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W il Terzo settore!

È privato, le attività che svolge in generale sono senza scopo di lucro e non è da confondere con il terziario

Ven 28 Feb 2020 | di Marco Marcocci | Soldi

Cominciamo con il chiarire un possibile equivoco: il Terzo settore non deve essere confuso con il settore terziario. Quest’ultimo è uno dei settori produttivi che compongono l’attività economica e, in particolare, è quello che, fornendo servizi, supporta l’agricoltura (primario), l’industria (secondario) e l’alta tecnologia (quaternario o terziario avanzato).

Per inquadrare il Terzo settore e per comprenderne il significato, quindi, dobbiamo prendere in considerazione non l’attività economica,  ma il sistema economico e sociale che è formato dal Primo settore che è lo Stato (cioè il pubblico), dal Secondo settore che è il mercato (cioè il privato) e, appunto, dal Terzo settore che è qualcosa a sé stante. Infatti, non è pubblico, perché è privato, ma al tempo stesso non è mercato perché in generale le attività che svolge sono senza scopo di lucro, ecco perché viene identificato anche come non profit.

Il Terzo settore si definisce come quel complesso di enti privati che esercitano attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Identifica, quindi, comportamenti e sentimenti positivi, rispettosi delle regole ed esprime solidarietà. In altre parole, il Terzo settore garantisce la qualità della vita di molte persone, soprattutto di quelle che non stanno bene e dei più vulnerabili. Non indifferente è il peso che il Terzo settore ha sul Pil nazionale sul quale impatta per il 3,7%, grazie al volume di affari che sviluppa che si aggira intorno ai 64 miliardi di euro. Il settore del non profit (fortunatamente) continua ad espandersi con tassi di crescita medi annui superiori a quelli che si rilevano per le imprese for profit, sia in termini di numero delle imprese sia di numero di dipendenti. Sono oltre 350mila le istituzioni non profit presenti su tutto il territorio italiano (8,0% del totale delle imprese dell’industria e dei servizi di mercato), mentre oltrepassa quota 844mila il numero degli addetti (7,0% del totale dei dipendenti delle imprese), con una quota di donne impiegate nettamente superiore a quella degli uomini (71,7% contro 28,3%).  

UN ESERCITO DI 5 MILIONI DI UNITA'
Un vero e proprio esercito, stimato intorno a 5,5 milioni di unità, è quello dei volontari: è grazie a queste persone che, per scelta, mettono a disposizione il loro tempo e le loro capacità per il perseguimento del bene comune che il non profit trova la propria ragion d’essere.

CULTURA, SPORT E RICREAZIONE
Il settore in cui operano la maggior parte delle istituzioni non profit è quello della cultura, sport e ricreazione che raccoglie quasi due terzi delle organizzazioni (64,5%); a seguire quello dell’assistenza sociale e protezione civile (9,2%) e quello delle relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (6,5%). I settori che impiegano più persone sono quelli dell’assistenza sociale e protezione civile (oltre 311mila addetti) e della sanità (circa 185mila addetti). 

LA RIFORMA
Il Terzo settore, da qualche tempo, è interessato da una riforma tutt’ora in corso che, una volta portata a termine, riordinerà il comparto introducendo molte novità. Tra queste l’istituzione di un Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts)  dove andranno ad iscriversi le istituzioni (Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale, Enti filantropici, etc), l’introduzione di strumenti di finanza sociale idonei a favore il finanziamento degli Enti del terzo settore (Ets) e la creazione del Consiglio nazionale del Ts. Dalla riforma del Terzo settore nasce anche la Fondazione Italia Sociale (FIS), costituita per mettere a disposizione del Paese un “fondo strategico”, alimentato da cittadini e imprese, attraverso il quale raccogliere le risorse necessarie a interventi su temi importanti per il benessere sociale in Italia. Lo scopo della Fondazione è aumentare le risorse private attualmente destinate a interventi nel sociale. La Fondazione non si sostituisce né alle organizzazioni che già operano nel Terzo settore né allo Stato, ma nasce dalla constatazione che i bisogni sociali sono in aumento e le attuali risposte, da parte del settore pubblico e del non profit, non riescono a crescere allo stesso ritmo. 
L'obiettivo principale della Fondazione è quello di contrastare la disuguaglianza sociale e lavorare per migliorare la condizione dei più deboli, con progetti nazionali in grado di generare un concreto impatto sociale. La società dei nostri giorni ha sempre più bisogno del Terzo settore: sosteniamolo! 



Riforma del Terzo settore, quadro normativo di riferimento

• Legge 6 giugno 2016, n. 106 – Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale;
• Decreto Legislativo 6 marzo 2017, n. 40 - Istituzione e disciplina del servizio civile universale;
• Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n 111 - Disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;
• Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n 112 - Revisione della disciplina in materia di impresa sociale;
• Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n 117 – Codice del Terzo settore.
(Fonte: Istat – Struttura e profili del settore non profit. Anno 2017)

 



COOPERA. Diamo credito ai buoni valori

Credito Cooperativo e Terzo settore sono due mondi affini. Anche per questo il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea ha dedicato al mondo del non profit una serie di iniziative ed attenzioni, realizzando “Coopera. Diamo credito ai buoni valori”. Info su: www.coopera.gruppoiccrea.it – Facebook: Coopera – Gruppo Iccrea.

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