clark, classe ’86, è una delle star britanniche più corteggiate ad Hollywood. Tutto merito della serie tv “Il trono di spade” che il 4 dicembre arriva in versione home video con l’ottava stagione e con il maxi cofanetto con 15 ore di contenuti speciali. Tratto dai romanzi di George R.R. Martin (Mondadori), il telefilm ha guadagnato nove Guinness dei Primati e 59 Emmy, diventando il prodotto più premiato dall’Academy of Television Arts & Sciences. La regina dei draghi è diventata eroina romantica sia con “Io prima di te” che con “Last Christmas”, in sala dal 19 dicembre con un brano inedito di George Michael nella colonna sonora. Al Festival di Cannes ha presentato “Solo: a Star Wars story”, partecipando agli incontri al femminile di Kering, Women in Motion, organizzati da Salma Hayek. 

 


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