acquaesapone Editoriale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Il mondo: infiniti punti di vista

Quando i viaggi aiutano a guardare il mondo con nuovi occhi

Mer 29 Gen 2020 | di Angela Iantosca | Editoriale

Sono reduce da un viaggio di quelli importanti. Un viaggio in una terra povera, ma ricca di umanità. Uno di quei viaggi che aiutano a focalizzare le cose fondamentali, a far capire quali debbano essere le priorità. L'ho chiamato il viaggio della gratitudine: per ciò che abbiamo, per la fortuna che abbiamo avuto ad essere nati in una terra di pace, per la bellezza di cui siamo circondati, per la libertà di scegliere, per le battaglie che possiamo condurre e anche per la parità tra i sessi. Per l'assenza delle caste nel nostro sistema di vita, per l'acqua pulita, le strade, per il riscaldamento, la luce elettrica. 

Ma è stato anche il viaggio che mi ha ricordato che le verità assolute non esistono, che ciò che per noi è inconcepibile per loro è normalità e anche privilegio. Che ciò che per noi è scelta, a volte radical chic, per altri è l'unica condizione possibile. È stata una donna che si lavava i capelli in strada, con l'acqua riscaldata al sole, a riportarmi alla mente questo pensiero che è già piuttosto radicato in me. Mentre la osservavo, pensavo a quel cantante italiano che dice di lavarsi i capelli una volta l'anno per preservare la sua chioma, mentre quella donna e tante altre persone non lo fanno perché non c'è acqua da sprecare, o perché per loro è normale così. Me lo ha ricordato anche quella bambina che viene scelta per incarnare una divinità e che, piccolissima, viene allontanata da casa, provocando grande gioia nei suoi genitori, nonostante l’isolamento al quale sarà sottoposta o le conseguenze che questa scelta potrebbero avere sulla sua psiche. 

Me lo hanno ricordato le donne che allattano per strada, senza vergogna, mentre noi combattiamo per avere zone dedicate a questo gesto. E ancora l’iper-attenzione che noi riponiamo all’igiene e quei bambini a piedi nudi nella sporcizia e nel fango. Ma soprattutto i loro sorrisi, nonostante tutto, e le nostre tensioni, rabbie, i nostri toni eccessivi, nonostante tutto. 
Allora dove risiede la verità? Chi stabilisce quale sia il punto di vista dal quale partire? Cosa ci rende convinti (a volte) di essere portatori sani di superiorità? 
 

Condividi su: