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“Do nuova vita alla plastica”

Lady Be da Parigi a New York con le sue opere che riciclano ciò che gli altri gettano via (anche in spiaggia)

Gio 30 Gen 2020 | di Angela Iantosca | Attualità
Foto di 7

Se pensate ai Beatles appena sentite pronunciare il suo nome, non vi state sbagliando, perché il suo nome nasce proprio da una passione smodata per il gruppo inglese di cui conosce a memoria tutte le canzoni. «La mia prima opera si è proprio ispirata a loro: sono per me fonte di ispirazione nella vita e nell'arte. E poi ho scelto di chiamarmi Lady Be anche per avere un nome più memorizzabile per le mie prime esposizioni all'estero».
 
Lady Be, al secolo Letizia Lanzarotti, è un’artista che realizza opere sostenibili: da dieci anni. 
«Sono nata con il pennello in mano e ho sempre voluto fare l’artista. Anche a scuola dimostravo le mie attitudini al disegno. Alle superiori mi sono iscritta all'Accademia Belle Arti. Proprio in quel periodo ho cominciato a raccogliere tutti quegli oggetti che non mi servivano più, ma che mi dispiaceva buttare: giocattoli, make up, pennarelli, bigotteria. Di questi oggetti mi piacevano i colori e le sfumature. Così li ho divisi in base alle sfumature, mettendoli ordinati in delle scatole». 
 
Finché a 19 anni ha pensato di usare questo materiale.
«La prima creazione è stata il volto di Marilyn, per la quale mi sono ispirata alla pop art di Andy Wharrol. Per realizzarla ho usato gli oggetti che avevo conservato, facendo corrispondere ogni oggetto ad una pennellata. La tecnica era originale e nessuno aveva mai fatto una cosa del genere. Da quel momento ho cominciato a raccogliere altro materiale: nei mercatini, in spiaggia, nelle scuole, dai parenti».
 
Qual è il tuo messaggio?
«Il mio è un messaggio di riciclo. Ho sempre creduto che gli oggetti possano avere una seconda vita».
 
Quando hai cominciato a partecipare a concorsi?
«Dalla prima opera ho cominciato a partecipare a concorsi artistici, tra cui la biennale di Lecce, dove ho conosciuto un curatore d'arte che poi è diventato mio marito! È stato importante il suo sostegno! Comunque poi ho cominciato con esposizioni all'estero: Parigi, Amsterdam, Malta, Bruxelles. La svolta è arrivata quando ho esposto sulla Tour Eiffel e a New York! Poi sono tornata in Italia ed ho esposto ai Musei Civici e poi al castello di Bracciano. Fino alla recente esposizione all'aeroporto di Malpensa».
 
Come nasce la collaborazione con Legambiente?
«Dal 2019 ho deciso di portare l'arte fuori dai Musei, in luoghi in cui ci sono persone che non necessariamente sono appassionate d'arte. Con Legambiente ci siamo incontrati in una di queste occasioni: nel backstage del concerto del Primo Maggio a Roma. Poi ci siamo trovati ad un evento organizzato dalla Disney, che mi ha commissionato alcune opere che rappresentavano i personaggi di “Toy Story”. Da lì abbiamo organizzato un evento sulle spiagge di Fiumicino, dove ho realizzato opere con la plastica trovata sulla spiaggia. E ancora abbiamo collaborato al museo di Portici, in occasione del quarantesimo convegno nazionale di Legambiente, dove ho realizzato un’opera live con la plastica raccolta dai volontari».
 
Qual è il tuo messaggio?
«Per la sostenibilità ambientale, ma non contro l'utilizzo della plastica, che è un bellissimo materiale. La plastica ci ha salvato, basti pensare alla plastica monouso usata in ambito medico che evita contaminazioni di batteri. Quindi è un materiale che va valorizzato non demonizzato, ma l'uso deve essere corretto e limitato il monouso. Come corretto deve essere lo smaltimento. Attraverso le mie opere voglio risvegliare le coscienze e far capire che ogni oggetto, per quanto possa sembrare un rifiuto, può avere una seconda vita. In qualsiasi ambito che sia artistico o industriale, ogni materiale può essere riutilizzato. Ovviamente lo faccio nell'arte, ma lo faccio anche nella vita quotidiana: ho sempre cercato di riutilizzare tutto. I mari e le spiagge sono pieni di plastica che possiamo raccogliere e riutilizzare. Quindi, attraverso la mia arte, voglio portare questo messaggio».
Greta hai mai pensato di ritrarla?
 
«Mi hanno chiesto di fare un ritratto di Greta, un personaggio che spero porti qualcosa di davvero utile per il pianeta! Sono per tutte le iniziative che servono per l'ambiente».
 
Tu hai cominciato prima di Greta, circa dieci anni fa: cosa è cambiato?
«In questi dieci anni c'è stata una maggiore presa di coscienza. All'inizio la mia attività era considerata una cosa solo didattica, per le scuole. In realtà io faccio quello, ma porto il mio messaggio anche al Romix, dove ho realizzato diverse performance, collaboro con aziende, committenti privati a cui interessa il tema della plastica».  




QUANDO L’OPERA SI FA SOSTENIBILE

Letizia Lanzarotti, in arte Lady Be, è l’artista di origine pavese che crea opere sostenibili con plastica riciclata, ha celebrato i suoi 10 anni di carriera artistica, nei quali ha realizzato circa 200 opere e realizzato esposizioni in tutto il mondo (New York, Parigi, Amsterdam, Lisbona, Londra, Barcellona, Berlino, Malta, Düsseldorf, Bruxelles). È il 2009 quando Lady Be incolla il suo primo “tassello” di plastica sulla sua prima opera, il ritratto Pop di Marilyn Monroe, cominciando così una carriera rivolta non solo all’arte, ma anche alla salvaguardia del pianeta. Nel 2020 in programma un’esposizione a New York e una a Budapest. Fino al 28 febbraio espone nell’Aula del Consiglio del Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali di Pavia. Fino al 31 gennaio ha esposto nell'aeroporto di Malpensa. Dopo l’esposizione a Roma, allo storico Concertone del 1° Maggio, alla più importante Fiera delle Plastica in Germania, al quarantesimo Convegno di Legambiente a Napoli e all’aeroporto, Lady Be collabora con Legambiente e ha collaborato recentemente con Disney.
 

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