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L’accettazione tacita di eredità

A cosa serve la trascrizione dell’accettazione?

Gio 05 Dic 2019 | di Carlo Cervasi - notaio in Aprilia (LT) | Il notaio risponde

Talvolta chi va dal notaio a vendere un immobile pervenuto per successione, si sente dire che occorre procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità e che ne deve sopportare i relativi costi.
In questa rubrica abbiamo già parlato dell’accettazione dell’eredità e abbiamo detto due cose che vanno ricordate: innanzitutto l’eredità si acquista con l’accettazione e in secondo luogo quest’ultima può essere espressa o tacita.
L’accettazione espressa, che si fa davanti al notaio, consiste nella dichiarazione di accettare l’eredità; quella tacita nel compimento di un atto (tipicamente la vendita di immobili di provenienza ereditaria) che presuppone necessariamente la volontà di accettare l’eredità.
In mancanza della trascrizione dell’accettazione espressa dell’eredità, il notaio che stipula una compravendita avente ad oggetto un immobile ereditato deve trascrivere l’accettazione tacita dell’eredità con conseguente addebito al venditore dei relativi costi (salvo che il compratore decida di sostenerli).
A cosa serve la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità? Anzitutto a costituire la c.d. continuità delle trascrizioni: il nostro sistema pubblicitario ha base personale, che vuol dire che la pubblicità viene fatta sulla base delle attività delle persone. Ora in caso di vendita di immobile proveniente da successione, nei registri immobiliari si trova, ad esempio, che Tizio ha venduto a Caio (il defunto) l’immobile X e poi che Sempronio (erede di Caio) vende a Mevio lo stesso immobile. Nell’esempio appena fatto non si riesce a desumere come l’immobile che Caio aveva acquistato sia passato a Sempronio che lo vende. Ecco, la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità serve a saldare proprio questo passaggio: all’esito di tale trascrizione nei registri immobiliari troveremo che Tizio ha venduto a Caio, che Caio è deceduto e che l’erede è Sempronio (in seguito all’accettazione tacita dell’eredità trascritta), ed infine che Sempronio (erede di Caio) vende a Mevio.
Le parti, d’accordo tra loro, possono rinunciare alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, e dispensare il notaio dall’eseguirla, con relativo risparmio di spesa. Occorre tuttavia tener presente che se l’acquisto è finanziato con un mutuo sarà la banca - per le ragioni che spiegheremo nella prossima puntata di questa rubrica - ad imporre la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità e che in generale, per l’acquirente, è sconsigliabile rinunciarvi perché in futuro potrebbe trovarsi a doverla eseguire sostenendo lui i costi relativi. (Fine prima parte)                 

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