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Io? Cleaning influencer

Fare le pulizie e riordinare può portare grandi benefici nelle nostre vite. Come? Ce lo spiega Luca Guidara nel suo libro “Home Sweet Home”

Ven 28 Feb 2020 | di Manuela Mareso | Attualità
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Aveva iniziato quasi per gioco e ora sul web è conosciuto come “il coach dell’ordine e del pulito”. Sul suo profilo Instagram ha più di 56mila followers e da gennaio conduce una rubrica settimanale su Radio R101. Il titolo di cleaning influencer Luca Guidara se l’è guadagnato sul campo, dispensando consigli e suggerimenti per rendere la casa sempre più accogliente e migliorare la qualità della vita. 

«Non avrei mai pensato di ricevere un tale seguito. Ho aperto il mio profilo instagram in un momento di stanchezza professionale meno di un anno fa. Arrivavo da qualche delusione e avevo deciso di immergermi in quello che amo: la pulizia, l’ordine, il verde, interessi trasmessimi da mia madre. In poche settimane ho visto crescere a ritmo esponenziale il numero degli utenti che mi seguivano e che mi chiedevano consigli. Una grande soddisfazione poter condividere con tante altre persone la passione per la cura degli ambienti! Da lì il pensiero che il mio entusiasmo potesse essere trasmesso anche a coloro che non ne fossero dotati naturalmente, e dunque la scrittura di un libro. Certo la predisposizione personale aiuta, ma con pochi accorgimenti il peso dei lavori domestici può trasformarsi in un momento di vero e proprio piacere anche per chi non li ama, ma non può permettersi di delegare ad altri».

Ci spiega come?
«Anzitutto bisogna pensare al benessere che porta il risultato: tutti stiamo meglio in una casa ordinata e pulita. Poi bisogna sapersi organizzare. Sbagliato trascurare gli ambienti e poi trovarsi a dover mettere disperatamente mano a una situazione compromessa. Meglio fare una pianificazione realistica e con un piccolo impegno quotidiano mettere in atto una serie di azioni che con pochi sforzi ci daranno grandi risultati. Nel mio libro presento “tabelle di marcia” molto semplici, ma efficaci. Un esempio tra tutti: il momento dello stiro. Chi non trova rilassante come me passare ore alle prese con panni, ferro da stiro e asse ascoltando musica, può darsi degli obiettivi realistici, come fissare il limite massimo di capi per procedere poi allo stiraggio. Accumulati 10/15 indumenti, mettersi sotto. In meno di tre quarti d’ora tutto sarà fatto e si eviteranno pomeriggi massacranti. Oppure il passaggio dell’aspirapolvere: la casa si mantiene più pulita se si fa un veloce passaggio quotidiano, piuttosto che trascurare la polvere e vedersela depositata anche sui mobili più alti. E poi ci sarebbe una regola primordiale semplicissima: il minimalismo».

 
Poche cose ed essenziali, dunque?
«Esattamente. Viviamo nella società dei consumi, ma troppe volte non ci rendiamo conto che gli oggetti sono un peso. Impariamo dunque a vivere davvero con l’essenziale. Un esempio tra tutti, il bagno. Inutile tenere in doccia o sui bordi della vasca flaconi diversi di shampoo, balsamo, detergenti. Cercare di individuare i prodotti che fanno al caso nostro, e limitarsi a quello. Nel momento della pulizia perderemo molto meno tempo, perché meno oggetti significa meno lavoro. In alternativa, se non vogliamo rinunciare a più prodotti e a più oggetti, progettiamo a priori le nostre case in modo che i mobili possano contenere tutto quello che ci occorre. Avremo uno spazio più funzionale e ordinato».

Nel suo libro presta molta attenzione alla sostenibilità delle azioni di pulizia…
«Assolutamente. Prediligo prodotti naturali come il vapore, il bicarbonato e l’aceto rispetto a quelli chimici, che sono davvero necessari solo in un numero di casi decisamente limitato. Anche per la cura personale, invito a utilizzare saponi solidi al posto di quelli liquidi, che inquinano di più perché si tende a usarne una quantità maggiore e perché si portano dietro un carico di plastica impattante per l’ambiente. E poi c’è un altro aspetto fondamentale in quest’ottica: la manutenzione degli elettrodomestici. Prendersene cura costantemente, con le opportune operazioni di pulizia ordinarie e straordinarie, permette di allungare il loro ciclo di vita. Usciamo dalla logica del “se si rompe ne compro un altro”, che si tratti del piccolo phon o della lavastoviglie. Bastano poche conoscenze e poche operazione per vederli durare decenni ed evitare di creare ammassi di rifiuti. Se poi non siamo sensibili all’ambiente, mettiamola in altro modo: perché buttare i soldi in una lavatrice nuova, e non farci invece una bella vacanza?».

Chi secondo lei deve tenere le redini della gestione della casa?
«Chi ci abita, semplicemente. Chi è single deve fare da sé e dunque molto dipende dalla capacità di organizzazione di cui abbiamo detto prima, ma nelle famiglie di 2 o più persone non devono esserci scuse, tutti devono sentirsi coinvolti, bambini inclusi, individuando per loro compiti adatti all’età. Prendersi cura tutti insieme dell’ambiente in cui si vive è altamente educativo per i piccoli, perché insegna il valore delle cose e della collaborazione, e per la coppia aumenta il senso di stima e, soprattutto, di fiducia reciproca. Prendersi cura della casa non è solo una necessità, ma un atto di amore per chi ci sta vicino». 





IL COACH DELL’ORDINE

Con “Home Sweet Home - Prendersi cura della casa e fare le pulizie non è mai stato così bello” (DeAgostini, 224 pagine, 15,90 euro) Luca Guidara ci accoglie nella sua casa e ci accompagna stanza per stanza in un tour ideale in cui ci spiega come prenderci cura al meglio del nostro ambiente e quindi della nostra vita.
 

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