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Un altro bimbo da sola... ma ce lho fatta!

Il padre voleva che abortissi e mi ha abbandonata. Dopo i dubbi, le paure, ho trovato il coraggio e il giusto sostegno

Gio 30 Gen 2020 | di Patrizia Lupo | Bambini

Dopo l’abbandono del padre di mio figlio, Thomas, avevo speso la mia vita solo per crescerlo, tanti  sacrifici, ma non mi pesavano. Dopo i primi anni avevo cominciato però a sentire la solitudine. Poi ho conosciuto Sebastian, era gentile e non mi sembrava vero che un uomo potesse ancora interessarsi di me. La nostra non era una relazione facile, venivamo da due mondi completamente diversi, ma si andava avanti, ognuno faceva la sua vita, senza un vero impegno. Tutto cambia quando ho scoperto la gravidanza, alla mia età proprio non me l’aspettavo. Ero contenta perché avevo sempre sognato di avere una famiglia, di dare un padre ai miei figli. Sebastian però reagiì male, non voleva un figlio, mi disse brutte parole, fu aggressivo perché voleva che io abortissi, minacciò di lasciarmi sola se tenevo il bambino. Io non riuscivo a reagire. Passarono giorni tristi perché non me la sentivo di avere un altro figlio da sola. Come l’avrebbe presa Thomas? E i miei fratelli? Come avrei potuto crescere due figli con un  lavoro precario, da colf? Mi decisi  a fare ciò che non avrei voluto e dopo il colloquio con un medico mi ritrovai a guardare tra le mie mani  quel documento che autorizzava l’aborto. Poi notti insonni, dubbi, incertezze e Sebastian che mi martellava. Decisi di chiamare chi, un tempo, mi aveva già aiutato ad accogliere Thomas, il Segretariato Sociale per la Vita. 
Non fu facile per me e provai vergogna a tornare all’Associazione in quelle condizioni. A giudicarmi, però ero solo io, non loro.  Gli  raccontai ogni cosa, dei miei problemi e delle mie paure, soprattutto di quelle che riguardavano Thomas. Però non potevo fare a meno di pensare a quanto mi disse una volta mia madre: «Mai l’aborto, i figli sono il bene più grande». Il punto da cui partire. Andai  via con  la certezza di poter contare di nuovo sul loro  aiuto e sul sostegno economico  del Progetto Gemma, per affrontare le spese del bambino. Dopo, niente è stato facile, ogni giorno una salita, ma grazie a Dio e a loro, non l’ho vissuta da sola. Thomas un po’ alla volta  ha accettato questo cambiamento e con  la sorellina è molto protettivo. I miei fratelli prima mi hanno giudicato e rimproverato tanto, ma poi aiutato. Il peggio è passato ed io sono contenta della scelta che ho fatto.                

Per un aiuto sano
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155

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