acquaesapone Bambini
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Abortire? Ho scelto il bimbo

A casa mi giudicavano. Poi ho trovato aiuto morale ed economico

Lun 30 Mar 2020 | di Patrizia Lupo | Bambini

Marco adesso ha 2 mesi. Quando scoprimmo di aspettarlo era un periodo difficile, il papà era arrivato in Italia da poco e non trovava lavoro, mentre a me stava per scadere il contratto. Ho commesso l’ingenuità di dire che ero incinta così… a casa. E mi hanno anche giudicata, in una situazione così precaria non avrei dovuto fare un figlio! Ero preoccupata, avevamo preso da poco un monolocale in affitto, sposati da circa un anno, riuniti da anche meno. Ha iniziato a prevalere la paura di non farcela e anche se mio marito cercava di convincermi che non sarebbe stato così, io non ci credevo e pensavo che avrei dovuto rinunciare, mio malgrado, all’idea di avere un figlio. Cominciai  ad informarmi su come fare per abortire anche se un malessere profondo mi pervadeva. Chissà, forse però cercavo chi mi aiutasse a tenere mio figlio. Telefono a un Ospedale, a un centro per gravidanze a rischio. A chi mi risponde spiego la mia situazione e il giorno dopo sono lì con un ginecologo che mi parla pacatamente, mentre stesa sul lettino mi fa un’ecografia. Il senso di tutto era in quella lucina pulsante, senza suono, del mio bambino: la nostra prima ecografia, quando ancora non sapevo se potevo “permettermi” di tenerlo. Poi, la speranza che qualcosa forse per me si poteva fare. Dopo pochi giorni, grazie al medico, sono nella sede di un’associazione, il Segretariato Sociale per la Vita. Ricordo di aver svuotato tutto il sacco delle mie preoccupazioni. Condividere, confrontarmi in quel momento è stato per me molto importante mi sentivo caricata infatti di tante responsabilità. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a credere, oltre che a trovare soluzioni pratiche. Poi sono arrivate anche quelle, grazie al Progetto Gemma che mi hanno offerto: un aiuto economico, che mi dava un po’ di sollievo insieme agli aiuti che avrei potuto avere dallo Stato (come mi hanno spiegato... non lo sapevo). Così ho “mollato”, mi sono lasciata andare. Passa qualche settimana e mio marito trova lavoro! Dopo, mi sono rimproverata spesso di aver pensato di abortire e ora che stringo il mio piccolo al seno mi chiedo come ho fatto ad avere così poca fede. Ma capisco anche chi si ritrova senza alcun supporto, anzi giudicata, abbandonata. Adesso prego che vada tutto per il meglio, ma non potrebbe essere diversamente, perché il meglio è quello di essere in tre!                
 

 
 

Per un aiuto sano

Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 

Condividi su: