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Tre giorni a Praga, tra Medioevo e Art Nouveau

Un fine settimana per visitare a piedi la capitale della Repubblica Ceca tra strade medievali, chiese e musei

Gio 05 Dic 2019 | di Emanuele Tirelli | Mondo
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Vale la pena. Vale un fine settimana e, possibilmente, pure qualche giorno in più. Ma per chi ha a disposizione solo un weekend, la capitale della Repubblica Ceca offre la possibilità di godere della sua storia, delle sue strade medievali, delle chiese, dei musei, del quartiere ebraico e del complesso del Castello. Anche perché è tutto concentrato, a portata di mano, da percorrere piacevolmente a piedi. 
Se l’idea è quella di trascorrere tre giorni intensi, atterrando di buon ora, questa può essere una buona divisione, naturalmente dormendo in centro, facilitati dal costo degli appartamenti che è decisamente contenuto rispetto ad altre capitali europee.

Primo giorno 
Siete appena arrivati, avete raggiunto la vostra camera e sistemato i bagagli. Il mio consiglio è quello raggiungere immediatamente il quartiere ebraico di Josefov (metro Staromestka). Qui ci sono otto secoli di cultura ebraica, ma c’è pure l’esperienza tremenda della Shoah. Con un solo biglietto, potete visitare il museo, le sinagoghe e il vecchio cimitero ebraico: chiuso il sabato, gli orari variano a seconda che ci andiate da aprile a ottobre o da novembre a marzo. 
A due passi ci sono anche la scultura dedicata allo scrittore Franz Kafka e il Convento di Sant’Agnese, l’edificio gotico più antico rimasto in città (XIII secolo).
Praga è bella, ma dovete pur mangiare, preferibilmente qualcosa di buono. Per spendere poco e avere un’ottima qualità, la macelleria Nase Maso (Dlouha 39) ha pochissimi tavoli ed è una garanzia. Altrimenti, proprio lì accanto (Dlouha 33), c’è Lokál: è informale, economico, e ci trovate i piatti della cucina tipica ceca.
Scendete leggermente verso sud e arrivate in Piazza della Città Vecchia, con chiese, guglie, edifici storici e l’orologio astronomico del 1490, un capolavoro della meccanica che fa radunare i curiosi a ogni scoccare d’ora, con la sua “sfilata degli apostoli”. Inoltre, durante le feste di Natale, ci trovate molte bancarelle di prodotti enogastronomici e artigianali. Un panino con la salsiccia o uno stinco di maiale possono essere il vostro street food in piazza, e non solo a Natale. Oppure, prenotate un tavolo nella piccola trattoria Mlejnice (Kozhna 488/14) e ordinate l’anatra o il gulasch nel pane.
Se le gambe non vi portano direttamente a casa, concedetevi una passeggiata sul lungofiume, il Moldava, e guardate in alto il castello illuminato: è lì che andrete dopo un po’ di meritato riposo.

Secondo giorno
Magari ci siete già passati o l’avete visto. Adesso è il caso di percorrerlo per immergervi nel medioevo e per salire su, al Castello. Il Ponte Carlo (commissionato nel 1357) è ornato di statue e, fino al 1741, è stato l’unico modo per spostarsi da una parte all’altra della città. Se volete ammirarlo meglio, dovete svegliarvi molto presto, perché viene preso d’assalto per tutto il giorno. La vista dall’alto della Torre del Ponte della Città Vecchia vale l’attesa, a meno che non soffriate di vertigini.
Avete fatto una buona colazione? Vi servirà. Il tragitto che vi porta al complesso del castello è suggestivo ma lungo e impegnativo. L’alternativa è quella di prendere la metro (Linea A, fermata Malostranska) o il tram (il 22 fino a Prazsky hrad). Se invece siete a piedi e volete fare qualche pausa, una può essere all’antica e barocca Chiesa di San Nicola; un’altra, poco più su, al Waffle Point U Kajetana (Nerudova 248/17) per colazioni dolci e salate, e una limonata con menta e zenzero rigenerante; un’altra ancora, sempre in Nerudova, per guardare le antiche insegne delle case, usate quando non c’erano ancora i numeri civici. 
Se vi siete alzati davvero di buon ora, avete anche il tempo per visitare Palazzo Wallenstein, del 1600, sede del Senato e ricco di giardini pieni di statue e fiori e fontane, siepi e grotte. 
Subito prima del Complesso del Castello, c’è quello del Santuario di Loreto, con sette cappelle, la chiesa barocca della Natività del Signore e la replica della Santa Casa.
La Loreta, questo è il suo nome, custodisce anche un tesoro di 6 mila diamanti, ed è stata costruita nel 1600 ispirandosi al Santuario di Loreto nelle Marche.
Bene. Adesso siete pronti per il vostro obiettivo più consistente: il complesso del castello. Preparatevi a trascorrerci alcune ore e non abbiate fretta. Potete visitare (a pagamento, con biglietti cumulativi) l’Antico Palazzo Reale, la pinacoteca, la splendida Cattedrale (gotica) di San Vito, la deliziosa Basilica (romanica) di San Giorgio, la Cappella di San Venceslao, Palazzo Rosenberg, Palazzo Lobkowicz (dove c’è anche un caffè per fare una pausa), il Vicolo d’Oro e la Torre delle Polveri. La Torre sud della Cattedrale di San Vito vi porta a 100 metri d’altezza per guardare tutta Praga da una posizione privilegiata. 
In una delle piazze interne al complesso, quella su cui affaccia la Basilica di San Giorgio, lo street food ceco può placare con serenità eventuali morsi della fame. 
Se avete preferito salire in metro o in tram, potete scendere a piedi verso il Ponte Carlo con il percorso suggerito da guardare al contrario. In ogni caso, trattenetevi a passeggio tra le stradine e i vicoletti per restare aggrappati ancora un po’ a quell’atmosfera.

Terzo giorno 
Siete pronti a ripartire, ma se avete prenotato un volo nel pomeriggio o in serata il tempo a vostra disposizione vi consente di portare con voi qualche altro ricordo di Praga.
Camminando per strada non avete potuto fare a meno di notare gli innumerevoli negozi e banchetti che vendono il Trdlo, una spirale di pasta dolce, cotta sulla brace (con crema, gelato e varianti), e probabilmente l’avete anche mangiato. Ma se volete concedervi una colazione con un ottimo strudel di mele, in uno dei luoghi storici della città, il Café Slavia (Smetanovo nabrezi 1012/2) si trova sul lungofiume, è stato fondato nel 1884 e l’hanno frequentato assiduamente gli scrittori Rainer Maria Rilke e Kafka. Oppure andate allo SmetanaQ (Smetanovo nabrezi 334/4) e chiedete un Avocado Eggs Benedict.
Adesso sì che la giornata più iniziare. Ebbene, Alfons Mucha è stato un pittore e scultore ceco, tra i più grandi esponenti dell’art nouveau. Se siete stati nella Cattedrale di San Vito, avete già visto una vetrata firmata da lui. In Panská 7 c’è un piccolo museo dedicato alla sua arte, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18. Poco distante, c’è la Chiesa della Vergine Maria della Neve (Jungmannovo námesti 753/18), che nel progetto originario di Carlo IV doveva essere più grande della Cattedrale di San Vito. A due passi, Piazza Venceslao (fondata nel 1348) è stata teatro di numerosi eventi della storia praghese, come l’annuncio dell’indipendenza della Cecoslovacchia nel ’18, la fine della Seconda Guerra Mondiale nel ’45, il monumento allo studente Jan Palach, l’edificio che fu di Radio Free Europe durante la Guerra Fredda. E poi, naturalmente, ci sono la statua di San Venceslao e molta art nouveau.               

 


Moneta e altre indicazioni
La Repubblica Ceca fa parte dell’Unione Europea, quindi non avete bisogno del passaporto e vi basta una Carta d’Identità valida per l’espatrio. Ma non si usa l’euro, bensì la corona ceca: 10 corone valgono 40 centesimi di euro. 
Non esiste il fuso orario con l’Italia.
Il modo più economico per arrivare dall’aeroporto al centro è la combinazione autobus-metro: dipende dalla vostra destinazione, ma sappiate che il 119 vi porta alla stazione di Nádraží Veleslavín (Linea A) e il 100 a Zličín (Linea B).
Dimenticavo: la birreria più antica della città si chiama U Fleku (Kremencova 11): se avete mangiato bene, date la mancia!

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