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Piero Pelů: in attesa di vedere Greta

Il mio rispetto per “madre terra” nell’ultimo disco

Gio 05 Dic 2019 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
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Piero Pelù è la sua musica. Piero Pelù è i Litfiba. Ma Piero Pelù in realtà è Pietro e il suo impegno politico e ambientalista, profuso attraverso gesti, accordi e parole. In pausa dai Litfiba, l’artista fiorentino è tornato con un brano che ha fatto non poco discutere: “Picnic all’inferno”. Riprende in modo musicalmente inaspettato il discorso che Greta Thunberg fece nel dicembre 2018 a Katowice (Polonia) in occasione della COP24, elaborando un brano in cui la sua voce si incontra e si alterna con quella della giovane attivista svedese. L’originale duetto è la dimostrazione della voglia continua del rocker di sperimentare, allargando gli orizzonti della musica senza però perdere mai di vista le sue origini. A novembre è stato impegnato in un mini-tour di sei date in giro per il nord Italia, accompagnato dai Bandidos e nel 2020 è prevista l’uscita del suo nuovo album, non fosse altro che per festeggiare i 40 anni di carriera.
 
Come nasce “Picnic all’inferno”?
«Al brano abbiamo iniziato a lavorare un anno fa, era già pronto a inizio estate. Ci sono delle frasi del testo che mi hanno anche un po' inquietato, a dire il vero. Ad un certo punto dico che Greta è come una nave di vichinghi che scende dalla luna fino ad arrivare alla Casa Bianca, che poi è quello che è successo quando ha preso la barca a vela per andare negli Stati Uniti: mi ha molto toccato la coincidenza. Quando scrivo cerco di lavorare per immagini, evidentemente quelle esistevano già da qualche parte».
 
Greta va così tanto di moda di questi tempi. 
«Non faccio canzoni su commissione, nascono per una esigenza interna e non penso a quello che il mercato mi darà, in tal caso smetterei di fare l’artista e inizierei a fare la macchina da soldi. Questo non fa parte del mio modo di concepire la musica e anche se può essere controproducente poco importa. Spero che la gente che ascolterà la mia musica sia portata a sviluppare una rinnovata sensibilità ambientalista. Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con il WWF, Greenpeace, Legambiente, in tempi e modalità differenti mi hanno coinvolto in loro campagne e tramite loro ho scoperto cose che mi hanno portato ad avere una maggiore consapevolezza di ciò che ci accade intorno».  
 
Perché Greta?
«L’utilizzo della voce di Greta è stato spontaneo. Vorrei interagire prima o poi con questa ragazza che ha fatto un discorso così importante al mondo. Il suo modo di parlare era non un rap, ma un parlato con una cadenza precisa, musicale. È per questo motivo che ho provato a inserirla nel mio canto quasi gospel, nelle strofe che avevamo pronte».
 
E così vi siete messi all’opera…
«Il suo discorso era molto lungo, ma ben presto ci siamo resi conto che andavano estrapolate le frasi più interessanti. La mia preferita è: “Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza”. Un concetto che vale in qualsiasi ambito. Pare che questi discorsi, la ragazza, se li scriva da sola, e questo serve a far capire a tutti la sua profondità, così giovane che sembra arrivare dalla Luna. Ha la fisicità di una ragazzina e il cervello di non si sa chi! Viviamo circondati da cemento, plastiche, elementi non naturali che sembrano dirci che la realtà è cambiata, ma non è così: veniamo dalla natura, non possiamo prescindere dal rispettarla».    
 
Piero, vuole fare la differenza? 
«Sulla questione ambientale sono sempre stato molto sensibile. Già da ragazzo quando ero boyscout e poi musicalmente con i Litfiba, sono stati tanti i testi scritti sul tema. Sono legato ad una sorta di attivismo molto personale, non codificato. Da sempre raccolgo di mia spontanea iniziativa le cose che trovo sparse per le spiagge e i sentieri di montagna. È una cosa istintiva quella di riuscire ad avere un impatto rispetto all’ambiente che sia il più possibile pari allo 0. Ho abbracciato spesso le cause ambientaliste anche se le parole che finiscono in “iste” sono molto pericolose. Non sono un talebano, né dell’ambientalismo, né del veganesimo. È giusto avere però un buon rapporto con l’ambiente, con quello che ci circonda, con “Madre Terra” come la chiamano gli amici indiani e come tante culture del mondo rispettano e professano da millenni. C’è un rapporto ancestrale tra gli individui e la terra in cui vivono, solo che a volte se lo dimenticano».              

 


PIERO PELÙ
Piero Pelù è il rocker travestito da cantautore impegnato che più di ogni altro ha influenzato generazioni di musicisti. A metà degli anni '80 fonda i Litfiba che per oltre un decennio sarà tra le band rock più amate a livello nazionale. Frontman di grande impatto scenico, lascia i Litfiba alle soglie del 2000 per tentare la carriera da solista. Tornerà nel gruppo fiorentino nel 2009. Ha pubblicato libri, vestito i panni del giudice in talent musicali (“The Voice of Italy”), calcato il palco di Sanremo da super ospite senza mai svestire i panni del ribelle.
 
 

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