acquaesapone Editoriale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Mi piace pensare che...

Un bel gioco per vedere la realtà in modo più completo

Gio 08 Ott 2009 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Ecco un gioco utile ad uscire dalla negatività corrente guardando la realtà in modo più completo. Si chiama 'mi pace pensare...' e consiste nel pensare a cose vere che fanno bene, per esempio alla natura o ai progressi umani.

Mi piace pensare che davvero in Italia c'è un albero ogni 200 persone e non diminuiscono più.
Mi piace pensare che le nuove tecnologie sono sempre meno inquinanti, più veloci e silenziose.
Che fino a pochi anni fa - ricordi? - si fumava nei locali pubblici: oggi ci sembra una assurdità, eppure allora nessuno credeva possibile impedirlo.
Fino a poco più di 100 anni fa, la schiavitù era ancora legale in molti paesi. Mi piace pensare che per secoli quasi tutti la credettero inevitabile e sbagliavano. Poi pensare che la pena di morte è stata di fatto abolita quasi ovunque.
Mi piace pensare che ci sono sempre persone che si impegnano per il progresso umano e che, anche se sono poche e sottovalutate, prima o poi regolarmente raggiungono l'obiettivo. Mi fa bene.
Mi piace, soprattutto, che tutti quelli che nei secoli erano convinti che 'nulla mai cambierà' hanno sempre avuto torto.

Il mio cuore esulta al pensiero del battito congiunto dei cuoricini dei neonati che in questo istante vengono alla luce: ogni minuto nasce un bimbo in Italia e 250 nel mondo e, mai come oggi, tutti loro hanno buone speranze di vivere.
Mi piace pensare ai bambini, perché in ogni epoca e in ogni cultura sono sempre stati e sempre saranno solo bambini. Non nazisti, né comunisti, non terroristi, né truffatori, vogliono solo ridere, cantare, giocare. Vogliono pace e portano amore.
Mi piace pensare che questa è la nostra natura e che, nonostante tutto, la manteniamo per tutta la nostra vita. Mi sembra giusto che non possiamo sentirci felici se non ci ricolleghiamo a questa nostra natura. Liberiamo questa nostra natura dai condizionamenti che la bloccano, così possiamo amare. Solo dopo dovremmo accostarci ai bambini. Riscoprire e rispettare la nostra natura: ecco il progresso che più mi piace e, in questo, i bambini, sempre inconsciamente, ci aiutano. Vero progresso è arrivare ad una cultura che metta al centro il bambino così come veramente è. Ci arriveremo!
Mi piace pensare che, sicuro, abbiamo torto se oggi anche a me come a te sembra impossibile arrivarci.
E a te cosa piace pensare?


Condividi su: