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Un’occasione per la digitalizzazione?

Bonus, cassa integrazione, mutui sospesi e poi rimborsi vari: come muoversi

Lun 30 Mar 2020 | di Armando Marino | Soldi

Scrivere di diritti quando le nostre vite vengono sconvolte in maniera inedita da eventi di proporzioni planetarie è come affidare all’ignoto un messaggio in bottiglia. Si può solo sperare che chi lo leggerà avrà recuperato un po’ di normalità e la capacità di esercitarli quei diritti. Al momento di andare in stampa il governo sta varando il diciassettesimo decreto per l’emergenza, con aiuti per 25 miliardi. Le principali norme per chi lavora riguardano l’estensione a tutti i dipendenti della possibilità di cassa integrazione e un bonus una tantum (dovrebbe essere da 600 euro) per gli autonomi. I licenziamenti sono stati sospesi per due mesi. Molto importante anche la possibile sospensione delle rate dei mutui (fino a 9 mesi). Per le famiglie fondamentale il congedo parentale retribuito al 50% per uno dei due genitori che hanno i figli a casa per le scuole chiuse, purché i ragazzi abbiano al massimo 12 anni. Al di sopra, e fino a 16 anni, c’è un congedo speciale non retribuito. Avendo già cancellato manifestazioni sportive, spettacoli, viaggi per turismo, le norme precedenti avevano già previsto un’ampia casistica dirimborsi. Per le persone contagiate, quelle che sono state messe in quarantena, chi doveva partecipare a viaggi o iniziative che avrebbero dovuto tenersi in zone sottoposte a isolamento. Ovviamente in tutti questi casi si ha diritto a rimborso di viaggi già prenotati. I decreti allargano però l’area dei rimborsi anche a chi doveva partecipare a eventi di qualunque natura, culturali, sportivi, religiosi, annullati o rinviati su ordine delle autorità, che può ottenere il rimborso dell’eventuale biglietto di ingresso alle manifestazioni. Diritto che spetta anche a chi doveva viaggiare all’estero in Paesi che hanno impedito l’accesso agli italiani. In tutti questi casi bisogna rivolgersi a chi ha venduto il titolo di viaggio o il biglietto di ingresso entro trenta giorni (attenzione: l’inizio dei 30 giorni decorre diversamente a seconda del tipo di biglietto di cui si chiede il rimborso). L’Unione consumatori, che ha stilato un utile vademecum, suggerisce di ripresentare la domanda di rimborso citando il decreto legge numero 9 del 2020 per sicurezza se si era presentata una richiesta prima dell’approvazione della legge, che risale al 2 marzo 2020. Per gite scolastiche e pacchetti turistici il rimborso può avvenire anche sotto forma di voucher per un altro viaggio. La norma non dice nulla su eventuali viaggi o vacanze in zone limitrofe a quelle rosse. Vale comunque il diritto di recesso previsto dal codice civile e dall’articolo 41 comma 4 del codice del turismo. Il recesso può essere esercitato senza penale se lo spettacolo o il viaggio prenotato è stato sensibilmente modificato. La vera sfida per il Paese sarà però essere riusciti o meno a proseguire le attività economiche sfruttando le smartworking, lavoro da casa, videoconferenze. L’Italia è entrata nella crisi da coronavirus classificandosi al 24esimo posto su 28 Paesi nella classifica della digitalizzazione. Se questa crisi diventasse l’occasione per migliorare questa umiliante graduatoria, forse dalla tragedia almeno si sarebbe ricavato qualcosa di utile.                                                                  
 

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