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Relazioni vere

Quando l’emergenza sarà passata, ricordatevi di questo silenzio e ogni tanto ricreatelo, trasformandolo in un’occasione

Lun 30 Mar 2020 | di Angela Iantosca angela@ioacquaesapone.it | Editoriale

Mentre scrivo siamo in emergenza Coronavirus. L’Oms ha dichiarato che si tratta di pandemia, Mattarella si è adirato con l’Europa, qualcuno ha fatto allarmismo, qualcuno troppo poco, alcuni sono scappati dal Nord, il Sud si è infettato e noi stiamo tutti a casa (più o meno, ovviamente, in base ai lavori che si svolgono). Sui social girano video, barzellette (le solite), freddure, vignette. Non si parla di altro. C’è chi usa la parola guerra, chi si definisce un profugo… Continuando ad usare i termini in modo poco appropriato. 

Ma tutto questo è un rumore di sottofondo. Ho spento la tv e me ne sto qui circondata dai libri e da questo silenzio. Anche i social sono quasi sempre staccati. Pur essendo il nostro unico canale di comunicazione del momento: che paradosso, eh? Dopo battaglie, libri, articoli per suggerire di disintossicarci dalla rete, grazie alla rete possiamo rimanere connessi e non sentirci soli. 
Eppure, quello che sta capitando a me è un ulteriore rifiuto della rete che, ancora una volta, è un accumulo di notizie che rimbalzano, di commenti più o meno (come sempre) superficiali su temi serissimi. 
Un luogo nel quale tutti, come il giorno dopo le partite di calcio, si sentono di voler dire la loro. In cui anche la quarantena, per qualcuno, diventa occasione per far mostra di sé.
 
Preferisco il silenzio. Anzi ve lo suggerisco, anche per quando finirà l’emergenza, per quando le strade torneranno a popolarsi e torneranno l’inquinamento e la necessità di comprare in modo compulsivo nei negozi. Ritagliatevi anche allora questo silenzio, da cui non bisogna fuggire. Ascoltatelo. E trasformatelo in una occasione per risvegliarvi, per capire quale è la vera solitudine. Che le relazioni sono tutto. Che l’uomo è nato per vivere in relazione come suggerisce Adriano Sella, in un bel libro che sto leggendo in questi giorni, “Cambiamenti a km 0”. Perché la “felicità, il gusto e il senso della vita aumentano solo se ci sono rapporti umani di qualità: vivi, intensi e belli”. 

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