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La nuova vita degli elettrodomestici

Il progetto nato alle porte di Torino offre anche un’opportunità di lavoro a ragazzi socialmente svantaggiati

Ven 28 Feb 2020 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si… rigenera. Tra inclusione sociale e difesa dell’ecosistema, un progetto nato alle porte di Torino si propone di dare nuova vita ai vecchi elettrodomestici. Anche lavatrici, forni, lavastoviglie e frigoriferi, al pari dei cellulari, possono essere rigenerati con notevoli benefici ambientali, occupazionali ed economici: il tutto grazie a “Ri-generation”, il programma avviato nel 2017 da Astelav, una società di Vinovo che si occupa di ricambi del settore. Sono già più di 3.000 gli oggetti recuperati, con oltre 200 tonnellate evitate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti Raee). Gli elettrodomestici rigenerati sono stati messi in vendita a un prezzo mediamente inferiore del 50% rispetto al nuovo e, parallelamente, si è creato un circuito dove viene concessa una seconda possibilità anche alle persone socialmente svantaggiate. L’idea nasce all’interno del circuito “uno contro uno”, che dal 2011 permette ai consumatori di consegnare l’elettrodomestico vecchio al rivenditore nel momento dell’acquisto di uno nuovo; proprio da lì – e in parte minore da donazioni nella zona di Torino e provincia – arrivano i beni che vengono riparati, utilizzando ricambi originali; sono poi collaudati e sanificati da tecnici specializzati e, verificato il perfetto funzionamento, messi in vendita con una garanzia di 12 mesi. 

UNA FILIERA CORTA E CONTROLLATA
Un lavoro encomiabile, ancor di più se si considera che - come ha dimostrato una recente indagine condotta da Altroconsumo e dal Consorzio Ecodom – in Italia quattro grandi elettrodomestici su dieci dismessi dai cittadini non arriva mai agli impianti di trattamento autorizzati. Finiscono, invece, in impianti non autorizzati, mercatini dell’usato o in abitazioni private senza alcun controllo tecnico o sanitario. Nel caso di “Ri-generation”, invece, la filiera è corta e verificata in ogni passo; in collaborazione con il Servizio Missionario Giovani, il progetto forma ragazzi provenienti da contesti sociali difficili. Il risultato è un laboratorio che alimenta una rete vendita composta dal sito e-commerce e da due negozi, offre nuove opportunità di lavoro e crea una rete formativa dedicata ai minori non accompagnati. Un circuito alimentato anche dai corsi di formazione che, insieme ai Salesiani di Torino, sono proposti ai giovani: 100 ore a scopo formativo ed educativo, per acquisire maggiori conoscenze e strumenti concreti che possano facilitare l’inserimento sociale.

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