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Cominciamo da noi stesse

“Vengo prima io”: il manuale contro gli stereotipi della sessuologa Roberta Rossi

Gio 05 Dic 2019 | di Alessandra De Tommasi | Attualità
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Basta chiedere “scusa” e “permesso”: se vuoi qualcosa, vai e prenditelo. Se si potesse sintetizzare l’idea di piacere per Roberta Rossi sarebbe più o meno questa. Ed è per questo che la dottoressa (Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), ha deciso di raccogliere le idee, sfatando falsi miti e chiamando le cose con il proprio nome nel suo primo libro divulgativo. Il titolo è tutto un programma, “Vengo prima io – Guida al piacere e all’orgasmo femminile” (Fabbri), una specie di manuale nato da un sondaggio su 16 mila donne italiane. Un’indagine, insomma, su quello che accade sotto le lenzuola o dietro la porta chiusa di una stanza.
«Mettiamo in chiaro una cosa – spiega l’autrice – questa non è una gara a chi arriva prima, né una sfida femminista alla supremazia maschile, ma un racconto che parte dalle basi, dalla conoscenza del proprio corpo». 
Qualche anno fa l’immensa Anna Marchesini ha sdoganato a teatro proprio la sessuologa Merope Generosa per puntare i riflettori su una figura quasi mitologica che si ha ancora pudore persino a nominare.
Questo viaggio, invece, è una guida al volersi bene, ad accettarsi e a conoscersi prima di andare incontro all’altro. 
Insicurezze, paure e falsi miti amplificano i problemi relazionali: «Il libro – continua Roberta Rossi – non è affatto una hit parade del tipo di orgasmo, ma parla della qualità dell’esperienza. Oggi, purtroppo, si rincorrono modelli e miti irraggiungibili, per non dire finti. L’ansia da prestazione resta in agguato, quindi godetevi il viaggio invece di guardare alla meta».
E per “meta” s’intende anche – ad esempio – quelle ricerche da rabdomanti per scovare il punto G o la diatriba, sempre in auge, sulla famosa differenza tra orgasmo vaginale e clitorideo. Una polemica che a detta dell’autrice non ha motivo di esistere perché non esiste alcuna distinzione tra le due situazioni: “l’orgasmo è orgasmo”. 

DIFFERENZE TRA NORD E SUD
C’è ancora oggi chi si chiede se in un’epoca moderna come la nostra sia ancora necessario spiegare tutto questo. La risposta resta un sonoro sì: «Mi occupo anche di corsi di educazione alla sessualità a ragazzi delle scuole medie e superiori, generalmente dai 10 anni in su e mi rendo conto che siamo davanti ad una vera emergenza. I giovani ne sanno tanto, è vero, ma sono spaesati perché non sanno come muoversi. Ed esiste un divario considerevole tra meridione e settentrione. Al Sud, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, solo il 30% dei genitori acconsente a questo tipo d’istruzione, dimostrando che siamo ancora una volta spaccati a metà nella Penisola. Anche le signore in menopausa dal centro Italia in giù non chiedono nulla, come se il nostro corpo avesse una data di scadenza».

SI IMPARA E SI CAMBIA
Si fa ancora difficoltà a concedersi il piacere senza sensi di colpa o recriminazioni e persino le fantasie sembrano improprie. «Bisogna invece normalizzare il tutto: alcune donne sono convinte di non averne o le vivono con vergogna, invece anche queste sono una conquista, che non va data per scontata». Dalla curiosità dei bimbi di esplorare il proprio corpo alla necessità di una soddisfacente vita sessuale da parte dei “non più giovanissimi”, il piacere insomma non ha restrizioni alcune in base all’età perché resta un desiderio naturale che ci accompagna nella vita. «La sessualità non è uno standard uguale per tutti il corso dell’esistenza, né un dato fisso: si può imparare, quindi, ed è influenzata da come funziona il corpo, dal tipo di partner e dal contesto sociale e della relazione. Non è, insomma, un istinto o una funzione, ma frutto di cultura e relazioni».

ACCETTARSI SENZA GIUDICARSI
Ecco allora che si torna al concetto dell’accettarsi e volersi bene senza giudicarsi. A darci una spintarella in tal senso ci hanno pensato anche la tv, la letteratura o il cinema, con titoli come “Sex and the City” o “Cinquanta sfumature”. «Queste storie aiutano – continua la dottoressa – se sono un modo per parlarne, ma il problema è come le recepiamo. Non è che basta vedere mister Grey per iniziare rapporti sadomaso: la vicenda va rielaborata criticamente. Carrie e amiche, invece, hanno toccato temi finora taboo, come i vibratori o la masturbazione, ma anche in questo caso non vuol dire prendere quanto si è visto e metterlo in pratica pedissequamente perché non è detto che funzioni. Meglio, invece, sperimentare e trovare la propria storia personale».
Nelle questioni di sesso «non esiste giusto o sbagliato: prova, sperimentati, esplora strade diverse. La parola “normalità” è bandita, meglio parlare di parametri fisiologici perché in questo ambito il metro di misura è soggettivo anche se poi siamo tutti alla ricerca di indicazioni su come muoverci».

NIENTE SENSI DI COLPA
Non si tratta quindi di un manuale di istruzioni ma di uno strumento che potrebbe essere utile anche ai maschietti: «Le nuove generazioni di uomini si mettono più in gioco e si chiede se il rapporto va bene e come possa migliorare. Si può leggere insieme, in coppia e non in un colpo solo ma come consultazione e approfondimento. Non ti dice cosa fare ma ti incita a capire cosa ti piace, perché e come». Il primo passo verso l’altro parte sempre da se stessi ed è tempo di smetterla di farsene una colpa.                                                  

 


“DO VOCE A 16MILA DONNE”
Roberta Rossi è psicoterapeuta e sessuologa presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma e Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica. Ha insegnato per dieci anni Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale all’Università di Roma La Sapienza. è direttore didattico, docente e supervisore della scuola di Formazione in Sessuologia Clinica dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Ha realizzato diversi lavori di ricerca finanziati dalla Commissione Europea, dall’Università e dall’Istituto Superiore di Sanità. Ha appena pubblicato il primo libro divulgativo “Vengo prima io – Guida al piacere e all’orgasmo femminile” (Fabbri). Ha un blog su Repubblica.it e una rubrica su Mind e Il Fatto Quotidiano.


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