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Di padre (madre) in figlio...

Da metà febbraio, salvo imprevisti, al via la Rc auto familiare. Chi ne farà le spese?

Gio 30 Gen 2020 | di Armando Marino | Soldi

lo stile di guida dei padri ricadrà su figli. E anche quello delle madri. Tutta colpa, o merito, di una novità in tema di assicurazione Rc auto che dovrebbe scattare dal 16 febbraio, salvo altri rinvii. Il Parlamento ha approvato la norma, contenuta nel cosiddetto decreto fiscale di fine anno, che istituisce la cosiddetta Rc auto familiare.
In sostanza: la legge prevede che d’ora in avanti l’intero nucleo familiare possa avere su ciascun veicolo la polizza più favorevole che c’è in famiglia. Ad esempio, se un papà gode della tariffa più bassa, la cosiddetta “classe 1” guadagnata non facendo incidenti per anni, anche i figli potranno avere la stessa classe di merito e quindi lo stesso sconto sul premio assicurativo. Non è una completa novità: già i decreti Bersani del 2007 prevedevano qualcosa del genere, ma fissando una serie di limiti, a partire dal fatto che solo i nuovi contratti potevano essere stipulati in questo modo. Cioè la tariffa scontata si applicava solo se si stipulava un nuovo contratto, quindi a un’auto nuova oppure non usata da così tanto tempo da aver perso la classe di bonus malus. 
Con la nuova norma salta questo paletto: si può chiedere la tariffa scontata del padre o della madre anche al momento del rinnovo del contratto esistente. E, soprattutto, la stessa cosa vale anche se la polizza riguarda due veicoli diversi. Tornando all’esempio di prima: il figlio chiede di applicare alla sua moto la tariffa classe 1, cioè quella applicata al padre per la propria auto. La differenza di tipologia di veicolo non conta più. Unico paletto rimasto: il figlio non deve aver fatto nell’ultimo anno incidenti con una percentuale di responsabilità superiore al 50%.
Secondo i proponenti della norma, il risparmio per famiglia può arrivare al 40% in media dei costi. Almeno in teoria. Nella pratica, alcuni analisti sostengono che lo sconto familiare allargato finirà con il costare caro a tutti gli automobilisti, perché le compagnie ci rimetteranno parecchi soldi e finiranno con il recuperarli attraverso un aumento generalizzato delle tariffe per tutti gli automobilisti. Una dinamica che spesso non viene tenuta nel dovuto conto dal legislatore, come quando si dice che, ad esempio, le nuove tasse sulle banche vengono fatte pagare ai clienti.
Staremo a vedere. Intanto consoliamoci con un’altra buona notizia: nell’anno nuovo le tariffe medie dell’energia elettrica scenderanno del 5,4%, a fronte di un rialzo delle tariffe del gas dello 0,8%. Non ci renderà ricchi, ma meglio che niente no?

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