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Michelle Pfeiffer

Super cattiva in “Maleficent 2”, Michelle Pfeiffer torna ad incantare il pubblico. E non solo sul grande schermo: basta una sua foto senza trucco su Instagram per fare impazzire il web

Mer 08 Gen 2020 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 11

Quando ti guarda strizza leggermente gli occhi e sembra che ti legga dentro, fino al più piccolo segreto relegato in fondo all’anima. Che sia o meno la forza della suggestione, Michelle Pfeiffer sembra davvero capace di stregare l’interlocutore e scandagliarne le intenzioni. Acuta, brillante e dall’ironia sottile, la diva statunitense non ha poi bisogno di grandi acrobazie per catturare l’attenzione. Come peraltro ha dimostrato di recente, pubblicando su Instagram una foto senza trucco che ha lasciato la rete a bocca aperta. Quel fascino naturale, discreto eppure felino ha infranto ogni “data di scadenza” che Hollywood impone alle sue attrici e così lei si gode i sessanta con i blockbuster e le favole. Nell’ultima in ordine cronologico, “Maleficent – Signora del male”, interpreta Ingrid, una regina ambiziosa e iperprotettiva, che cerca in tutti i modi di tenere lontano il figlio (il principe Filippo) dall’amata Aurora, alias La bella addormentata. Non aiuta di certo che la fanciulla abbia una “madre” fuori dal comune, Malefica (Angelina Jolie). Tra incantesimi e creature incantate, si fa strada una metafora potentissima della famiglia, che l’attrice abbraccia e condivide pienamente. 
 
C’è ancora bisogno di fiabe oggi?
«Certo, soprattutto se – come in questo caso – raccontano tre donne potenti, forti e relisienti. È un momento perfetto per una storia simil. Aurora incarna una giovane donna moderna che può avere tutto: il regno, la famiglia e l’amore».
 
Due di loro sono madri, anche se Malefica non in senso biologico, e compiono scelte discutibili.
«Ingrid è la madre del regno e prende il suo ruolo molto seriamente, con grande spirito di sacrificio. In questo è evidente come la fiaba sia un racconto per raccontare l’umanità, infrangere qualche regola e divertirsi. Però comunque non amo fare distinzioni tra madre biologica e adottiva, etichettare solo la prima tipologia come “vera mamma” è sintomo d’ignoranza».
 
Cos’altro la delude del mondo d’oggi?
«L’intolleranza che sta dilagando. La diversità, invece, è una risorsa, un modo per sopravvivere e va accettata. Un mondo fatto di divisioni ha vita breve e per fortuna i giovani lo capiscono meglio di noi».
 
Se potesse lanciare un incantesimo cosa desidererebbe?
«Un mondo più accogliente».
 
Un film può fare la differenza?
«I tempi moderni in cui viviamo richiedono un certo linguaggio per le nuove generazioni. Questo film guida i ragazzi in una zona grigia e complessa e non divide il mondo in due fazioni nette, i buoni e i cattivi. La domanda che si pone è: “Che cosa ci rende una famiglia?”». 
 
Dopo una carriera lunga 40 anni, ha capito cosa le piace del suo lavoro?
«Essere attrice è buffo, un gioco di ruoli che diventa una benedizione e richiede forza e perseveranza, perché il mondo cerca sempre di affibbiarti un’etichetta e definirti. Al Pacino disse ad un giornalista: “Non mi deve confondere con il mio personaggio”. Perché non accada anche a te devi sapere bene chi sei e non lasciarti influenzare».
 
Ricorda il debutto?
«Certo, da bambina organizzavo le recite in giardino e facevo pagare dieci centesimi ai vicini di casa. Mamma mi diceva spesso che avevo sempre un atteggiamento drammatico. Ne ho fatto una carriera solo qualche anno dopo, da ventenne».
 
Le capita ancora di giudicare un personaggio?
«Cerco soprattutto di capirlo. Spesso gli atteggiamenti cattivi vengono da paura e dolore, come sia Ingrid che Maleficent dimostrano. Hanno un potere enorme, ma lo usano in maniera sbagliata, quando si sentono minacciate, mentre Aurora reagisce con saggezza. D’altronde è molto umano come comportamento: anche noi ci lasciamo trascinare dalle insicurezza e spesso ai bambini inculchiamo questi sensi di colpa».
 
Conosceva già Angelina Jolie?
«Mai incontrata prima del set, ma quando l’ho vista per la prima volta truccata e con le corna mi ha davvero intimidito. Non ho dovuto fingere di esserlo nella scena, lo ero per davvero».    
           
 


DURA DAL CUORE TENERO

Michelle Marie Pfeiffer, classe ‘58, ha collezionato riconoscimenti di ogni genere (tra cui Golden Globe, BAFTA e Orso d’argento alla Berlinale) per poi sfiorare l’Oscar con quattro performance. Lanciata grazie a “Scarface”, ha alternato ruoli molti diversi, dalla villain Catwoman in “Batman – Il ritorno” al falco sotto maledizione in -”Ladyhawke” (girato in Italia), passando per i drammi “Mi chiamo Sam” e “L’età dell’innocenza” e per il musical “Hairspray – Grasso è bello”, con John Travolta. Dal giallo “Assassinio sull’Orient Express” di Kenneth Branagh al gotico vampiresco “Dark Shadows” con Johnny Depp, fino alla regina cattiva di “Maleficent – Signora del male,” presentata in anteprima ad Alice nella città della Festa del cinema di Roma, con la collega Angelina Jolie, e prossimamente disponibile in versione home video. Indimenticabile ne “Le streghe di Eastwick” e “Una vedova allegra… ma non troppo”, ha stupito ne “Le relazioni pericolose” e incantato ne “I favolosi Baker”. Magnetica e conturbante, dopo il divorzio da Peter Horton, sposa una delle penne d’oro della tv, David E. Kelley, da cui ha avuto un figlio, John Henry, di 25 anni. Nel frattempo ha adottato una bambina, Claudia Rose. Il rifiuto di molti ruoli ha fatto la fortuna di altre attrici, da Geena Davis (che l’ha sostituita in “Thelma & Louise”) a Jodie Foster (suo “rimpiazzo” ne “Il silenzio degli innocenti”), fino a Meg Ryan (star di “Insonnia d’amore”).

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