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L’emergenza climatica mette a rischio il futuro dei nostri figli

Aiutiamoli con l’informazione a comprendere cosa sta succedendo

Gio 30 Gen 2020 | di Roberto Lessio | Ambiente

Sono numeri che fanno male, non solo all’ambiente, ma anche alla nostra anima, quelli che stanno determinando il disastro climatico sul nostro pianeta. Con lo sfruttamento indiscriminato delle sue risorse infatti, la Terra è stata trasformata in un gigantesco “Casinò al contrario”, dove, al posto della fortunata vincita, che ad esempio avviene con una pallina che cade in una buca di una roulette, i malcapitati di turno vedranno segnata per sempre la loro vita dagli uragani, frane, dalle alluvioni, dai terremoti e da altri tipi di catastrofi. Le cose andranno sempre peggio se non adottiamo immediatamente le decisioni giuste. Perché il vero grande problema è questo: per tutelare il futuro dei nostri figli non si può più continuare a rubarglielo con il depauperamento delle risorse. Questi sono i numeri che tutti devono conoscere e che però non si trovano mai negli stucchevoli programmi televisivi quotidiani, che commentano in diretta le catastrofi, e men che meno nei cosiddetti “social network” infarciti sempre di più solo di “fake news”.

110MILA COLOSSEI L’ANNO 
Tutti i gas serra si misurano in peso e volume e le attuali attività umane, malgrado gli accordi internazionali stipulati a Kyoto nel 1997 e Parigi nel dicembre 2015, ogni anno continuano ad immettere (anzi, “sparano”) nell’atmosfera 29 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (cosiddetta CO2). Considerando che il monumento italiano più famoso al mondo, il Colosseo, costruito a Roma duemila anni fa, pesa circa 250mila tonnellate e considerando che l’edificio più pesante mai realizzato dall’umanità, la piramide di Cheope, in Egitto, di tonnellate ne pesa circa 7 milioni, è come se annualmente immettessimo in atmosfera l’equivalente di oltre 110mila “Collossei” o di circa 4.100 “piramidi di Cheope.”

RISORSE LIMITATE
Queste enormi quantità di peso e di volume, che sono comunque delle risorse limitate destinate ad esaurirsi nel tempo, continuano ad essere prelevate tutt’oggi dai giacimenti nel sottosuolo in cui si trovano da tempi storici remoti (milioni di anni), la cui sottrazione, negli stessi termini di tempo, di peso e di volume, determina e determinerà conseguenze geologiche e sismologiche sulla crosta terrestre, che allo stato attuale nessuno conosce, né può immaginare.

COME UN MULO AFFATICATO
Le medesime enormi quantità di peso e volume, rappresentate per la maggior parte dai combustibili fossili (petrolio, gas e carbone), ogni giorno vengono scaricate in atmosfera nei tempi e nelle modalità che i sistemi biologici (gli oceani, le zone umide, le foreste, i boschi, le praterie… i polmoni dei nostri bambini) non sono assolutamente in grado di assorbire e assimilare con lo stesso ritmo: è come se si continuasse a caricare peso sempre più insopportabile sulla schiena di un mulo, che già non ce la fa più a respirare e a camminare, sottraendogli al contempo acqua e cibo per sopravvivere.

UN INQUINAMENTO CHE UCCIDE 
Solo il 57% di quei 110mila “Colossei” e/o 4.100 “piramidi di Cheope” che carichiamo sul groppone del mulo chiamato pianeta Terra riesce ogni anno ad essere assorbito dai sistemi naturali, con le conseguenze sociali, sanitarie e ambientali che conosciamo: tutto il resto rappresenta un ulteriore accrescimento di una infinita discarica, che ormai, invece di interessare solo il suolo e il sottosuolo, continua a “sparare” gli stessi rifiuti in atmosfera sotto forma di aerosol, di polveri sottili e di micro inquinanti che solo nel nostro paese ammazzano circa 45mila persone all’anno, soprattutto bambini.
 
COME UNA SERRA
Questo enorme squilibrio di peso e volume imposto al pianeta, alla salute umana e al futuro delle nuove generazioni, è motivato esclusivamente da inqualificabili ragioni economiche, che non tengono in alcun conto degli effetti che si stanno determinando. L’eccesso di CO2 nell’atmosfera infatti agisce come la copertura di una serra che trattiene al suo interno buona parte del calore prodotto dalla radiazione solare, invece di disperderlo fuori dal sistema terrestre. Da questo perverso meccanismo dipende lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare, l’aumento del vapore acqueo in atmosfera e lo scatenamento di eventi climatici devastanti e imprevedibili. E sono proprio queste inqualificabili ragioni economiche che ci impediscono di accedere ad una informazione consapevole per poter effettuare, anche a livello individuale, le scelte giuste. 
Magari cambiando programma per non assistere più passivamente alle interminabili “dirette televisive”, a catastrofe avvenuta, dove interviene sempre un “ospite” (non a caso gli invitati sono sempre gli stessi) che per prima cosa parla di “ipotetici cambiamenti climatici che nel futuro (di chi?) potrebbero anche non verificarsi”. Secondo questi “esperti” in disinformazione sempre di fenomeni naturali si tratta: l’attività umana non c’entra nulla. Salvo poi sentenziare che la sostituzione dei combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) con le fonti di energia rinnovabili, sono roba di idealisti senza competenza. Quella cocciuta bambina svedese poi, che insiste tanto su questa storia della catastrofe climatica, così come i ragazzi che scendono in piazza per reclamare un futuro vero al loro futuro, farebbero meglio ad andare a scuola invece di partecipare ad inutili manifestazioni. Con l’informazione e l’auto-formazione invece le nuove generazioni raggiungono la maturità per comprendere il gigantesco inganno che ha trasformato la Terra in un “Casinò al contrario”. Bisogna dargli una mano oggi, perché domani potrebbe essere già troppo tardi.                        
 

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