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Le spese per il mutuo

Quali sono le imposte per la sottoscrizione di un mutuo?

Ven 28 Feb 2020 | di Carlo Cervasi | Il notaio risponde

Quali sono le imposte per la sottoscrizione di un mutuo? Come orientarsi tra le spese? Continua l’approfondimento dedicato al finanziamento per l’acquisto della casa. A seconda della finalità del mutuo è previsto il pagamento della cosiddetta imposta sostitutiva, ossia un’imposta che sostituisce quella di registro, e che la banca trattiene dal netto erogato per riversarla al fisco. Le aliquote sono due: 2% se il mutuo è finalizzato all’acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobile abitativo per il quale non ricorrono le condizioni per l’acquisto della prima casa e 0,25% per tutte le altre finalità (acquisto immobili commerciali, liquidità ecc.).

Va ricordato che il mutuo contratto per l’acquisto della prima casa di abitazione consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi del mutuatario gli interessi e le spese del contratto, entro un certo limite e a determinate condizioni stabilite dalla legge.

Quando si stipula un mutuo occorre considerare che il netto ricavo, ossia quanto verrà consegnato al mutuatario, è inferiore, rispetto all’importo mutuato. Questo avviene perché, in sede di erogazione, la banca trattiene dall’importo mutuato alcune spese: l’imposta di cui è gravato il mutuo, le spese di perizia e di istruttoria e quelle per eventuali assicurazioni.
Tutte queste spese incidono sul costo del mutuo e vengono considerate nel calcolo del T.A.E.G. (tasso annuo effettivo globale) che è il costo totale del credito a carico del mutuatario, espresso in percentuale annua. Il T.A.E.G., come detto, comprende gli interessi e tutti gli oneri da sostenere per utilizzare il credito e rappresenta la media ponderata di spesa del mutuo. Quindi, quando si decide con quale banca accendere un mutuo, non si deve tener conto solamente del tasso di interesse, ma anche, e forse soprattutto, del costo complessivo del mutuo, espresso proprio dal TAEG. 
è possibile estinguere anticipatamente il mutuo, in ogni momento, rimborsando alla banca oltre al capitale residuo, una cosiddetta penale di estinzione anticipata, fissata nel contratto. Tuttavia nel caso in cui il mutuo sia stato contratto per acquistare o ristrutturare unità immobiliari adibite ad abitazione, ovvero allo svolgimento della propria attività economica e professionale da parte di persone fisiche, non vi possono più essere penali o commissioni in caso di estinzione anticipata, pertanto, per estinguerlo sarà sufficiente rimborsare il capitale residuo e gli eventuali interessi maturati dopo il pagamento dell’ultima rata. 
Il divieto di inserire penali per l’estinzione anticipata risale al 2007, tuttavia qualora il mutuatario debba estinguere un mutuo contratto prima del febbraio 2007 per le finalità indicate, e nel quale fosse prevista una penale per l'estinzione, può chiedere ed ottenere dalla banca un ribasso di tale penale, secondo parametri stabiliti dalla legge.

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