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Quando la famiglia dà il meglio

Lasciate che sperimentino il distacco, altrimenti come faranno ad avere nostalgia da adulti?

Gio 05 Dic 2019 | di Lucrezia L. | Bambini

“Meglio che stai attento, meglio che non piangi, meglio che non fai il broncio e ti dico perché: Babbo Natale sta arrivando in città”. Finché non sento Bruce Springsteen che canta “Santa Claus is coming to town” per me non è Natale. Lo so: è anche una festa religiosa e non va dimenticato l’anticonsumismo e chi è più sfortunato e tutte le altre cose giuste da dire. Ma c’è chi saprà dirle meglio di me. Io mi limito alla mia esperienza personale: per me il Natale è il momento in cui la famiglia dà il suo meglio. 
Io sono stata fortunata: famiglia numerosa, grandi riunioni, tanti altri bambini con cui giocare. La parola atmosfera quando si parla di Natale improvvisamente assume un significato fisico, tangibile. è una certa luce, certi suoni, certe parole, certi sapori. Sicuramente diversi per ognuno. Da bambina io e i miei cuginetti ci siedevamo intorno all’albero decorato, accerchiato dai regali che non vedevamo l’ora di aprire, ma che nessuno poteva toccare fino alla mezzanotte della vigilia, quando scattava una precisa procedura di distribuzione che trasformava la stanza in cui ci ritrovavamo in un tripudio di rumore di carta da regali strappata, esclamazione di stupore, risate, baci e ringraziamenti incrociati. Prima di quel momento, noi bambini ci specchiavamo in quell’albero pieno di luci che rimbalzavano sulle palline colorate. In quei riflessi, non so più come, coglievamo l’ispirazione per inventare, a turno, delle strampalate storie natalizie. Che notti, quelle notti.  
Arriva il momento di fare i regali e ho pensato di fare un giro sulla Rete per cercare qualche idea per fare regali a basso costo per i bambini della mia famiglia, rigorosamente tutti giocattoli. Per regalare libri o vestiti, c’è il resto dell’anno. Ci sono un sacco di idee. Con una decina di euro si trovano cose incredibili, se si riesce a sfuggire alla schiavitù dei giocattoli dell’anno, quelli iper pubblicizzati: una scatola di attrezzi giocattolo dell’Ikea, un drone di Lego, un set per fare braccialetti con gli elastici, anche una spada laser di “Guerre Stellari”! Come lo vedete il tappeto per giocare a “campana” in casa, quando fa freddo e non si può andare per strada? E una tazza a forma di pugno di Hulk? Ma il mio più grande regalo per i miei figli è riuscire a costruire un rituale natalizio. Un momento in famiglia che faccia provare anche a loro quel calore che io ancora avverto, anche se gli anni di zucchero filato dell’infanzia sono andati da un pezzo. Ne inventiamo uno insieme, anno dopo anno, ma tenendo presente l’effetto rassicurante della ripetizione dei gesti, dei suoni, degli odori. Non che debba sempre essere tutto uguale a se stesso, ma nemmeno bisogna cambiare tutto per forza. Ognuno può incastonarci i significati che ritiene più giusti, le cose in cui crede, i propri punti fermi, i gesti che gli appartengono, ma senza dimenticare che verranno ricordati a lungo. 
Canta Boss, canta la nostra canzone mentre preparo la pasta al forno e incarto i regali. E sarà subito di nuovo Natale. Ovviamente, ci sarà di mezzo l’adolescenza, il momento in cui l’albero di Natale comincia a perdere la sua attrattiva e le luci non incantano più. Ma senza quel momento di distacco non si crescerebbe mai e i figli resterebbero prigionieri di quei rituali. Lasciate pure che sperimentino almeno un po’ di distacco, sennò come faranno ad averne nostalgia da adulti? E comunque, buon Natale a tutti.

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