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La mia nuova vita a Lussemburgo

Luigi Di Razza, 26 anni, vive nel Granducato e da un anno gestisce la libreria italiana Lussemburgo

Mer 08 Gen 2020 | di Emanuele Tirelli | Interviste Esclusive
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Provare a essere uno dei punti di riferimento per gli italiani. È uno degli obiettivi di Luigi Di Razza e delle sue colleghe (Antonella Ciconte e Silvia Del Medico), che gestiscono da un anno la Libreria Italiana Lussemburgo, naturalmente nel Granducato.
Luigi si è trasferito definitivamente tre anni fa, dopo quasi un anno trascorso a girovagare tra il Lussemburgo e la Francia nord-ordientale. Aveva poco più di vent’anni e oggi ne ha 26. Ha lasciato Pozzuoli, in provincia di Napoli, quasi per caso e la sua vita è cambiata completamente. 

Non Londra, Parigi, Berlino…
«Nel 2015 la mia fidanzata ha vinto una borsa di studio Erasmus proprio qui e poi è arrivato il primo tirocinio. Stavo finendo il Servizio Civile e così sono partito anche io. I primi mesi non sono stati semplici e in poco tempo mi sono ritrovato in difficoltà economiche. Ho fatto il ragazzo alla pari a pochi chilometri da Strasburgo per guadagnare qualcosa e per migliorare il mio francese. La sera e nel fine settimana arrotondavo come cameriere. Quando sono ritornato a Lussemburgo ho fatto molti lavori tramite alcune agenzie interinali e dopo la dura gavetta iniziale la strada è stata in discesa: da quasi un anno sono responsabile commerciale di una piccola società lussemburghese e mi trovo benissimo».

E la libreria?
«Dodici mesi fa, proprio di questi tempi, nella comunità italiana giravano voci di una possibile cessione dell'attività dopo vent'anni di onorato servizio. Ci abbiamo provato e ci siamo riusciti. Non è semplice e non si tratta di un settore che gode di ottima salute, ma ce la mettiamo tutta per restare a galla. Cerchiamo anche di integrare la vendita con altre attività culturali: presentazioni, lettura di fiabe per bambini, corsi di teatro per ragazzi, laboratori di scrittura e tanto altro. Abbiamo imparato molto, soprattutto dagli errori commessi, e contiamo di fare sempre meglio».

Il tuo futuro è nel Granducato?
«L’Italia mi manca tanto e Napoli ancora di più. Quando ho deciso di partire non l'ho fatto a cuor leggero. La scelta è stata dettata dall'esigenza e dalla curiosità. Avevo voglia di conoscere e di vedere cose nuove, di fare un'esperienza e poi, eventualmente, di ritornare con le spalle più forti, con delle armi in più da poter usare. Lasciare tutto per ricominciare daccapo non è un'idea che mi alletta molto in questo momento. Non lo escludo, ma oggi dico che va bene così. Tralasciando le difficoltà iniziali, sono riuscito a legare con tante persone, italiani e non, e devo molto anche al teatro, qui in Lussemburgo. Vivo in un luogo multiculturale, con persone di ogni nazionalità e con storie diverse da raccontare. Un aspetto negativo? Il freddo, ovviamente. Ma mi sto abituando anche a quello». 

Mi hai detto che in un anno sei già al terzo contratto a tempo indeterminato e che qualcuno potrebbe vederla come una cosa inconcepibile.
«Forse quello che ho fatto in Lussemburgo sarei riuscito a concretizzarlo anche in Italia, ma con tempi e modi diversi. Parliamo di due realtà totalmente opposte, nel bene e nel male, ma io sono estremamente determinato. Questo luogo mi ha dato e mi sta dando tanto. Non ho fatto altro che seguire le mie passioni, circondandomi soprattutto di persone positive, senza arrendermi di fronte alle prime difficoltà. 
E Roberta è stata ed è fondamentale nel mio percorso. Quando si ha la persona giusta accanto tutto è più semplice».                           

 


La storica libreria

Originario della zona dei Campi Flegrei, Luigi di Razza nasce e cresce a Pozzuoli. Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II di Napoli, per poi continuare i propri studi in Relazioni Internazionali. Nel 2015 si trasferisce a Colmar, in Francia, ma ci resta solo qualche mese prima di trasferirsi in Lussemburgo. Comincia così la sua carriera lavorativa in varie aziende, prima nel ramo amministrativo, poi in quello commerciale. 
Da gennaio 2019 è uno dei tre soci della storica Libreria Italiana Lussemburgo all’interno del Granducato. 
 

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