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Rubino: macabro circense

Renzo Rubino il cantautore che ha la delicatezza di chi ha scelto di non fare rumore, ma di provare a farsi ascoltare ugualmente

Gio 30 Gen 2020 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
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Ha passato l’estate 2019 a cantare il mare, con il suo progetto, Porto Rubino, che lo ha visto in tour su un gozzo sulla costa pugliese: «Viviamo in un periodo storico in cui il termine accoglienza associato a porto innesca sentimenti di rabbia. Eppure la mia terra, la Puglia, nei secoli, attraverso le contaminazioni, ha saputo più di una volta essere punto nevralgico di bellezza». A novembre è arrivato sul Tevere, in attesa del nuovo album che uscirà quest’anno.
 
Chi è Renzo Rubino?
«Un giornalista mi definì un “cantautore macabro circense”. Sono curioso, amo l’ignoto e provo ad andare sempre al di là di tutto quello che si conosce. Sperimento, mi innamoro di cose “diverse”». 
 
Cosa rappresenta la musica per lei? 
«Nella musica mi ci sono ritrovato, non volevo fare il musicista. Suonavo il pianoforte in giro, ma volevo fare l’attore. Decisi di andare a studiare teatro all’estero e iniziai a suonare in giro con più costanza per racimolare il denaro necessario a partire… e sono fermo lì, sto ancora mettendo dei soldi da parte per fare l’attore. La musica mi ha permesso di scoprire che in lei era possibile unire i due grandi amori della mia vita». 
 
Perché ha deciso di usare la musica per raccontare la sua terra?
«Perché la mia terra riesce ad essere curativa. Dopo i miei primi due Festival di Sanremo mi sentivo svuotato. Sentivo di dover riprendere possesso della mia quotidianità e così ho deciso di tornare a vivere in Puglia, in campagna. Ho capito quali erano le cose fondamentali per me. Si deve avere la forza di tornare a casa e di investire, nel mio caso in Puglia, una terra capace di ridarmi tutto ciò che pensavo di aver smarrito».
 
Dentro Porto Rubino non c’è solo l’amore per il suo mare.
«Lo scorso anno sono stato ospite a Tricase Porto per un evento meraviglioso figlio dell’Associazione Maestrale, che ha scelto la banchina come platea e un veliero come palcoscenico. Quel veliero ha terminato la sua ultima corsa nel 2002, portando in porto 98 rifugiati curdi e iracheni. Poi si è fatta museo itinerante e, dopo, sono arrivato io. Oggi siamo tutti arrabbiati, è difficile quasi parlare, avere un’opinione senza essere attaccati sui social. Porto Rubino nasce dalla volontà di andare per mare, mentre qualcuno prova a chiudere i porti, per vedere se “mentalmente” quei porti, chiusi lo sono sul serio. Non ho trovato rabbia, per fortuna».
 
Come si vive su un gozzo?
«Bene. La barca è piccola, devi essere bravo a gestire spazi, consumi, a partire dall’acqua e dall’energia… in mare finisce tutto. Torni a casa più rispettoso verso ciò che ti circonda».  
 
Di chi è il mare? 
«Di tutti. Il mare è una storia d’amore, di quelle che a volte possono far paura ma dalla quale non ti dividi mai. Il mare è stato il primo mezzo di comunicazione della storia».
 
Voleva porre l'attenzione su temi attuali. C’è una storia che più di altre porta con sé?
«Quella di tre pescatori di Torre Canne, in provincia di Brindisi. Avranno avuto 45 anni, sapevano di essere l’ultima generazione di pescatori di quel paesino. È stato toccante, triste parlare con loro. Il pesce scarseggia per le mutate condizioni climatiche, la cattiva regolamentazione della pesca e la pessima cura del mare. Una mattina all’alba sono uscito in barca con loro, abbiamo recuperato plastica e unicorni gonfiabili, ma poco pesce. Il mare lì è stato maltrattato e vivere con loro quella giornata mi ha permesso di toccare con mano la dolcezza della loro speranza: pescare abbastanza da sopperire alla giornata». 



Dieci anni di carriera
Renzo Rubino è un cantautore italiano. Nel 2010 esce il suo primo disco “Farfavole”, prodotto da Spaghetti Record. Nel febbraio 2013, partecipa al Festival di Sanremo, nella categoria Giovani, con un singolo che tratta la tematica dell'amore gay. Si posiziona al 3º posto e si aggiudica il Premio della Critica "Mia Martini". Nel 2013 esce il suo secondo album, “Poppins”, edito dalla Warner Music. Nel 2014 torna a Sanremo, nella categoria Campioni. Si classifica al 3º posto e l'orchestra gli assegna il premio al Miglior arrangiamento. A marzo 2017 esce il suo quarto album, “Il gelato dopo il mare” e nel 2018 torna a Sanremo con il brano “Custodire”. Nel 2020 uscirà il suo nuovo album.
 

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