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“Moon”, la casa sostenibile del futuro

L’abitazione potrà essere utilizzata in zone desertiche e impervie come quelle degli Emirati Arabi Uniti, dove sarà presentata il prossimo ottobre

Ven 28 Feb 2020 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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La casa del futuro è progettata per la Luna, ma in un domani non troppo lontano potrebbe essere costruita a poche migliaia di chilometri da noi. Magari in zone desertiche e impervie come gli Emirati Arabi Uniti, dove le temperature sono alte e l’acqua scarseggia. Proprio a Dubai, il prossimo ottobre, l’Università degli studi Roma Tre presenterà “Moon”: si tratta di un rivoluzionario edificio che non inquina, è capace di resistere a condizioni climatiche estreme ed è completamente autosufficiente in fatto di acqua, energia elettrica e sistema fognario. Quello della Capitale sarà l’unico ateneo italiano in gara al “Solar Decathlon”, la competizione tra Università di tutto il mondo che si sfideranno nella progettazione e costruzione della casa del futuro. Il team sta preparando e testando il prototipo che sarà poi trasportato sul campo di gara: al di là dell’esito della sfida, quello in programma nella penisola araba sarà un importante terreno di ricerca per testare l’efficienza della casa e per ipotizzarne la diffusione in nuovi quartieri adatti ai climi estremi e a impatto zero.

DALLO SPAZIO ALLA TERRA: COM’È REALIZZATA
L’involucro esterno, agendo da facciata ventilata, è realizzato con un materiale riflettente e bianco, in grado di proteggere l’interno dalla fortissima escursione termica tipica del satellite, nonché di purificare l’aria circostante attraverso un processo di fotocatalisi. Il sistema di gestione dei liquidi è a ciclo chiuso e riesce a sterilizzare completamente le acque reflue per essere riutilizzate come potabili, proprio come già avviene sulle navicelle spaziali. «Si tratta - spiega la coordinatrice del progetto, Chiara Tonelli - di una casa pensata per un clima ostile, caldo e umidissimo come quello di Dubai (dove d’estate le temperature possono raggiungere i 50 gradi con un tasso di umidità fino al 90%), che vediamo come un mondo nuovo da esplorare e comprendere. Ci piace pensarci come degli astronauti in partenza per un altro pianeta, un luogo dove immaginare i quartieri del futuro in chiave sostenibile e a misura d’uomo, grazie alle più avanzate tecnologie». Dalla tv via satellite alle lenti anti-graffio, senza dimenticare i materassi “memory” che si adattano al peso dei proprietari, sono decine gli oggetti di uso comune inizialmente progettati in ambito spaziale. Ora la sfida è lavorare su questo confronto tecnologico per realizzare un prototipo di abitazione adatto alle condizioni climatiche estreme. Dalla Terra alla Luna, andata e ritorno.

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