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La mia seconda vita da dog sitter

Dopo averlo fatto per hobby, Alessandro Naidi ha deciso di intraprendere un percorso formativo per poi diventare un dog sitter di professione

Gio 30 Gen 2020 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 8

Fino a due anni fa per lui fare il dog sitter era una semplice passione, uno di quei lavori che si è soliti svolgere in modo amatoriale: un mestiere caratterizzato per lo più da passeggiate con i cani e occasionalmente di servizio pensione. Ma quando Alessandro Naidi scopre la Dog Sitter Academy decide di trasformare la passione in un lavoro. 
 
Cosa ti ha spinto a cambiare?
«Ho sempre desiderato lavorare con gli animali e in particolar modo coi cani. Inizialmente ho cominciato a gestirli come hobby poi come secondo lavoro. Ho intuito che poteva avere un vero potenziale, ma mi rendevo conto di non avere spiegazioni a molti comportamenti che osservavo nei cani.  Ho quindi cercato un percorso formativo che mi desse delle solide basi e una volta trovato sono riuscito a fare quel salto di qualità che desideravo. Oggi posso vivere della mia passione, facendo il Dog Sitter in modo professionale a tempo pieno».

Cosa non ti soddisfaceva della tua vita precedente?
«Ho sempre cercato il positivo in ogni esperienza che affrontavo, ma volevo dedicarmi a ciò che mi appassionava di più, i cani».
 
In cosa consiste il tuo lavoro ora?
«Faccio il dog sitter in modo professionale. Sono un Affiliato de Il Cane Istruito con cui mi sono formato e con cui quotidianamente collaboro. Aiuto in primis cani e persone a vivere serenamente la loro relazione. Gestisco un team di dog sitter che sta crescendo sempre più. Coordino diversi servizi, tra cui la pensione domestica all’interno della quale accudiamo i cani dei nostri clienti, mentre loro sono impegnati, o anche il dog walking e ci occupiamo di insegnare cose nuove ai cani che gestiamo».
 
Qual è la particolarità del tuo servizio?
«Non deve essere il cane ad adattarsi al servizio, ma il nostro servizio al cane. Questo è il filo conduttore che tutti noi dog sitter che ci siamo formati e collaboriamo con il Cane Istruito seguiamo quotidianamente. Sembra semplice e forse quasi scontato, ma noi partiamo sempre dal cane. Conosciamo la sua psicologia e quindi le sue esigenze, la sua comunicazione e quindi analizziamo i suoi messaggi e i suoi stati d’animo. Ci occupiamo di pochi cani al giorno. Niente box, ma tanta gestione. Ognuno ha un programma di attività dedicato ed esclusivo che tiene conto delle esigenze del cane e degli obiettivi dei proprietari». 
 
Quanto fa bene avere gli animali a casa?
«Quando si pensa a questo lavoro o a prendere un cane in casa lo si pensa sempre tutto rose e fiori. Amore, passione e tutto funzionerà.  Quando la relazione è equilibrata è una gioia, ma se il cane abbaia, morde o rompe mobili ed oggetti, tira insistentemente al guinzaglio o manifesta tensioni con altri cani può diventare un bel problema. È per questo che sono nate queste figure professionali a supporto di cani e proprietari. La conoscenza risolve tutti questi problemi e offre notevoli opportunità. Sapere come un cane pensa è la chiave per avere una relazione positiva ed è il primo passo per fargli e farsi del bene. Nel mio lavoro è meraviglioso osservare i comportamenti dei cani con la consapevolezza delle loro reali intenzioni e capacità».
 
Come entrare in comunicazione con un cane?
«La cosa più importante è osservare, osservare e ancora osservare. Nell’immaginario comune si pensa di doversi avvicinare e accarezzare il cane per poter stabilire un contatto, ma la realtà è che il cane ha come prima necessità analizzare il comportamento di chi ha davanti. Bisogna quindi dargli tempo, non invadere il suo spazio e lasciare che sia il cane a dimostrare la sua disponibilità nei nostri confronti». 
 
Cosa è importante sapere?
«Sicuramente bisogna studiare molto (davvero molto!) la psicologia del cane, la sua comunicazione e come funziona il sistema di apprendimento. Sono le basi minime per poter seriamente affrontare questo lavoro. Poi è fondamentale pensarlo come un lavoro vero. Le cose non succedono per caso. Va organizzato, pianificato, va comunicato al cliente il valore del proprio servizio. Tutte cose che ho imparato attraverso la collaborazione con il team de Il Cane Istruito».
 
A chi ha paura cosa suggerisci?
«Di evitare di toccarli, urlare o scappare, di mantenere una distanza di sicurezza e nel caso di cani esuberanti rimanere calmi e dargli le spalle».
 
Cosa deve fare un buon padrone?
«Dare delle semplici regole che peraltro i cani si attendono. Ma attenzione, non le regole basate sulle punizioni come si pensava una volta. Dobbiamo capire che i cani sono molto vicini a noi e sono dei compagni di vita fenomenali, ma non sono esseri umani. Hanno esigenze differenti dalle nostre e modi di interpretare le relazioni altrettanto differenti. Un buon padrone deve voler apprendere queste semplici basi per avere una relazione sana con il proprio cane».
 
Quali errori di solito si fanno?
«Si tende a parlare molto per correggere il cane, cosa che lo porta a ripetere gli errori, perché prende il nostro parlare come un vero e proprio premio. Non si rispettano le progressioni necessarie affinché il cane si abitui ad una società costruita non sulle sue esigenze, ma sulle nostre. Anche il tema socializzazione viene abbastanza frainteso, buttando i cani in mezzo “alla mischia” senza leggere in modo oggettivo la comunicazione dei cani coinvolti e creando poi problemi di vera e propria ansia nel lungo periodo».
 
Quanto la personalità del padrone incide sulla serenità del cane?
«Più che la personalità influisce il comportamento. I cani sono acutissimi osservatori e per questo si focalizzano moltissimo su ciò che facciamo. Sicuramente apprezzano le persone calme. È per loro un segnale di sicurezza e affidabilità».    
 
Come far capire ai giovani che si può investire sui propri sogni?
«La vita è breve e il tempo va impiegato per essere felici, per crescere come persona e seguire le proprie vocazioni. Io ho dovuto fare molti passaggi per arrivare dove sono oggi. Mi sono impegnato seriamente nello studio e ho rafforzato la mia competenza ogni giorno, accettando la sfida di fare investimenti per il mio lavoro. Realizzare i propri sogni è possibile. Si devono saper cogliere le opportunità quando ti capitano e mettere tutto l’impegno e la determinazione per realizzare i propri obiettivi». 

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