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Accettazione tacita

Le conseguenze della trascrizione

Gio 09 Gen 2020 | di Carlo Cervasi | Il notaio risponde

Continuiamo ora il discorso iniziato nel numero precedente sulla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità. Le conseguenze di maggior rilievo della trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità sono due.
 
1) Anzitutto si immagini, rimanendo all’esempio fatto sopra (Sempronio che vende a Mevio l’immobile ereditato da Caio), che dopo la compravendita emerga un testamento di Caio che lascia l’eredità (o il solo immobile venduto) a una terza persona. è il caso dell’acquisto dall’erede apparente, ossia da chi appaia, in buona fede, erede del defunto. In questo caso, se si tratta di un atto a titolo oneroso (tipicamente la compravendita) e se l’accettazione tacita dell’eredità è stata trascritta, l’acquirente non avrà problemi e le pretese dell’erede testamentario si potranno rivolgere solamente verso Sempronio, ossia verso il venditore. Viceversa, ove l’accettazione non sia stata trascritta, verrà rimessa in discussione la compravendita, con obbligo dell’acquirente di restituire l’immobile al vero erede e del venditore di rimborsare l’acquirente del prezzo.

2) Per illustrare la seconda possibile conseguenza della mancata trascrizione dell’accettazione tacita di eredità, si immagini, sempre rimanendo all’esempio sopra fatto, che Mevio per acquistare l’immobile abbia fatto ricorso ad un mutuo con una banca. Si immagini poi che Mevio sia inadempiente e che la banca proceda con un giudizio per far vendere l’immobile e soddisfarsi sul ricavato. In questo caso, ove l’accettazione tacita di eredità non sia trascritta, il giudice fermerà il procedimento, costituendo la mancata trascrizione - secondo la tesi oggi maggioritaria - un ostacolo al procedimento esecutivo. Per questa ragione la banca finanziatrice, nel momento in cui concede il mutuo, pretende sempre che sia trascritta anche l’accettazione tacita di eredità. Una nota particolare va fatta sul rapporto tra la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità e quella della denuncia di successione e, più in generale, tra denuncia di successione e accettazione d’eredità. Di questo aspetto si è già parlato in un’altra occasione, ma qui conviene ricordare che la denuncia di successione è un adempimento di carattere solamente fiscale, che non comporta né richiede il preventivo acquisto dell’eredità, acquisto che avviene solamente con l’accettazione. Conseguentemente, a nulla varrà opporre al notaio che chiede di procedere all’accettazione dell’eredità l’avvenuta presentazione della denuncia di successione perché quest’ultimo è un adempimento solo fiscale che non esclude la necessità della trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità.                                                               

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