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A Natale stapperemo 100 milioni di bottiglie

Gestendo in modo corretto il vetro, si risparmia l’energia utile per illuminare 4 milioni di alberi natalizi

Gio 05 Dic 2019 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

Alzi la mano chi, durante le feste, non si concede qualche strappo alla regola. Nella settimana che va da Natale a Capodanno, ogni anno vengono stappate e consumate quasi 100 milioni di bottiglie di champagne, vino e spumante; senza dimenticare i calici e i bicchieri di cristallo utilizzati, le ciotole, le pirofile oppure le decorazioni in vetro soffiato. Molti di questi oggetti si trasformeranno presto in un’ingente mole di rifiuti, alcuni dei quali potranno essere riciclati e trasformati in nuovi prodotti a patto, però, di smaltirli in maniera corretta. Gestendo bene il vetro - sottolinea il Consorzio CoReVe che si occupa della sua raccolta - si può risparmiare l’energia sufficiente a illuminare 4 milioni di alberi di Natale, evitando al contempo il rilascio dell’equivalente della CO2 prodotta in un anno da 40mila automobili. Separare bene questo tipo di rifiuti può fornire un grande contributo all’ambiente, se si pensa che il vetro è uno di quei pochi materiali riciclabili al 100% e all’infinito.

GLI ERRORI PIÙ COMUNI
Eppure molte persone continuano a compiere errori. “Bottiglia e vasetto, riciclo perfetto” è uno slogan efficace e sempre valido: nelle campane del vetro vanno infatti conferiti solo questi tipi di imballaggi. I calici e i bicchieri di cristallo, i “parenti” più simili, vanno invece gettati nell’indifferenziata; e lo stesso vale per piatti, tazzine, coppe e pirofile, nonché per gli addobbi dell’albero di Natale e per le statuette del Presepe. Bisogna inoltre fare molta attenzione a non confondere il pyrex con il vetro: in caso di rottura delle pirofile trasparenti utilizzate per le pietanze da forno, anche queste devono andare nell’indifferenziata.

LE DIFFICOLTÀ PER LA FILIERA
Dentro un bicchiere di cristallo è contenuto del piombo che crea problemi in fase di riciclo, mentre la ceramica fonde a temperature più alte del vetro; quando invece si gettano le bottiglie dentro buste di plastica, spesso dei frammenti di vetro restano nelle buste stesse, quindi si perdono dei quantitativi riciclabili. Il risultato di una cattiva raccolta è che tutta la filiera – che si occupa di separare in purezza il vetro – va in difficoltà; e peggiore è la raccolta, più alti sono i costi a carico dei Comuni e quindi dei cittadini. Oltre il 13% del totale raccolto in un anno in Italia, che potrebbe essere riciclato alimentando un perfetto esempio di economia circolare, è purtroppo ancora perso e smaltito in discarica. 

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