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Midè: l’integrazione nel cuore di Roma

All’Esquilino, quartiere centrale di Roma, nasce la sartoria Midè, che unisce migranti, gente del rione e donne che hanno creato una rete di soccorso per le mamme straniere

Gio 09 Gen 2020 | di Marzia Pomponio | Attualità
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Si chiama “Midè”, il nome deriva da ayomidé, che nella lingua del popolo yoruba dell’Africa occidentale significa “il tempo della gioia è arrivato” e si usa in occasione delle nascite. È una sartoria ispirata ai principi dell’etica e della solidarietà, nata a Roma nel multietnico quartiere dell’Esquilino, con l’intento di valorizzare le competenze delle persone coinvolte, permettendo loro di trovare un ruolo attivo nel nuovo contesto in cui vivono. A gestirla sono migranti, prevalentemente donne, costrette a lasciare la terra d’origine, quindi la propria rete familiare e sociale e a reinventarsi, con l’aiuto di altre donne. Sono le mamme della scuola elementare “Federico Di Donato” dell’Istituto Comprensivo “Daniele Manin”, luogo diventato simbolo di integrazione multiculturale. «Il progetto ha coinvolto persone con background migratori diversi, ma anche italiane che abitano nel rione Esquilino e lo vivono come spazio aperto a nuove forme di comunità», spiega la coordinatrice Maura Zacchi. 
Dietro Midè c’è un’associazione di mamme del quartiere che hanno creato una rete in soccorso delle mamme straniere. 
«È l’“Associazione Genitori Di Donato”, nata nel 2003, dell’omonima scuola frequentata da molti bambini provenienti da più parti del mondo, ci sono cinesi, bengalesi, africani. Le loro madri quando arrivano in Italia non hanno un lavoro, non sanno parlare italiano, spesso sono sole con i figli, quindi con loro abbiamo instaurato da subito un rapporto di amicizia e mutuo soccorso, per aiutarle ad esempio con l’iscrizione dei figli al nido o alla mensa, la richiesta di Isee, cose che per noi italiani sono normale prassi, ma non per chi arriva da altri Paesi».
 
Quale input ha fatto nascere l’idea di una sartoria sociale? 
«Midè nasce nel 2018 e tutto è partito da una mamma, Yemisi, una sarta originaria della Nigeria venuta in Italia con un figlio minore, che frequenta la quinta elementare con mia figlia, il figlio più grande invece, diciottenne, è rimasto in Nigeria e il marito è in Germania. Nel suo Paese aveva un negozio di sartoria e quando è arrivata in Italia sperava di aprirsi un negozio, ma ha trovato situazioni completamente diverse. Le abbiamo dato l’opportunità di riprendere la sua attività di sarta. 
Ha iniziato a cucire a scuola negli spazi riservati all’Associazione, a lei poi si sono uniti altri genitori che sanno cucire e non hanno un lavoro. Per loro è anche un modo per incontrarsi e costruire una rete».
 
Cosa realizza Midè?
«La sartoria ha due livelli: si eseguono piccole riparazioni, orli, vestiti su commissione, perché loro comunque hanno bisogno di guadagnare, poi però l’etichetta Midè è legata a tessuti tipici della cultura africana. La prima uscita è stata una borsa. Considerato però che questo gruppo è formato anche da europei, ci piaceva fare un mix di tessuti per mettere il punto sull’intercultura del gruppo, cioè diverse culture che si incontrano senza giudizi per collaborare, e quindi per l’inverno si stanno realizzando borse con la lana, così da portare anche la parte occidentale del gruppo».
 
Perché la scelta di un nome, Midè, associato alla nascita?
«Perché il suo significato, “la gioia di essere arrivati”, ci è sembrato adatto per dimostrare che queste persone riescono anche ad essere felici di essere in Italia, non c’è solo disagio. Midè vuole essere una contaminazione di culture e un grido di gioia e di rinascita, la conquista di una tappa importante lungo il difficile percorso di integrazione in un altro Paese».                                                                                                

 


SARTORIA CREATIVA E SOCIALE

Midè è un progetto dell’“Associazione Genitori Scuola Di Donato”, nata nel 2003 da un’idea del preside Bruno Cacco, che con l’ondata negli anni 2000 di migranti dall’Africa, l’Asia e il Sudamerica pensò a una scuola come laboratorio per l’integrazione e la solidarietà, con servizi e corsi di formazione per i bambini e i loro genitori. L’obiettivo della sartoria Midè è diventare un’impresa sociale. La pagina Facebook, con gli aggiornamenti sulle iniziative, è “Midè Sartoria Creativa e Sociale”.   
 
 

 


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