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Maiorca e i tesori d段nverno

Da Chopin a Michael Douglas, l段sola delle Baleari continua a incantare

Gio 09 Gen 2020 | di Alessandra De Tommasi | Mondo
Foto di 23

L’acqua delle fontane zampilla, il sole si riflette sulle guglie gotiche della Cattedrale di Santa Maria e le onde del mare si rifrangono sugli scogli, proprio lì di fronte. Passeggiare per Palma, la capitale di Maiorca, il gioiellino delle Baleari, è un’esperienza indimenticabile. Soprattutto d’inverno, senza il vociare dei bagnanti e il caldo eccessivo. 
Archiviata l’estate, l’isola si anima di luci, colori e sapori inaspettati. E non è difficile capire perché abbia ispirato Chopin a realizzare “musica che odorava di Paradiso”, come ha scritto la sua amante George Sand, perché Gaudì abbia realizzato opere spettacolari per la Cattedrale, il poeta Robert Graves l’abbia scelto come luogo di sepoltura e Michael Douglas a comprare una villa S’Estaca (attualmente in vendita per 29 milioni), dove ha soggiornato anche la Principessa Sissi.

L’EUFORIA DEL PALATO
Dovunque si posi lo sguardo si è avvolti da una bellezza discreta e luminosa al punto da non voler più partire. L’aeroporto, non a caso, si ritrova affollato di viaggiatori con deliziose scatoline ottagonali. Il contenuto? L’ensaimada, dolce tipico della zona a forma a spirale che prende il nome dallo strutto di maiale, ingrediente “segreto” per una prelibatezza semplice, ma indimenticabile.
Un pezzo di cuore rimane lì, come accade a chi lascia la Campania e imbarca al gate di Napoli con cubi di polistirolo pieni di mozzarella di bufala. La poesia dei luoghi, infatti, contamina e comprende l’euforia del palato. 
 
OASI DI SAPORI
Palma è circondata da borghi incantevoli con gioiellini nascosti. E non solo in senso figurato. La splendida Valldemossa, ad esempio, ha meno di duemila abitanti, ma vanta scorci mozzafiato, con vista sulla Cartuja, un ex convento del luogo quasi nascosto alla vista e totalmente immerso nella natura. Quando meno te l’aspetti questa passeggiata tra i mandorli in fiore (a gennaio e febbraio) conduce in una serie di viuzze d’altri tempi, con casine discrete, ma incantevoli. Una di questa racchiude un’oasi di sapori, l’Hostal Ca’s Mariò, un ristorante che è impossibile scorgere sulla via perché sembra – e di fatto lo è – un’abitazione privata con cucina casalinga. Celebre solo a chi ci è nato, vanta specialità come l’arroz brut, una zuppa tradizionale con carne e verdure, o la escaldums, con frutta secca e pollo. Con oltre cento anni di storia alle spalle, più che un ristorante sembra la sala da pranzo della nonna, tra ammennicoli e ritratti di famiglia. 

VIAGGIO NEL TEMPO
Le montagne della Sierra de Tramuntana restano un posto perfetto per fare escursioni d’inverno, tanto da essere dichiarato anche patrimonio dell’Unesco e offrire percorsi di trekking mozzafiato, come il Camino de Son Castellò, il Mirador de Ses Barques (uno dei più faticosi) e il Camin de Es Rost y Son Sales. La zona è quella di un’altra cittadina incantevole, Soller, che si può raggiungere da Palma con un treno in legno – ora elettrico - del 1912, che in un’ora offre un viaggio nel tempo tra il verde e sbuca nel cuore della città. Il lungomare attraversato da un tram ‘antico’ resta invece il luogo ideale per godersi il tramonto con un aperitivo tipico, con tapas, croquetas, frito mallorquin e tumbet. La sangria, insomma, è servita. E l’accoglienza degli abitanti è splendida, perché chi arriva qui non è un turista, ma un ospite e invece di ristoranti blasonati e porzioni finger food ci si trova davanti a piatti autentici di una tradizione abbondante e accogliente. Lo dimostrano anche le feste locali, come quelle dedicate a Sant’Antonio Abate dal 15 gennaio, con fuochi d’artificio e festeggiamenti rurali in giro per l’isola. Le cantine vinicole e i frantoi diventano presto tappe obbligate della visita, su consiglio degli abitanti, che ci tengono a far conoscere i prodotti della terra locale.

QUELLE PALME DORATE
Le palme che incorniciano le isole e offrono refrigerio d’estate ai turisti,  sono anche fonte di creatività per la cosiddetta “obra de llatra”, l’artigianato più diffuso che trasforma le foglie in canestri intrecciati, cappelli, scarpe e molto altro. Dove trovarle? I luoghi più rinomati restano Capdepera e Artà. 
Tutte le case del posto usano il tessuto locale che compone la “roba de llengos”, tela di lino molto resistente e realizzata spesso a strisce blu, con una tecnica antichissima di cui Pollenca è maestro sul territorio, perché ancora capace di riprodurla su telai antichissimi. 
Le famose figurine in ceramica Siurells sono declinate in ogni tipo di oggetto per la casa e sono realizzate principalmente nella città di Marratxì. Ogni piccola comunità del luogo ha sviluppato, infatti, alcune caratteristiche particolari e spesso è rinomata anche per una particolare tecnica di vetro soffiato.
Sembra che il progresso non abbia voluto contaminare quest’artigianato così antico e affascinante e che si riservi di fare capolino nel posto durante le vacanze estive, dove la movida notturna cambia totalmente i ritmi del luogo.

NON SOLO TUFFI
Con un clima mite quasi tutto l’anno, è la meta estiva ideale per spiagge, sole e tuffi, ma resta anche il luogo perfetto per godersi sia il tepore autunnale che l’incanto invernale di queste meraviglie. Gironzolare sulle mura del Castello di Bellver – del Trecento - che arriva fino al mare con vista panoramica rimette la vita in prospettiva, rallenta il battito cardiaco, favorisce la respirazione e concilia un senso di pace raramente provato in altri luoghi. È come se il rumore del mondo si trovasse altrove, lontano e si allontanasse sempre più diventando un leggero brusio fino a scomparire.
L’atteggiamento brioso, energetico e pieno d’inventiva degli abitanti del posto innesca una spirale di buonumore che dura per molti giorni dopo il rientro a casa. Non ci si annoia mai e non ci si perde mai, perché dovunque si finisca per arrivare c’è sempre una caletta da esplorare o una grotta da visitare (le Drach Caves restano le più spettacolari) o un “mercado” di prodotti tipici dove fare una sosta.
I ritmi si dilatano, la frenesia scompare e ci si lascia cullare da un senso di libertà quasi inebriante. Dalle escursioni in barca ai balli scatenati in discoteca, c’è posto per tutto e per tutti e niente sembra davvero impossibile.     

 


MALLORCA FILM FEST

Si chiama “Evolution!” e nel 2020 celebra la nona edizione (21-27 ottobre): il Mallorca International Film Festival, ideato dall’attrice Sandra Seeling Lipski (sotto nella foto). L’anno scorso ha dedicato l’evento al tema di costruire culture e unire popoli, parlando di diversità, accoglienza e uguaglianza. Con oltre ottanta film da 17 Paesi diversi, ha portato sullo schermo storie di coraggio, sacrificio e amore. Tra i premiati anche il regista Asif Kapadia (sotto nella foto), Premio Oscar per Amy, documentario sulla Winehouse. Giovane, impegnato e fresco, combina varie forme d’arte per far conoscere al mondo i talenti locali e portare sull’isola il meglio del cinema mondiale. 

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